Confcooperative: aggregare in lattiero-caseario risposta a sfide

02 Luglio 2026 - 16:37
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Confcooperative: aggregare in lattiero-caseario risposta a sfide

Roma, 2 lug. (askanews) – “L’aggregazione è la risposta alle sfide globali che la filiera cooperativa è chiamata ad affrontare. Non più solo un’opportunità, ma una necessità strategica. Oggi la competizione si gioca sul terreno della dimensionalità: basti pensare che il 63% del giro d’affari cooperativo lattiero-caseario è sviluppato proprio dalle 25 imprese più strutturate”. Così Alessandro Mocellin, il presidente del settore lattiero-caseario di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, fresco di nomina, a commento degli ultimi dati Ismea che restituiscono una fotografia del settore in cui le aziende di grandissime dimensioni, con oltre 5000 capi, rappresentano poco meno del 5% del totale ma detengono circa 1/3 dei capi da latte.

Mercati globali sempre più competitivi, investimenti crescenti su innovazione e sostenibilità, pressione costante sui costi di produzione, prezzi alla stalla al ribasso “impongono al sistema cooperativo di fare squadra, unendo competenze e territori, per rafforzare le imprese, tutelare il reddito degli allevatori e creare maggior valore”.

Le recenti operazioni di aggregazione sono una chiara evidenza della vitalità del comparto e del consolidamento in atto lungo questa direttrice di sviluppo. La nascita della Nuova Latteria Sudtirol è un importante percorso di fusione tra due realtà storiche del sistema cooperativo altoatesino come Mila – Latte Montagna Alto Adige e Brimi – Centro Latte Bressanone. Il nuovo grande polo del latte riunisce 3100 aziende agricole associate con l’obiettivo di attivare sinergie sui piani logistico, acquisti e amministrativo, e acquisire maggior potere contrattuale.

Allo stesso modo, la recente operazione che ha visto Granarolo rilevare il ramo d’azienda relativo alla produzione e commercializzazione del Consorzio Produttori Latte Maremma rappresenta un ulteriore esempio di come l’integrazione industriale possa contribuire a creare maggiori opportunità di sviluppo, favorire economie di scala, assicurando al contempo la tutela occupazionale, la medesima territorialità e la qualità dei prodotti.

“L’aggregazione non va interpretata – prosegue Mocellin – esclusivamente come una risposta alle esigenze dimensionali del mercato, ma anche come la chiave per rafforzare il modello cooperativo in un contesto sempre più competitivo. È per questo che da più di due anni stiamo ribadendo la necessità che nell’ambito della prossima programmazione comunitaria venga prevista l’attivazione di una Ocm (Organizzazione Comune di mercato) per il settore latte: solo con interventi settoriali è possibile garantire una più efficiente gestione del prodotto, oltre che dare competitività alle imprese attraverso investimenti in innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale o promozione, che forniscano risposte in linea con il mutato contesto economico e di mercato.

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