Conte-Schlein, il primo sondaggio sulle primarie: il leader M5S al 38%, la segretaria Pd al 22%
Il primo sondaggio sulle possibili primarie del campo progressista apre uno scenario ancora tutto da definire, ma consegna già un dato rilevante: tra gli elettori intenzionati a partecipare, Giuseppe Conte sarebbe davanti a Elly Schlein. È quanto emerge dall’indagine Ipsos Doxa realizzata per il Corriere della Sera, mentre restano ancora da stabilire programma, regole delle primarie e composizione definitiva della coalizione.
Tra coloro che dichiarano che andrebbero a votare alle primarie, Conte raccoglierebbe il 38% delle preferenze, seguito da Schlein con il 22% e da un eventuale terzo candidato al 20%. Il 16% sarebbe ancora incerto, mentre il 4% sceglierebbe la scheda bianca o nulla. La platea dei partecipanti, sottolinea il sondaggio, è però ancora difficile da stimare: oggi solo il 16% degli elettori progressisti si dichiara certo di partecipare.
Secondo Nando Pagnoncelli, il risultato di Conte sarebbe legato soprattutto alla capacità di raccogliere consensi oltre il proprio elettorato. Il presidente del M5S arriverebbe al 78% tra gli elettori pentastellati, al 54% nell’area di sinistra e riuscirebbe inoltre a conquistare circa un quinto degli elettori Pd e delle forze centriste.
Schlein, invece, incontrerebbe maggiori difficoltà a compattare il proprio elettorato: il 49% degli elettori Pd sceglierebbe la segretaria, mentre il 20% voterebbe Conte, il 15% un candidato terzo e il restante 16% sarebbe incerto oppure sceglierebbe una scheda bianca o nulla. La segretaria dem raccoglierebbe inoltre consensi più limitati tra gli elettori degli altri partiti.
Lo scenario non cambierebbe nemmeno nell’eventuale ballottaggio. Conte arriverebbe al 43% dell’intero elettorato, pari a circa il 59% dei voti validi una volta esclusi indecisi e schede bianche o nulle. Schlein si fermerebbe al 30%, equivalente al 41% dei voti validi.
Ma il sondaggio mostra anche che una parte consistente dell’elettorato immagina un esito diverso dalla sfida Conte-Schlein. Il 22% ritiene infatti che alla guida della coalizione progressista possa arrivare un terzo candidato, contro il 18% che indica Conte e il 13% Schlein; il 47% non sa rispondere.
Quanto alle modalità per scegliere il leader, il 19% ritiene che dovrebbe essere automaticamente il leader del partito più votato, mentre il 30% indica le primarie. La percentuale più alta, il 33%, preferisce invece un “federatore alla Prodi”, individuato dalle forze della coalizione e successivamente sottoposto alle primarie.
Sul fronte del gradimento, il valore più alto è quello di Silvia Salis, sindaca di Genova, al 56%, davanti a Conte al 55% e Schlein al 51%. Salis, tuttavia, ha ribadito di non volersi candidare alle primarie e di voler eventualmente votare scheda bianca.
Più distanti risultano gli altri nomi sondati, Alessandro Onorato, Ernesto Maria Ruffini e Vincenzo Spadafora, meno conosciuti anche se riconosciuti da oltre metà degli elettori dell’area progressista. Per Pagnoncelli, la loro minore capacità di consenso potrebbe essere collegata anche all’assenza di una convergenza su un’unica figura in grado di rappresentare l’area moderata-riformista.
Nota metodologica: il sondaggio Ipsos Doxa per il Corriere della Sera è stato realizzato su 2.000 interviste, effettuate tra il 14 e il 17 settembre 2026 attraverso metodologia mista CATI/CAMI/CAWI, su un campione proporzionale alla popolazione maggiorenne per genere, età, livello di istruzione, condizione occupazionale e area geografica di residenza.
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