C.P. Company ‘torna a casa’ e apre uno store a Bologna. Osti: “Nel mirino Uk e Spagna”
C.P. Company ha celebrato ieri con un evento esclusivo l’apertura del suo nuovo store a Bologna, il primo nel capoluogo emiliano, nonché città di origine del brand. Per l’occasione hanno partecipato anche alcuni giocatori del Bologna FC 1909, di cui il brand è fashionwear partner.
Lo store, progettato da Andrea Caputo Studio, è stato inaugurato lo scorso 11 maggio in via Castiglione 5/e (angolo via Clavature), all’interno di uno spazio di circa 100 metri quadri concepito come un ambiente essenziale e contemporaneo, coerente con il linguaggio del brand. Il concept architettonico instaura un dialogo diretto con il contesto urbano bolognese attraverso l’uso dei caratteristici mattoni dei portici, elementi simbolo della città. All’interno dello spazio, una selezione di capi d’archivio è esposta a parete, mettendo in relazione passato e presente e sottolineando la continuità progettuale che attraversa la storia del marchio.
Lo slogan, ripetuto anche dal presidente Lorenzo Osti, che ha accompagnato il simbolico taglio del nastro di ieri sera riecheggiava tra i mattoni rossi del nuovo spazio: “Back to the place where we belong”, perché per la label rossoblu questo è un vero e proprio ritorno a casa, anche da un punto di vista di heritage e perno di sviluppo retail. “Bologna è il centro culturale del marchio”, commenta a Pambianconews Lorenzo Osti. “Qui abbiamo l’Archivio Massimo Osti, in via Castelfidardo, dove facciamo tutte le attività no profit. Stiamo anche lavorando a una fondazione che farà corsi di formazione sul metodo di mio padre. Quindi Bologna resta comunque un centro gravitazionale importante”. Il flagship store emiliano segna inoltre l’avvio di un nuovo concept retail per C.P. Company, pensato per svilupparsi progressivamente e per mantenere un legame stretto tra design, identità territoriale e visione strategica del brand.
E a proposito di strategia retail, oggi il marchio conta nove monomarca in Europa: Riccione, Milano, Cannes, Lione, Parigi, Amburgo, Amsterdam, Londra e oggi Bologna. “Cresceremo soprattutto in Inghilterra – asserisce il presidente -. Il nostro focus è lì, ma stiamo pensando anche alla Spagna”, e per quanto riguarda il mercato asiatico, invece, “abbiamo diversi negozi con partner”.
Con una lente sui numeri, il brand bolognese sta mantenendo un andamento stabile, paventando una chiusura del fiscal year 2026 a quota circa 130 milioni di euro (aggregato insieme al kidswear, in licenza ad Altana), in linea con l’anno scorso. “Il retail lo abbiamo iniziato nel 2020, poco alla volta – specifica Osti -. Oggi, comunque, pesa per circa il 30% del fatturato. La prossima fase di crescita passerà principalmente da lì”.
Infine, con uno sguardo al futuro, il focus è sull’espansione monomarca, principalmente inglese e spagnola: “Aspetto il terzo trimestre – puntualizza il dirigente -, se tutto viene confermato l’anno prossimo potremmo aprire tre o quattro negozi tra Inghilterra e un altro Paese europeo. Potrebbero essere tre in Inghilterra e uno in Spagna, vedremo”, conclude.
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