Cosa fare a Londra nel weekend del 19 e 20 settembre
Londra entra nell’autunno senza rinunciare alla vita all’aperto, trasformando il fine settimana del 19 e 20 settembre 2026in un lungo itinerario tra edifici segreti, installazioni, festival, teatro, musica e sapori internazionali. La nostra selezione raccoglie 15 appuntamenti, disposti in ordine cronologico e scelti pensando soprattutto alla comunità italiana: occasioni per conoscere meglio la città, incontrare persone e approfittare di iniziative gratuite o accessibili, senza limitarsi alle attrazioni turistiche più scontate.
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Cosa fare a Londra nel weekend, iniziando dal venerdì
Il fine settimana può cominciare in anticipo, la sera di venerdì 18 settembre, con il V&A Late – Awakenings al Victoria and Albert Museum di South Kensington. Dalle 18 il museo prolunga l’apertura e propone gratuitamente musica dal vivo, performance, laboratori e conversazioni dedicate alle forze, spesso invisibili, che stanno modificando la società contemporanea. Il programma nasce in collaborazione con il London Design Festival e affronta argomenti quali tecnologia, identità, nuove spiritualità, ambiente e lavoro artistico. Non è una visita tradizionale: le gallerie diventano luoghi d’incontro, gli oggetti storici dialogano con installazioni contemporanee e il pubblico può costruire il proprio percorso senza seguire un ordine prestabilito. È una proposta particolarmente indicata per chi desidera una serata culturale ma informale, anche arrivando da solo.
La mattina di sabato 19 settembre il protagonista diventa Open House Festival, la manifestazione che consente di entrare gratuitamente in edifici normalmente chiusi al pubblico. L’edizione 2026, la trentacinquesima, coinvolge tutti i 33 borough della capitale dal 12 al 20 settembre. Durante il secondo weekend l’attenzione si concentra soprattutto su quartieri come Greenwich, Hackney, Islington, Newham, Southwark, Tower Hamlets e Waltham Forest. Sul sito ufficiale di Open House Festival si possono consultare aperture, passeggiate e visite guidate; alcune attività sono a ingresso libero, mentre altre, pur restando gratuite, richiedono la prenotazione. La disponibilità può cambiare rapidamente, quindi conviene cercare anche gli eventi drop-in, che non impongono un biglietto anticipato. Il valore dell’iniziativa non consiste soltanto nell’architettura: entrando in una centrale, in una casa privata, in uno studio o in un edificio pubblico si scoprono le comunità che hanno costruito Londra e continuano a trasformarla.
Nello stesso momento termina il London Design Festival, in programma fino a domenica 20 settembre. La manifestazione festeggia la sua ventiquattresima edizione con oltre 350 appuntamenti e undici distretti creativi. Il programma ufficiale del London Design Festival permette di creare un itinerario personale tra Shoreditch, Bankside, Chelsea, Brompton, Mayfair, Soho e altri poli della creatività londinese. Tra le opere più riconoscibili figura The Pangolin Shield, installata sullo Strand e ispirata al pangolino, animale minacciato dal traffico illegale. Il progetto riflette sul colonialismo e sulla circolazione di persone, specie e materiali. Al Barbican, invece, una collezione di arredi dialoga con il brutalismo del complesso architettonico, mentre il V&A ospita progetti nei quali tecniche artigianali e innovazione tecnologica si incontrano.
Sempre sabato, una passeggiata a Regent’s Park consente di visitare gratuitamente Frieze Sculpture, l’esposizione all’aperto collegata alla celebre fiera d’arte contemporanea. Mentre l’ingresso alla fiera principale può raggiungere prezzi molto elevati, il percorso nel parco è libero e rimane aperto fino al 1° novembre. La curatrice Fatoş Üstek ha costruito la mostra come una rete di opere legate da materiali, racconti e comunità, evitando l’effetto di una semplice successione di oggetti isolati. È una delle opzioni migliori per chi cerca cose gratuite da fare a Londra e vuole combinare arte, natura e una passeggiata autunnale.
Dalla storia medievale alle nuove mappe della creatività
Tra le visite da programmare sabato figura l’Arazzo di Bayeux al British Museum, un’opera che supera la dimensione estetica per diventare testimonianza politica e cronaca visiva. Realizzato quasi mille anni fa e tradizionalmente chiamato “arazzo”, è in realtà un ricamo lungo circa settanta metri che racconta gli eventi culminati nella conquista normanna dell’Inghilterra del 1066. Visto nella sua continuità, il manufatto appare sorprendentemente moderno: le figure avanzano come in una sequenza cinematografica, mentre scene di guerra, cerimonie, navigazione e vita quotidiana costruiscono una narrazione nella quale propaganda e documento storico risultano inseparabili. Per un pubblico italiano rappresenta anche un’occasione per osservare quanto la storia inglese sia stata plasmata da relazioni europee, migrazioni e conflitti dinastici.
Un’altra tappa significativa è Richard Dadd: Beyond Bedlam alla Royal Academy of Arts di Piccadilly, la prima grande esposizione dedicata all’artista vittoriano da oltre mezzo secolo. Dadd fu uno studente brillante della Royal Academy Schools e sviluppò presto una pittura minuziosa, popolata da figure fiabesche e mondi immaginari. La sua biografia, tuttavia, è segnata da una grave crisi psichica e dall’uccisione del padre, dopo la quale trascorse il resto della vita prima al Bethlem Hospital e poi a Broadmoor. Limitarsi a presentarlo come “l’artista del manicomio” sarebbe però riduttivo: la mostra cerca di ricostruire la sua formazione, il rapporto con i colleghi e la complessità di un’opera nella quale l’immaginazione continuò a espandersi nonostante la reclusione. Il risultato è un percorso che invita a riflettere anche sul modo in cui l’Ottocento classificava e rappresentava la malattia mentale.
A Chelsea, il sabato prosegue con il Chelsea Arts Festival, rassegna relativamente giovane che riunisce arte, letteratura, musica, danza e conversazioni in luoghi quali Cadogan Hall, Saatchi Gallery, Sloane Square e Duke of York Square. Il programma del Chelsea Arts Festival alterna appuntamenti con biglietto a spettacoli all’aperto senza prenotazione. Tra gli eventi del 19 settembre figurano una presentazione della compagnia Rambert alle 11:30, incontri sul teatro e sull’arte, iniziative per i lettori più giovani e una Punk Parade in partenza alle 15 da Sloane Square. È una proposta adatta a chi desidera muoversi liberamente tra un incontro e l’altro senza trascorrere tutta la giornata in un’unica sede. Il quartiere, spesso associato soltanto a boutique e immobili costosi, recupera così almeno in parte le proprie radici bohémien.
Più a sud, Colourscape Music Festival occupa Clapham Common con un grande labirinto gonfiabile formato da ambienti e tunnel colorati. Il pubblico entra fisicamente nel colore e attraversa spazi nei quali la percezione cambia continuamente. All’interno non esiste un palcoscenico convenzionale: camminando si possono incontrare un flautista, un chitarrista, musicisti sperimentali o, nel programma di quest’anno, un ensemble di gamelan balinese accompagnato da danzatori indonesiani. La musica viene prima ascoltata da lontano, poi seguita attraverso il labirinto, fino a trovare chi la sta producendo. È un’esperienza particolarmente indicata per famiglie e per chi cerca qualcosa di meno prevedibile rispetto a una mostra tradizionale. L’installazione chiude domenica 20 settembre, quindi questo è l’ultimo fine settimana utile per visitarla.
Queste quattro proposte raccontano altrettante Londra: quella medievale e politica del British Museum, quella vittoriana e inquieta di Richard Dadd, quella elegante ma creativa di Chelsea e quella partecipativa di Colourscape. Non occorre sceglierle tutte. Il criterio più sensato è costruire una giornata coerente per zone, evitando di attraversare continuamente la città: British Museum e Piccadilly possono formare un itinerario centrale, mentre Chelsea e Clapham si prestano a un percorso nel sud-ovest londinese.
Filosofia, birra e lanterne nel sabato londinese
Il più ambizioso degli appuntamenti del weekend è HowTheLightGetsIn, ospitato sabato 19 e domenica 20 settembre nell’area di Kenwood House, a Hampstead Heath. Presentato come il più grande festival mondiale di filosofia e musica, riunisce oltre 300 dibattiti, spettacoli, concerti, proiezioni e incontri. Il nome deriva da un verso di Leonard Cohen: è attraverso una crepa che entra la luce. L’idea del festival è proprio quella di aprire crepe nelle certezze, mettendo a confronto scienziati, filosofi, politici, giornalisti e artisti che spesso partono da posizioni incompatibili. Tra gli ospiti annunciati figurano il fisico matematico Roger Penrose, l’astrofisica Priya Natarajan, il cosmologo Neil Turok, il giornalista Louis Theroux, il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales, l’ex prima ministra scozzese Nicola Sturgeon e l’ex consigliere statunitense per la sicurezza nazionale John Bolton.
Non si tratta, dunque, di una conferenza accademica mascherata da festival. Dopo una discussione sulla coscienza, sull’intelligenza artificiale o sul futuro della democrazia, ci si può spostare verso un concerto, uno spettacolo comico o un’area di ristoro. La musica comprende artisti come Patrick Wolf, The Turbans e Prima Queen, mentre la componente comica alleggerisce un programma molto denso. È una scelta costosa rispetto agli eventi gratuiti presenti nella guida, ma può valere la spesa per chi desidera dedicare un’intera giornata alle idee e agli incontri. Prima dell’acquisto è importante controllare le diverse formule di accesso e verificare quali sessioni siano comprese nel biglietto.
A est, dalle 12 alle 20 di sabato, Woolwich Works Big Beer Fest propone un’esperienza più conviviale. Woolwich Works è un centro culturale ricavato negli edifici storici del Royal Arsenal, complesso legato per secoli alla produzione militare britannica. Il festival riunisce sei birrifici, tra cui produttori londinesi e realtà provenienti dal Kent, accompagnati da street food, musica dal vivo, degustazioni e incontri sugli ingredienti e sui metodi di produzione. Secondo il programma di Woolwich Works, il pass standard costa £14, quello con degustazione premium £20 e l’ingresso serale £8, commissione compresa. Sono disponibili anche vino, bibite e alternative a basso o nullo contenuto alcolico. Più che un invito a bere quantità eccessive, l’evento può essere letto come una piccola esplorazione della cultura britannica della birra artigianale.
Quando la luce comincia a diminuire, l’attenzione si sposta su Clapham Common, dove sabato e domenica si svolge il Water Lantern Festival. L’apertura è prevista in serata e il momento centrale arriva al tramonto, quando le lanterne vengono affidate alle acque del Long Pond. Ogni partecipante riceve un kit da personalizzare con un desiderio, un ricordo o un messaggio. Prima del lancio sono previste musica dal vivo, attività e proposte gastronomiche. Il sito ufficiale del Water Lantern Festival presenta l’iniziativa come un momento di riflessione e comunità, più che come un semplice spettacolo fotografico. Proprio questo aspetto può renderla interessante per chi è arrivato da poco a Londra o desidera condividere un’esperienza collettiva senza il rumore di un locale notturno.
Le tre iniziative mostrano modi molto diversi di stare insieme. HowTheLightGetsIn costruisce comunità intorno alle domande, il Big Beer Fest intorno alla convivialità e alla produzione artigianale, il Water Lantern Festival intorno a un gesto simbolico. Chi volesse combinare due eventi dovrebbe però valutare bene distanze e orari: Hampstead, Woolwich e Clapham si trovano in aree molto diverse, e trasformare il sabato in una corsa sulla metropolitana rischierebbe di togliere qualità all’esperienza.
Teatro, curry e informazioni utili per il weekend
La sera di sabato offre tre spettacoli molto diversi. How the Other Half Loves, all’Old Vic di Waterloo, arriva il 19 settembre alla sua ultima giornata. La commedia di Alan Ayckbourn, scritta nel 1969, intreccia le vite di tre coppie e sovrappone due cene organizzate in case diverse e in serate consecutive. Il palcoscenico rappresenta contemporaneamente due abitazioni, mentre azioni avvenute in momenti differenti si incastrano come gli elementi di un meccanismo. La struttura richiede grande precisione e trasforma infedeltà, bugie e imbarazzi sociali in una commedia sorprendentemente affettuosa. La configurazione dell’Old Vic in the round, con il pubblico disposto intorno alla scena, rende ancora più evidente il gioco teatrale.
Al National Theatre, Electra/Persona riunisce Cate Blanchett e Nina Hoss in un progetto diretto da Benedict Andrews. All’inizio della rappresentazione un lancio della moneta stabilisce quale ruolo verrà interpretato da ciascuna attrice, rendendo ogni serata potenzialmente diversa. Lo spettacolo mette in relazione la tragedia di Elettra con Persona di Ingmar Bergman, storia di un’attrice che smette improvvisamente di parlare e viene affidata alle cure di un’infermiera. Al centro rimangono identità, silenzio, rappresentazione e confini instabili tra due persone. Per chi deve contenere la spesa, il National Theatre mette periodicamente a disposizione biglietti Friday Rush da £10, pubblicati il venerdì alle 13 per gli spettacoli della settimana seguente; la disponibilità è limitata e non va considerata garantita.
A Swiss Cottage, Kimberly Akimbo offre invece una combinazione di musical, commedia e riflessione sulla mortalità. La protagonista è una quindicenne affetta da una condizione che la fa invecchiare quattro volte più velocemente del normale. Maria Friedman, attrice e interprete musicale di lunga esperienza, torna sul palcoscenico in un ruolo che rovescia le convenzioni del teatro: un’interprete adulta dà corpo a un’adolescente che desidera vivere intensamente il poco tempo a disposizione. Lo spettacolo, scritto da David Lindsay-Abaire con musiche di Jeanine Tesori, ha vinto cinque Tony Awards. La produzione londinese è diretta da Michael Longhurst e rimane in scena, secondo la pagina ufficiale dell’Hampstead Theatre, fino al 7 novembre.
La giornata di domenica 20 settembre trova il suo centro più popolare nel Brick Lane Curry Festival. Dopo essere tornata nel 2025 al termine di una pausa durata nove anni, la manifestazione riunisce nuovamente ristoranti, associazioni e comunità del quartiere. Una processione colorata parte da Buxton Street e raggiunge il Brick Lane Arch con carri, danzatori e gruppi locali. Nelle strade circostanti sono previsti stand gastronomici, dimostrazioni di cucina, musica dal vivo, DJ, trampolieri, maghi, graffiti e laboratori di henné e danza bangla. L’accesso al festival è gratuito, mentre cibo e bevande si pagano separatamente. La registrazione indicata dagli organizzatori può inoltre dare diritto a uno sconto nei ristoranti aderenti durante il weekend.
È necessario prenotare tutti gli eventi?
No. Open House comprende visite su prenotazione e attività ad accesso libero; Frieze Sculpture è liberamente visitabile, mentre festival, spettacoli teatrali e mostre a pagamento richiedono generalmente un biglietto. È sempre prudente controllare il sito dell’organizzatore prima di partire.
Quali sono le proposte migliori senza spendere?
V&A Late, Open House Festival, molte installazioni del London Design Festival, Frieze Sculpture e Brick Lane Curry Festival offrono ingresso gratuito, anche se alcune attività collaterali o consumazioni restano a pagamento.
Come organizzare gli spostamenti?
La strategia migliore consiste nel raggruppare gli appuntamenti per area. Centro e West End funzionano bene per British Museum, Royal Academy e teatro; Chelsea e Clapham possono essere abbinati; Woolwich merita invece una visita dedicata. Londra premia la curiosità, ma punisce i programmi troppo affollati: scegliere due o tre esperienze ben collegate renderà il weekend più piacevole di una maratona tra quindici indirizzi.
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