Paralisi cerebrale infantile, innovativo intervento di microchirurgia restituisce movimento e indipendenza

19 Settembre 2026 - 20:30
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Paralisi cerebrale infantile, innovativo intervento di microchirurgia restituisce movimento e indipendenza

A Torino l’équipe di chirurghi del Regina Margherita e del CTO ha eseguito per la prima volta una neurectomia iperselettiva su un ragazzo di 14 anni con paralisi cerebrale infantile, intervenendo sui rami nervosi responsabili della spasticità dell’arto superiore

Da sin: Paolo Titolo, Nathalie Bini, Alessandro Aprato

Torino, 19 settembre 2026 – Vestirsi, mettersi i calzini, mangiare da solo: per Giovanni, 14 anni, la paralisi cerebrale infantile rendeva difficili molte attività quotidiane. Dopo un intervento di neurectomia iperselettiva eseguito all’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino e un percorso di riabilitazione, il ragazzo ha ottenuto un netto miglioramento nell’utilizzo dell’arto superiore e, soprattutto, nelle proprie autonomie.

L’équipe chirurgica ha riunito la dott.ssa Nathalie Bini, chirurgo della mano del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino dell’ospedale Infantile Regina Margherita (diretto dalla prof.ssa Franca Fagioli), e il dott. Paolo Titolo (responsabile della Microchirurgia Ortopedica Traumatologica dell’ospedale CTO nell’ambito del Dipartimento di Ortopedia e Fisiatria della Città della Salute e della Scienza di Torino, diretto dal prof. Giuseppe Massazza). L’intervento ha integrato competenze specifiche nella chirurgia dell’arto superiore in età pediatrica e nella microchirurgia dei nervi periferici.

La paralisi cerebrale infantile rappresenta la più comune causa di disabilità motoria in età pediatrica, con una frequenza stimata di circa 2-3 casi ogni 1.000 nati vivi, e può determinare, tra le altre manifestazioni, spasticità dell’arto superiore. Nel tempo, l’eccessiva contrazione di alcuni muscoli può rendere più difficile il controllo dei movimenti e favorire la comparsa di posture anomale e deformità, limitando gesti essenziali della vita quotidiana. In Piemonte si stimano tra 800 e 1.000 bambini affetti da patologie neuromotorie.

La scelta del trattamento nasce da una valutazione multidisciplinare del bambino, che tiene conto non soltanto della spasticità e delle eventuali deformità presenti, ma soprattutto delle capacità funzionali, delle difficoltà nelle attività quotidiane e degli obiettivi condivisi con il paziente e la famiglia. Nel caso di Giovanni, questa valutazione ha portato all’indicazione di una neurectomia iperselettiva dei rami nervosi destinati ad alcuni muscoli dell’avambraccio.

Per comprendere la tecnica, si può immaginare il nervo che trasmette al muscolo il comando di contrarsi come un cavo composto da tanti piccoli fili. Nella spasticità alcuni muscoli ricevono un comando di contrazione eccessivo e persistente. La neurectomia iperselettiva interviene sui piccoli rami nervosi diretti ai muscoli interessati: attraverso strumenti microchirurgici, il chirurgo rimuove una parte delle fibre nervose che trasmettono il comando di contrazione, preservando le altre. L’obiettivo è ridurre l’eccessiva tensione muscolare mantenendo la funzione necessaria al movimento e facilitando così l’utilizzo dell’arto.

Il risultato si inserisce in un percorso di cura che comprende valutazione specialistica, chirurgia e riabilitazione. Giovanni continua ad essere seguito nell’ambulatorio di neuro-ortopedia dedicato alla spasticità pediatrica dell’Ortopedia Pediatrica (diretta dal prof. Alessandro Aprato), nell’ambito del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino, diretto dalla prof.ssa Franca Fagioli.

Il servizio segue il bambino nel tempo e individua, attraverso una presa in carico multidisciplinare, il momento e il trattamento più appropriati per preservare la funzione dell’arto superiore, prevenire per quanto possibile l’instaurarsi di deformità e favorire il maggior grado possibile di autonomia nella vita quotidiana.

“Un intervento innovativo che conferma per l’ennesima volta le eccellenze dell’ospedale Regina Margherita e testimonia quanto sia importante la collaborazione clinica tra ospedali. Questo intervento apre nuove ed innovative opportunità terapeutiche per bambini e ragazzi affetti da patologie neuromotorie, migliorandone sensibilmente la qualità della vita” dichiara Adriano Leli (Direttore generale OIRM – Sant’Anna).

“Multidisciplinarietà, alta complessità e competenze di livello internazionale contraddistinguono l’attività dei nostri ospedali. L’integrazione tra le professionalità del CTO e del Regina Margherita ha permesso di realizzare un intervento di microchirurgia all’avanguardia, aprendo una nuova possibilità di trattamento per i piccoli pazienti con spasticità dell’arto superiore. Questa è la direzione che seguiamo, quella di una sanità capace di mettere in rete competenze diverse, favorendo l’innovazione e lo sviluppo di percorsi di cura sempre più personalizzati” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

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