Curare un tumore, costruire il futuro: al Rizzoli l’ortopedia oncologica pediatrica accompagna una ragazza per 14 anni

27 Luglio 2026 - 20:35
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Curare un tumore, costruire il futuro: al Rizzoli l’ortopedia oncologica pediatrica accompagna una ragazza per 14 anni

All’Istituto Ortopedico Rizzoli torna la bambina che imparò a camminare con una protesi d’anca, primo caso al mondo

Bologna, 27 luglio 2026 – “Ci sono interventi chirurgici che non finiscono quando si chiude la ferita. Iniziano quel giorno e continuano per molti anni”. Con queste parole la dott.ssa Laura Campanacci, della Clinica Ortopedica 3 a indirizzo oncologico dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna diretta dal prof. Davide Donati, racconta una storia che attraversa quasi tutta la vita di una giovane paziente e testimonia il valore della continuità di cura.

Era stata operata all’età di appena diciassette mesi per un sarcoma di Ewing del femore prossimale dal dott. Marco Manfrini, che eseguì l’intervento di resezione del tumore e la ricostruzione dell’arto con una protesi composita, costituita da un innesto osseo associato a una piccola protesi. Pochi mesi dopo mosse i suoi primissimi passi sulla ‘nuova’ anca: il primo caso documentato nella letteratura ortopedica internazionale di una ricostruzione di questo tipo eseguita in una bambina che non aveva ancora iniziato a camminare.

Negli anni successivi la bambina è cresciuta e con lei anche la necessità di adattare la ricostruzione al suo sviluppo, in un’ottica di personalizzazione delle cure. Il dott. Manfrini, affiancato in alcuni interventi dal dott. Giuseppe Bianchi, ha eseguito le revisioni chirurgiche necessarie per accompagnarne la crescita, con l’obiettivo di preservare funzione e qualità di vita e sempre sviluppando un’accurata pianificazione pre e post operatoria.

Giuseppe Bianchi e Laura Campanacci

Oggi è una ragazza di 14 anni e pochi giorni fa è tornata al Rizzoli per affrontare una nuova tappa del suo percorso. L’equipe della Clinica Ortopedica 3, composta dal dott. Giuseppe Bianchi e dalla dott.ssa Laura Campanacci, ha eseguito un intervento per correggere la differenza di lunghezza degli arti sviluppatasi durante la crescita. È stato impiantato un chiodo allungabile che consentirà di recuperare circa cinque centimetri di lunghezza del femore attraverso un dispositivo magnetico che la paziente potrà utilizzare autonomamente a casa, ottenendo un allungamento di circa un millimetro al giorno.

Un percorso quotidiano che ridefinisce il ruolo del chirurgo ortopedico, come sottolinea la dott.ssa Campanacci: “Questa è l’ortopedia oncologica pediatrica: non significa solo rimuovere un tumore. Significa accompagnare un bambino fino a quando diventa ragazzo, affrontando insieme ogni nuova sfida che la crescita può portare. È un lavoro di squadra che dura anni, spesso decenni, e che coinvolge più chirurghi e molte professionalità di diverse discipline. Perché il nostro obiettivo non è soltanto guarire dal cancro. È restituire il futuro costruendolo insieme a chi si affida alle nostre cure”.

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