Comunità Energetiche Rinnovabili: Italia è ancora lontana dagli obiettivi del 2027?
lentepubblica.it
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano uno dei pilastri della transizione energetica italiana, ma nonostante il crescente interesse e gli incentivi messi in campo negli ultimi anni, i numeri mostrano come il percorso sia ancora nella sua fase iniziale.
Secondo gli ultimi dati disponibili del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), aggiornati al 31 dicembre 2025, in Italia risultano operative 904 Comunità Energetiche Rinnovabili, che comprendono complessivamente 1.429 impianti, 8.653 utenze e una potenza installata pari a 94,96 MW. Un risultato significativo rispetto agli anni precedenti, ma ancora distante dai traguardi fissati dal legislatore, che punta ad arrivare a circa 5.000 configurazioni entro il 2027.
Le CER crescono, ma il divario con gli obiettivi resta ampio
La diffusione delle comunità energetiche sta accelerando grazie all’entrata a regime degli incentivi previsti dal Decreto CACER (DM 414/2023) e dalle misure finanziate con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Tuttavia, osservando il ritmo di sviluppo emerge chiaramente come il percorso verso gli obiettivi nazionali richieda ancora un importante cambio di passo.
Il GSE evidenzia infatti una forte partecipazione ai bandi dedicati alle CER. Le domande presentate allo sportello PNRR hanno raggiunto quota 48.750, segnale di un interesse molto elevato da parte di cittadini, amministrazioni locali e imprese.
Di queste richieste, aggiornando il quadro al 22 giugno 2026, risultano già 24.091 domande ammesse ai contributi a fondo perduto, sulla base dei provvedimenti di concessione pubblicati dal Gestore.
Accanto ai progetti approvati, esiste però anche una quota di richieste respinte. Le domande rigettate sono 466 e, nella maggior parte dei casi, il mancato accesso agli incentivi deriva da problematiche di natura amministrativa o tecnica, come l’assenza dei titoli autorizzativi, la mancanza del preventivo di connessione alla rete elettrica, l’incompatibilità con altri incentivi oppure la presentazione da parte di soggetti non legittimati.
Si tratta di elementi che evidenziano come la costituzione di una Comunità Energetica richieda una preparazione accurata e il rispetto di requisiti ben definiti.
Che cos’è una Comunità Energetica Rinnovabile
Una CER è un soggetto giuridico attraverso il quale più utenti condividono l’energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili.
Possono aderire cittadini, condomìni, piccole e medie imprese, enti del Terzo settore e amministrazioni pubbliche, accomunati dall’obiettivo di produrre e consumare energia localmente.
Gli aderenti assumono il ruolo di prosumer, cioè soggetti che possono contemporaneamente produrre e utilizzare energia elettrica. L’energia immessa in rete viene valorizzata attraverso i meccanismi di autoconsumo collettivo previsti dalla normativa vigente, consentendo di ottenere benefici economici e ambientali.
L’intero sistema è disciplinato dal Decreto CACER, dalle regole operative del GSE e dalle disposizioni contenute nel Testo Integrato dell’Autoconsumo Diffuso (TIAD) predisposto da ARERA.
La cabina primaria è il vero requisito tecnico
Quando si parla di Comunità Energetiche si tende spesso a concentrarsi sui soggetti partecipanti o sulla presenza di un impianto fotovoltaico. In realtà il requisito più importante è di natura tecnica.
Per poter condividere l’energia incentivata, infatti, produttori e consumatori devono essere collegati alla stessa cabina primaria della rete elettrica.
Questo elemento rappresenta il presupposto fondamentale affinché una configurazione possa essere qualificata come CER e accedere agli incentivi previsti dalla normativa.
Per questo motivo conoscere soltanto il nome di una comunità energetica non basta: è necessario verificare anche la sua effettiva collocazione territoriale.
Dove consultare l’elenco ufficiale delle Comunità Energetiche
Una delle domande più frequenti riguarda proprio la possibilità di consultare un elenco completo delle CER operative.
In realtà non esiste un registro pubblico unico che raccolga tutte le Comunità Energetiche Rinnovabili italiane.
Chi desidera verificare la presenza di una CER deve utilizzare due strumenti istituzionali, che svolgono funzioni differenti ma complementari.
Il primo è rappresentato dall’Elenco delle Configurazioni di autoconsumo pubblicato dal GSE. Si tratta di un archivio consultabile gratuitamente, disponibile in formato tabellare e scaricabile come foglio elettronico. L’elenco consente di effettuare ricerche, confrontare configurazioni e analizzare i dati ufficiali relativi alle comunità già qualificate.
Il secondo strumento è la mappa interattiva realizzata da GSE, RSE ed Esri Italia, che permette invece di visualizzare sul territorio nazionale la distribuzione delle iniziative, la posizione delle cabine primarie e il livello di avanzamento dei diversi progetti.
Le due piattaforme utilizzano dati coerenti tra loro, ma rispondono a esigenze differenti: l’elenco fornisce informazioni analitiche, mentre la mappa offre una rappresentazione geografica indispensabile per comprendere la reale operatività delle configurazioni.
Perché è utile consultare sia l’elenco sia la mappa
L’utilizzo combinato dei due strumenti permette di ottenere una fotografia molto più completa.
L’elenco consente di verificare quali configurazioni risultano già qualificate dal GSE, mentre la mappa aiuta a comprendere se una determinata area sia già interessata da iniziative analoghe oppure presenti ancora margini di sviluppo.
Per un Comune che intende promuovere una nuova CER, per un condominio interessato all’autoconsumo collettivo o per una PMI che valuta l’adesione a una comunità energetica, la conoscenza del territorio rappresenta un elemento decisivo nella fase preliminare del progetto.
La consultazione geografica consente inoltre di individuare le cabine primarie interessate e valutare preventivamente la compatibilità tecnica dell’iniziativa.
Gli altri strumenti di supporto
Oltre ai servizi messi a disposizione dal GSE, esistono ulteriori strumenti informativi che aiutano cittadini e operatori a orientarsi.
Tra questi rientra l’Osservatorio CER Italia, che raccoglie schede informative e approfondimenti dedicati alle comunità energetiche presenti sul territorio nazionale.
Restano inoltre fondamentali le guide operative pubblicate dal GSE e la documentazione predisposta da ARERA, che chiariscono modalità di accesso agli incentivi, requisiti tecnici, criteri di ammissibilità e funzionamento delle configurazioni di autoconsumo diffuso.
Si tratta di documentazione particolarmente utile sia nella fase di progettazione sia durante l’iter autorizzativo.
Una sfida ancora tutta da vincere
Le Comunità Energetiche Rinnovabili stanno progressivamente passando dalla fase sperimentale a quella di diffusione su larga scala. L’elevato numero di domande presentate al GSE dimostra che cittadini, imprese ed enti locali guardano con crescente interesse a questo modello.
Allo stesso tempo, i dati evidenziano come il sistema debba ancora consolidarsi. Le CER effettivamente operative restano infatti numericamente limitate rispetto agli obiettivi fissati per il 2027 e sarà determinante accelerare sia le procedure autorizzative sia la realizzazione concreta degli impianti.
Per chi intende avvicinarsi a questo modello, conoscere gli strumenti ufficiali di consultazione rappresenta il primo passo. L’elenco delle configurazioni del GSE e la mappa interattiva consentono infatti di verificare lo stato delle iniziative già presenti, comprenderne la distribuzione territoriale e valutare con maggiore consapevolezza la fattibilità di nuovi progetti, contribuendo alla crescita di un sistema energetico sempre più partecipato e sostenibile.
The post Comunità Energetiche Rinnovabili: Italia è ancora lontana dagli obiettivi del 2027? appeared first on lentepubblica.it.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)