Covid, Conte nega rapporti professionali con Di Donna. Ma i verbali delle udienze del 2006 e 2007 lo smentiscono

10 Giugno 2026 - 14:38
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Covid, Conte nega rapporti professionali con Di Donna. Ma i verbali delle udienze del 2006 e 2007 lo smentiscono

Covid, Conte nega rapporti professionali con Di Donna. Ma i verbali delle udienze del 2006 e 2007 lo smentiscono

Il nervosismo di Giuseppe Conte è palese e non stupisce che sia passato dall’attacco multiplo a Fratelli d’Italia e a Meloni e alla minaccia di querele ai quotidiani che hanno riportato le testimonianze degli auditi in commissione Covid. Sulle rivelazioni emerse dai lavori della Commissione parlamentare in merito alle vicende legate alle forniture durante l’emergenza sanitaria, la commissione vuole fare luce. Al centro delle polemiche c’è il rapporto professionale tra Conte e l’avvocato Luca Di Donna, figura indicata da alcuni imprenditori come intermediario nelle forniture di mascherine alla struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri. In Commissione, due imprenditori hanno riferito di presunte richieste di compensi per attività di mediazione, circostanze che tuttavia – lo precisiamo- non risultano oggetto di indagini giudiziarie.

Il Giornale rivela i verbali delle udienze in cui Conte e Di Donna si alternavano

A riaccendere il dibattito sono anche alcuni verbali processuali, pubblicati da Il Giornale e mostrati durante  Quarta Repubblica su Rete4, dai quali emergerebbe una collaborazione professionale tra Conte e Di Donna in un procedimento civile del Tribunale di Roma tra il 2006 e il 2007. Documenti che contrasterebbero con le precedenti dichiarazioni dell’ex premier, il quale aveva sostenuto di non aver mai avuto rapporti professionali con l’avvocato. Conte ha successivamente precisato di non aver mai avuto rapporti societari o associativi con Di Donna e di aver sempre mantenuto separate le attività professionali da quelle istituzionali.

Perché Conte non si dimette dalla commissione per farsi interrogare?

Il nervosismo di Conte è cresciuto nelle ultime settimane, da quando l’attenzione della commissione si è fermata sulle consulenze dell’avvocato Luca Di Donna. Due imprenditori soprattutto (Dario Bianchi e Sergio Buini) hanno denunciato in commissione di aver ricevuto nel 2020, in piena pandemia, da Di Donna una richiesta del 10% sulle forniture di mascherine in cambio del lavoro di intermediazione con la struttura commissariale. Un’accusa che – lo ribadiamo-  non è oggetto di alcuna indagine. Ma resta agli atti dei lavori della commissione.

Le contraddizioni di Conte

E’  spuntata quindi, in questi giorni, una consulenza di 454mila all’avvocato Luca Di Donna e ad altri professionisti che gravitavano nello studio Alpa ricevuta da una ditta che aveva vinto un appalto per le forniture Covid.  Conte minaccia querele ma si contraddice: si dice disponibile a riferire come persona informata sui fatti davanti alla Commissione Covid. Ma continuando a farne parte, la circostanza di fatto impedirebbe la sua audizione. E questo nodo certo alimenta ulteriori interrogativi sul ruolo dell’ex premier nelle vicende oggetto dell’inchiesta parlamentare.

Conte ha negato i rapporti professionali con Di Donna ma…

In particolare: il leader del M5S continua a negare ogni tipo di rapporto professionale con Di Donna. Il 12 aprile scorso, intervenendo al programma Fuori dal Coro di Mario Giordano, il leader del M5s è stato netto: «Con Di Donna non sono mai stato collegato di studio, non ho mai avuto alcun rapporto professionale». Ma i verbali processuali che il Giornale (tra i quotidiani che Conte ha minacciato di querelare) ha rivelato, dimostrerebbero il contrario. “Conte e Di Donna – si legge sul quotidiano diretto da Tommaso Cerno- si sono alternati nello stesso processo come difensori della stessa parte. Siamo alla IX sezione civile del Tribunale di Roma. All’udienza del 20 dicembre 2006 (procedimento n. 1007/07) si legge nel verbale originale: «in sostituzione dell’avvocato professore Giuseppe Conte è presente Luca Di Donna».

I verbali delle udienze rivelati dal Giornale e da Quarta Repubblica

Stesso processo, stessa Aula, si arriva al 17 ottobre 2007. Nel verbale dell’udienza si legge ancora: «In sostituzione dell’avvocato professore Giuseppe Conte è presente Luca Di Donna». Ancora, Terza udienza (stesso processo): «È presente l’avvocato prof Giuseppe Conte» si legge nel terzo verbale. Da questi tre verbali risulterebbe che tra Conte e Di Donna il rapporto professionale c’è stato. Infatti, ora il leader 5S ha sfumato il discorso, precisando: «Non solo non ho avuto rapporti societari o associativi con questi e altri avvocati prima del mio impegno pubblico; ma da quando sono in politica ho sempre tenuto ben distinte le mie attività istituzionali rispetto a tutti, e ripeto tutti». Il punto ora è che la commissione d’inchiesta ha poteri giudiziari e ha il diritto-dovere di illuminare le opacità. Ma non si esce dallo stallo tra la disponibilità di Conte ad essere interrogato che cozza  con il fatto che non dimettendosi  non può essere ascoltato.

 

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