Da Beyoncé a Kendall Jenner, d aEmma Chamberlain a Anne Hathaway: i look del Met Gala 2026 sono opere d'arte.
Anticipato da polemiche e minacce di boicottaggio, il Met Gala 2026 alla fine è arrivato regalandoci alcuni momenti scenografici sul red carpet. Abiti dipinti come Van Gogh, statue viventi, pellicole cinematografiche, scheletri e piume: il tema di questa edizione – Fashion Is Art – si prestava a infinite declinazioni. Da Rihanna a Kendall Jenner, da Beyoncé a Anne Hathaway, a chi (o a cosa) sono ispirati gli abiti.
Il tema del Met Gala 2026
La serata di gala del Metropolitan Museum di New York ha sempre un tema – e no, non è facoltativo. L’evento inaugura la mostra Costume Art del Costume Institute, quest’anno incentrata “corpo vestito”, mettendo in relazione opere d’arte e abiti con chiari riferimenti anatomici, o pensati per corpi non conformi. Anna Wintour, organizzatrice dell’evento, ha semplificato le cose agli ospiti con il dress code Fashion Is Art, che lasciava ampio spazio all’interpretazione.
Alcune star hanno scelto di citare opere d’arte vere e proprie, altre hanno collaborato con artisti. Emma Chamberlain, per esempio, ha indossato un custom Mugler dipinto a mano: un tripudio di colori che strizzava l’occhio allo stile di Van Gogh, trasformando il corpo in una tela. Anche l’abito Michael Kors Collection di Anne Hathaway è stato dipinto a mano dall’artista Peter McGough. Il motivo di colombe e simboli si ispira a Eirene, dea della pace, e all’Antica Grecia.

Emma Chamberlain sulle scale del Met con un abito custom Mugler. (Photo by Matt Crossick/PA Images via Getty Images)

Vincent van Gogh, Garden at Arles (Photo by VCG Wilson/Corbis via Getty Images)
Sabrina Carpenter ha scelto di omaggiare un’altra forma d’arte: il cinema. Ha indossato una creazione di Dior realizzata in vera pellicola cinematografica (nei fotogrammi si indovinano anche gli attori) e un diadema ispirato ad Audrey Hepburn in …Sabrina.
Rihanna ha chiuso la serata con un abito scultura Maison Margiela by Glenn Martens riccamente decorato con 115mila perline di cristallo, gioielli antichi e catene: solo i ricami hanno richiesto 1.380 ore di lavoro.

Gracie Abrams in custom Chanel al Met Gala. (Photo by Jamie McCarthy/Getty Images)

Un ritratto di Gustav Klimt
Gli abiti ispirati a opere d’arte
Alcuni invitati hanno scelto un approccio più letterale alla questione. L’attrice Rachel Zegler è arrivata bendata, ispirandosi al dipinto di Paul Delaroche che rievoca l’esecuzione di Lady Jane Grey. Lauren Sanchez, ospite d’onore della serata e sponsor dell’evento, è arrivata senza Jeff Bezos, ma con l’iconico abito di Madame X, capolavoro di Sargent, ma nella versione di Schiaparelli. Non è stata l’unica: anche Julianne Moore ha citato lo stesso dipinto, incluso il dettaglio della spallina abbassata (che quasi mandò in rovina il pittore e la modella).
L’abito blu con corsetto dorato di Hailey Bieber, firmato Yves Saint Laurent, è un omaggio al lavoro di Yves Klein, mentre l’iris che impreziosisce l’abito nero di Charli XCX è preso in prestito da un quadro di Van Gogh. La mostra del Met dedica grande spazio alla statuaria classica e, non a caso, l’abito di Kendall Jenner ricorda i panneggi della famosa Nike di Samotracia. La sorella Kylie Jenner, coerentemente, ha scelto la Venere di Milo.

Kendall Jenner al Met Gala 2026. (Photo by Dimitrios Kambouris/Getty Images for The Met Museum/Vogue)

La Nike di Samotracia
Meno famoso – ma splendidamente riuscito – è lo scenografico look di Madonna, con veli e un copricapo a forma di nave: un tableau vivant che citava alla lettera La Tentazione di Sant’Antonio di Leonora Carrington. Gracie Abrams, invece, ha ripreso l’oro di Klimt per l’abito custom Chanel. Anche il body scultoreo di Kim Kardashian è stato realizzato con un’opera d’arte in mente: Body Armour di Allen Jones.
La lista delle citazioni artistiche potrebbe continuare all’infinito: da Amy Sherald in Thom Browne (copia del quadro Miss Everything) fino all’abito fiorito Prada di Hunter Schafer ispirato al ritratto Mäda Primavesi di Gustav Klimt conservato al Met. Heidi Klum, che abituata a trasformarsi per Halloween, è diventata una statua velata di Raffaelle Monti.

Heidi Klum al Met Gala 2026. (Photo by Mike Coppola/Getty Images)

La Vestale Velata di Raffaelle Monti
I corpi nudi, invecchiati o anatomici
Visto il tema della mostra, grande attenzione è stata dedicata al tema del corpo con abiti che scolpivano o esaltavano le forme. La più esplicita è stata Beyoncé, che ha inaugurato la serata con un abito-scheletro tempestato di cristalli creato per lei da Olivier Rousteing. Nel mare di trasparenze e naked look che hanno invaso il red carpet spicca la scelta di Bad Bunny, che ha puntato non tanto sull’abito ma …sul make-up, trasformandosi nella versione invecchiata di se stesso. Il corpo anziano, spesso trascurato dalla moda, si riprende la scena. Il completo (firmato Zara, come al Super Bowl) è stato disegnato dall’artista in persona, con un omaggio a Charles James.

L’ingresso di Madonna ispirato a La Tentazione di Sant’Antonio di Leonora Carrington. (Photo by Michael Loccisano/GA/The Hollywood Reporter via Getty Images)
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