Commercio online, i sindacati: “Consegna gratuita? No, il prezzo lo pagano i lavoratori della logistica”

Genova. “Ogni giorno milioni di consumatori acquistano prodotti online attratti da offerte sempre più aggressive: spedizioni in poche ore, consegne rapidissime e, soprattutto, trasporto e consegna gratuiti. Ma la domanda è semplice: chi paga davvero quella gratuità della consegna?“. A porre la questione sono Marco Gallo, Mirko Filippi e Giovanni Ciaccio, sindacalisti rispettivamente della Filt Cgil, della Fit Cisl e della Uiltrasporti.
“Dietro ogni pacco consegnato c’è una filiera composta da autisti, magazzinieri, corrieri e operatori della logistica che, ogni giorno, garantiscono il funzionamento dell’e-commerce – ricordano i sindacalisti -. Senza il loro lavoro, nessun acquisto arriverebbe nelle case dei consumatori. Eppure, sono proprio loro a pagare il prezzo delle politiche commerciali dei grandi colossi dell’e-commerce, che impongono ai propri fornitori tariffe sempre più basse e tempi di consegna sempre più stretti. Le aziende appaltatrici, per rimanere sul mercato, scaricano inevitabilmente questa pressione sui lavoratori: turni massacranti, ritmi di lavoro insostenibili, specialmente in questi giorni di caldo estremo, con organici spesso insufficienti e una produttività portata oltre ogni limite ragionevole”.
“A tutto questo – proseguono – si aggiungono salari, o forme salariali alternative che, nella maggior parte dei casi, non rispecchiano il livello di responsabilità, la fatica fisica e lo stress richiesti da un settore che lavora sette giorni su sette per soddisfare le esigenze del mercato, con contratti part-time per imporre il lavoro di sabato e domenica, al fine di poter avere una retribuzione mensile in grado di far sostenere le famiglie, cosa che non è più sostenibile e tollerabile”.
“Il risultato – denunciano Gallo, Filippi e Ciaccio – è sotto gli occhi di tutti: lavoratori sempre più stanchi, aumento degli infortuni e malattie, difficoltà nel conciliare lavoro e vita familiare e un settore che fatica sempre di più ad attrarre nuovi giovani, perché le condizioni di lavoro risultano poco sostenibili. Non si può continuare a parlare di consegna gratuita quando il costo viene semplicemente trasferito sui lavoratori. La logistica rappresenta oggi una delle infrastrutture fondamentali dell’economia italiana. Chi lavora nei magazzini, nei centri di smistamento e alla guida dei mezzi di trasporto merita rispetto, condizioni di lavoro dignitose e retribuzioni adeguate. I grandi operatori dell’e-commerce e alle aziende committenti devono assumersi le proprie responsabilità sociali, riconoscendo tariffe, che garantiscano il costo del lavoro alle aziende, recentemente certificate e pubblicate dal ministero del Lavoro, con la nostra partecipazione e contributo, che consentano alle imprese della logistica di garantire occupazione buona e stabile, sicurezza, formazione e salari adeguati. Non è accettabile che la competizione commerciale venga costruita comprimendo il costo del lavoro e sacrificando la salute e sicurezza dei lavoratori”.
“È il momento di aprire un confronto serio tra tutte le istituzioni, committenti e parti sociali per restituire dignità a un settore strategico che non può continuare a sostenere, da solo, il peso della corsa al ribasso imposta dal mercato dell’e-commerce. Dietro ogni pacco consegnato ci sono persone, e famiglie, e il lavoro non può essere il prezzo nascosto della consegna gratuita”, concludono i sindacalisti di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti.
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