Come SpaceX e Blue Origin aiuteranno gli astronauti di Artemis III
Dopo Artemis II, la missione di successo che ha permesso di testare le tecnologie NASA volando attorno alla Luna, ma senza mai toccarla, i piani per le missioni future sono cambiati. La corsa verso la Luna ha di tatto preso una direzione inaspettata e la NASA ha deciso di rimescolare le carte per la missione Artemis III, trasformandola in una sorta di prova generale ad alta quota. Sappiamo infatti che l'allunaggio vero e proprio avverrà solamente con Artemis IV.
Invece di puntare dritti verso l'orbita lunare, l'agenzia spaziale statunitense ha optato per un test intensivo direttamente nell'orbita terrestre, e questo servirà a mettere sotto sforzo i sistemi di bordo e, soprattutto, a verificare come la navetta Orion riesca a dialogare e ad agganciarsi ai nuovi lander sviluppati da giganti privati come SpaceX e Blue Origin.
Si è così deciso per un approccio molto pragmatico, perché se ci pensiamo bene, è decisamente meglio scoprire eventuali intoppi tecnici a pochi chilometri dalla Terra piuttosto che a ridosso della superficie lunare.
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