Decreto automotive 2026: bonus per veicoli commerciali, moto elettriche e colonnine

27 Giugno 2026 - 10:08
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lentepubblica.it

Un piano strategico per accompagnare la trasformazione dell’automotive italiano. Più di 1,3 miliardi di euro per sostenere uno dei comparti industriali più importanti dell’economia nazionale.


È questa la portata del nuovo decreto interministeriale dedicato all’automotive, un provvedimento che punta a rafforzare la competitività della filiera italiana accompagnandola nella delicata fase di transizione verso una mobilità sempre più sostenibile, tecnologicamente avanzata e in linea con gli obiettivi europei.

Il piano, predisposto congiuntamente dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, mette sul tavolo 1 miliardo e 343 milioni di euro destinati sia alle imprese sia ai cittadini attraverso una combinazione di incentivi agli investimenti industriali, contributi per il rinnovo del parco veicoli e misure dedicate allo sviluppo della mobilità a basse emissioni.

L’obiettivo non è soltanto favorire nuovi acquisti, ma soprattutto rafforzare la capacità produttiva italiana in un settore che sta vivendo una delle trasformazioni più profonde della propria storia.

La parte più consistente delle risorse va a ricerca e innovazione

Il cuore dell’intervento riguarda il sostegno all’industria. Oltre il 70% dell’intero stanziamento sarà infatti destinato agli strumenti che finanziano progetti di sviluppo tecnologico e investimenti produttivi.

Tra questi figurano gli Accordi per l’innovazione, i Contratti di sviluppo e i nuovi Mini Contratti di sviluppo, introdotti per consentire anche alle piccole e medie imprese della filiera automotive di accedere più facilmente ai finanziamenti pubblici.

Complessivamente saranno destinati 931 milioni di euro nel periodo compreso tra il 2026 e il 2030 per sostenere attività di ricerca, sperimentazione e industrializzazione.

I progetti che potranno ottenere il sostegno pubblico dovranno riguardare lo sviluppo di nuove tecnologie per la mobilità sostenibile, la progettazione e produzione di veicoli caratterizzati da emissioni sempre più contenute, la realizzazione di componenti innovativi, sistemi intelligenti e soluzioni dedicate alla guida autonoma, connessa e sicura. Rientrano inoltre tra gli interventi finanziabili i programmi di riconversione industriale verso produzioni ad elevato contenuto tecnologico.

L’intenzione è quella di favorire un’evoluzione dell’intero comparto, accompagnando le aziende nella sfida imposta dalla transizione energetica senza perdere competitività nei confronti degli altri grandi produttori europei.

Incentivi per le imprese che acquistano veicoli commerciali

Accanto agli investimenti industriali trovano spazio misure dedicate al rinnovo delle flotte aziendali.

Fino al 31 marzo 2030, le piccole e medie imprese che svolgono attività di trasporto merci, sia in conto proprio sia in conto terzi, potranno beneficiare di contributi per l’acquisto, anche tramite leasing, di veicoli commerciali nuovi appartenenti alle categorie N1 e N2.

L’entità dell’agevolazione varierà in funzione della massa complessiva del mezzo e della relativa alimentazione.

Per i veicoli con motorizzazioni tradizionali sarà necessario procedere alla rottamazione di un mezzo obsoleto per poter ottenere il beneficio economico.

Gli importi previsti oscillano da 2.000 euro, che possono diventare 4.000 euro con rottamazione, fino ad arrivare ai 16.000 euro per i veicoli di maggiore portata. Considerando le diverse fasce e le varie alimentazioni, il contributo massimo potrà raggiungere 18.000 euro, che salgono a 20.000 euro nei casi in cui sia prevista anche la sostituzione del vecchio mezzo.

Una novità riguarda inoltre il settore del noleggio a lungo termine. Gli incentivi potranno essere riconosciuti anche alle società di noleggio che acquistano un veicolo commerciale destinato a essere utilizzato da una PMI, purché sia già stato sottoscritto un contratto della durata minima di tre anni.

Il contributo sarà applicato direttamente come sconto sul prezzo di acquisto dal concessionario, che verrà successivamente rimborsato dalla casa costruttrice o dall’importatore attraverso il meccanismo del credito d’imposta.

Bonus per motocicli e ciclomotori a basse emissioni

Il decreto dedica una parte delle risorse anche alle due ruote.

Dal 1° gennaio 2027 fino al 31 marzo 2030, chi acquisterà un motociclo o ciclomotore nuovo elettrico oppure ibrido appartenente alle categorie previste dalla normativa potrà beneficiare di un incentivo pari al 20% del prezzo di acquisto, fino a un massimo di 2.000 euro.

Il contributo cresce in presenza della rottamazione di un veicolo inquinante, arrivando al 30% del costo sostenuto, con un limite massimo fissato a 3.000 euro.

La misura è destinata esclusivamente ai soggetti che acquistano il mezzo per finalità diverse dall’attività commerciale. Restano infatti esclusi produttori, importatori, concessionari e operatori economici del settore.

GPL e metano, contributi per trasformare le auto già in circolazione

Tra le misure previste compare anche un incentivo destinato a chi sceglie di convertire un’autovettura già immatricolata installando un nuovo impianto alimentato a GPL oppure a metano.

L’agevolazione riguarda le autovetture di categoria M1 Euro 3 e sarà disponibile dall’entrata in vigore del decreto fino al 31 marzo 2030.

Il contributo previsto ammonta a 400 euro per gli impianti GPL e arriva a 800 euro per quelli alimentati a metano.

Anche in questo caso il beneficio non potrà essere richiesto dagli operatori del settore automobilistico e dagli installatori.

Fino all’80% delle spese per installare una colonnina domestica

Il provvedimento interviene anche sul fronte delle infrastrutture di ricarica, considerate fondamentali per favorire la diffusione dei veicoli elettrici.

Per gli utenti domestici è previsto un contributo pari all’80% delle spese sostenute per acquistare e installare sistemi di ricarica.

Il limite massimo riconosciuto sarà di 1.500 euro per le persone fisiche, mentre per gli impianti realizzati all’interno dei condomìni il tetto salirà fino a 8.000 euro.

L’incentivo copre sia il costo dell’infrastruttura sia quello relativo alla posa in opera.

Una strategia industriale che guarda all’Europa

Il decreto non si limita a distribuire incentivi economici, ma rappresenta un tassello della più ampia strategia italiana per affrontare il cambiamento del mercato automobilistico europeo.

L’intenzione del Governo è quella di accompagnare la trasformazione del comparto senza compromettere la capacità produttiva nazionale, sostenendo ricerca, innovazione e investimenti industriali in una fase caratterizzata da profondi cambiamenti tecnologici e normativi.

Parallelamente, sul piano europeo, prosegue il confronto sulla revisione delle regole relative alle emissioni di CO₂ delle automobili e sulle iniziative industriali volte a rafforzare la produzione manifatturiera all’interno dell’Unione.

Il pacchetto di misure punta quindi a creare un equilibrio tra sostenibilità ambientale, tutela dell’occupazione e competitività delle imprese italiane, offrendo strumenti concreti sia alle aziende della filiera sia agli operatori economici che dovranno affrontare nei prossimi anni la transizione verso nuovi modelli di mobilità.

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