Covid, FdI sbugiarda e asfalta Conte: «Falsità e vittimismo, ora chieda scusa agli italiani». Il fact checking che lo inchioda

06 Luglio 2026 - 14:29
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Covid, FdI sbugiarda e asfalta Conte: «Falsità e vittimismo, ora chieda scusa agli italiani». Il fact checking che lo inchioda

Covid, i membri di FdI della Commissione d’inchiesta sbugiardano l’ex premier in una nota. E non solo…

Rieccoci qua: Giuseppe Conte ci ricasca. Nel tentativo disperato di difendere l’indifendibile gestione della pandemia da parte del suo governo, il leader del Movimento 5 Stelle affida al Corriere della Sera e a un’intervista densa di veleni e tesa a delegittimare i lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid. Una strategia, quella di Giuseppi, che suona “disperatamente” alla ricerca di ganci sullo specchio a cui aggrapparsi. – E da rilanciare come grimaldelli di peso ed esaustivi –. Fondata però essenzialmente sul ribaltamento della realtà e sul vittimismo.

Una narrazione che è stata immediatamente smontata, pezzo per pezzo, dai parlamentari di Fratelli d’Italia componenti della Commissione stessa. Che attraverso una dura ma emblematica nota, hanno ristabilito la verità dei fatti. Inchiodando l’ex “avvocato del popolo” alle sue precise responsabilità politiche e gestionali.

Covid, FdI: «Smontiamo le falsità di Conte. Ora chieda scusa agli italiani»

Sì, perché nella loro veemente “errata corrige” i parlamentari di FdI non usano giri di parole per descrivere l’ultima sortita mediatica del leader grillino. Tanto che, nero su bianco, già nell’incipit asseriscono, smentendo: «Prosegue la maldestra campagna di delegittimazione della commissione Covid da parte di Giuseppe Conte. Il leader del Movimento 5 Stelle oggi esce con un’intervista sul Corriere della Sera intrisa di ridicole accuse, di falsità e di vittimismo».

Quindi proseguono, senza abbassare la guardia: «Rispondendo a una domanda del giornalista sulle sue dimissioni da componente della commissione, l’allora premier – sottolineano i membri di FdI – esordisce asserendo di aver chiesto di poter essere audìto da due anni. Lamentandosi di non essere stato preso in considerazione dal presidente Lisei. Questo è un assurdo ribaltamento della realtà, basta infatti una ricerca su internet per risalire a un video eloquente di due anni fa». Infatti, proseguono, «nel corso di una seduta della commissione, di fronte alla prospettiva proposta dal presidente Lisei di dimettersi, essere audìto e poi rientrare, Conte si oppone».

Covid, Conte smentito da FdI: il finto esilio e la realtà dei fatti

Dunque, il primo punto a cadere sotto i colpi della realtà è la presunta lamentela di Conte. Il quale sostiene di attendere invano da due anni di essere ascoltato dal presidente dell’organo parlamentare, Marco Lisei. Una ricostruzione che i commissari di Fratelli d’Italia definiscono senza mezzi termini un «assurdo ribaltamento della realtà». E su cui davvero non serve aggiungere altro…

La Commissione usata come scudo

C’è poi un dato numerico che fotografa meglio di qualunque discorso l’effettivo interesse di Conte per i lavori della Commissione, al di là delle dichiarazioni di facciata: la sua percentuale di presenze. «Peraltro – osservano infatti, e non a caso, da FdI – quella è stata una delle rarissime occasioni in cui il leader 5 Stelle ha presenziato in commissione (circa il 5% del totale delle sedute). Dimostrando così di usarla solo come scudo per evitare di rispondere delle sue responsabilità davanti agli italiani».

Proseguendo sul punto: «Inoltre Conte sostiene che la presidenza della commissione non avrebbe reale interesse a chiamarlo, poiché lui finora non è mai stato neppure sfiorato dalle vicende giudiziarie legate alla pandemia. Su questo Conte dimostra ancora di non avere statura istituzionale. Confonde infatti il ruolo di una commissione parlamentare con un Tribunale. Oltre a mescolare le responsabilità penali con quelle politiche».

Commissione Covid, FdI smonta i deliri di Conte: «Falsità e vittimismo»

Non solo. «E a proposito di responsabilità politiche – rilevano nelle more i parlamentari di FdI – scarica sulla struttura commissariale il compito di occuparsi delle forniture di mascherine, omettendo che quella struttura commissariale è stata creata dal suo governo. Mettendoci a capo una persona vicina alla sinistra come Domenico Arcuri, nonostante lo stesso compito poteva essere assolto da enti ordinari».

Il pasticcio delle forniture e lo spettro del danno erariale

E ancora. Il nucleo più scottante della replica di Fratelli d’Italia tocca la gestione economica e contrattuale dell’era Conte-Arcuri. In particolare la vicenda legata alla condanna dello Stato al risarcimento nei confronti della società Jc Electronics. Conte ha ostentato sicurezza, parlando di un appello che avrebbe ribaltato il primo grado. Ma la realtà emersa dalle carte dell’Avvocatura dello Stato racconta una storia ben diversa, che rischia di configurarsi come un pesante boomerang per i contribuenti (oltre che per i pentastellati).

Sull’accordo giudiziale. E non solo…

Tanto che la nota FdI riporta: «Quanto poi alla sentenza del Tribunale di Roma che ha condannato lo Stato italiano a risarcire la Jc Electronics per i disastri causati dal suo governo – aggiungono da Fratelli d’Italia – afferma con sicumera che l’appello avrebbe ribaltato la sentenza di primo grado. Ci chiediamo allora se Conte sia così arrogante, da “avvocato del popolo” quale usava autodefinirsi, da ritenersi più autorevole dell’Avvocatura dello Stato, che ha consigliato al Ministero della Salute di chiudere l’accordo con una transazione che ha consentito agli italiani di risparmiare 178 milioni limitando i danni economici generati dal duo Conte-Arcuri».

Sottolineando in calce: «Se davvero il suo governo si sentiva così tranquillo su quell’esito giudiziale, perché non ha fornito gli elementi decisivi per vincere in primo grado? Se li avevano e non li hanno forniti, si profila un danno erariale, in quanto non hanno evitato una condanna ai danni dei contribuenti».

Covid, FdI: Conte renda conto e chieda scusa per la “sciagurata gestione della pandemia”

Infine, si stigmatizza nella nota l’affondo conclusivo dei parlamentari di Via della Scrofa, che risuona come un richiamo alla decenza e al rispetto per la memoria di un periodo drammatico che l’Italia ha pagato a carissimo prezzo. Invitando il capo politico del M5S a smetterla con la propaganda sulla pelle dei cittadini. e chiosando emblematicamente: «Pertanto, il capo dei 5Stelle – conclude la nota di FdI – eviti di strumentalizzare vergognosamente il delicato tema degli screening tumorali e chieda scusa per la sciagurata gestione della pandemia».

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