Da van Gogh a Vermeer, le mostre da vedere in Italia a luglio

30 Giugno 2026 - 10:46
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Da van Gogh a Vermeer, le mostre da vedere in Italia a luglio

Se eravate convinti che, con l’arrivo dell’estate, il calendario delle mostre in Italia si sarebbe interrotto vi sbagliate di grosso. Anzi, è proprio il momento in cui ne vengono inaugurate tante, non soltanto nelle grandi città come Roma, Milano, Torino e Firenze, ma anche nelle più rinomate località di villeggiatura.

Mostre d’arte, fotografiche, immersive, monografiche o di eventi e movimenti artistici, ce ne sono per tutti i gusti e adatte a tutti. Abbiamo selezionato le più interessanti e originali da Nord a Sud del Belpaese, che celebrano anniversari di persone e luoghi, in modo che, ovunque vi troviate, possiate organizzare una visita culturale in un’estate torrida, ma ricca di appuntamenti.

La Roma tra ‘600 e ‘800 a Castel Sant’Angelo

È aperta al pubblico dal 25 giugno, la mostra “I segni e le storie – Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento”, allestita nel Bastione di San Marco a Castel Sant’Angelo, a Roma, uno spazio che entra da fare parte del percorso di visita del Monumento. La mostra comprende i documenti dell’Archivio di Stato di Roma: carte processuali, bandi, verbali e atti giudiziari, datati tra il 1611 e il 1865, raccontano episodi di cronaca, conflitti e vicende quotidiane, spesso accompagnati da sorprendenti sagome di coltelli tracciate a margine delle testimonianze. L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 13 settembre 2026.

Futurama a Nuoro

Il titolo della mostra “Futurama”, che apre il 4 luglio al MAN – Museo d’Arte Provincia di Nuoro, si ispira alla celebre esposizione organizzata da General Motors alla New York World’s Fair del 1939, un evento spettacolare che offrì a milioni di visitatori una visione idealizzata dell’America del domani. Era un futuro ordinato, luminoso, privo di conflitti, una garanzia di prosperità e controllo del mondo. Il design e l’architettura concepirono ambienti modulari e superfici dinamiche, mentre la moda incorporò linee geometriche, tagli astratti, in dialogo diretto con la ricerca artistica. La mostra mette in luce le crepe di questo scenario ottimistico, introducendo il concetto di “nostalgia di futuro”: una tensione emotiva in cui il desiderio di un domani migliore persiste, pur confrontandosi con l’incertezza del presente. Tutto questo verrà articolato in un ricco percorso di mostra che attinge all’arte, alla moda, alla letteratura, alle video installazioni, al design, alla fantascienza. C’è tempo fino al 15 novembre 2026.

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Ufficio stampa
La mostra Futurama a Nuoro

Vermeer a Palazzo Barberini

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica a Palazzo Barberini a Roma ospitano, dall’8 luglio all’11 ottobre 2026, uno straordinario prestito dal Rijksmuseum di Amsterdam: Donna in blu che legge una lettera, lo straordinario capolavoro di Johannes Vermeer. Realizzata intorno al 1663-1664, è tra le opere più celebri di Johannes Vermeer e uno dei vertici della pittura olandese del Seicento. Il progetto offre l’occasione di approfondire l’opera di un artista di cui sono note poco più di trenta opere autografe e nessuna conservata in Italia. Il percorso espositivo si sviluppa tra la Sala Ovale e la Sala Paesaggi. Contenuti digitali dedicati accompagneranno i visitatori alla scoperta della tecnica pittorica di Vermeer, della storia del dipinto e del contesto culturale della Delft del XVII secolo. Il percorso culmina nella Sala Paesaggi, dove Donna in blu che legge una lettera sarà presentata in uno spazio dedicato.

Vincent van Gogh a Perugia

La Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia ospita, dal 1° luglio al 27 settembre 2026, una grande mostra intitolata “Van Gogh – L’Arlesiana e gli Italiani a Parigi”. Il Museo dell’Ottocento di Pescara – Fondazione Di Persio Pallotta, infatti, ha concesso il prestito di 16 opere di importanti artisti italiani tra Otto e Novecento, tra cui Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Silvestro Lega e Antonio Mancini che offriranno un affascinante dialogo con il capolavoro di van Gogh, L’Arlesiana, raccontando l’evoluzione del ritratto e le trasformazioni artistiche che hanno accompagnato la nascita della modernità.

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@Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma
L’arlesiana, ritratto di M.me Ginoux (1888), Vincent van Gogh

Mario Raciti a Milano

Palazzo Reale a Milano ospita, dal 1° luglio al 20 settembre 2026, una monografica dedicata a Mario Raciti, celebrando il legame profondo tra l’artista e Milano. Il progetto “Mario Raciti. Opere 1952 – 2025” si inserisce nel ciclo dedicato ai “Maestri a Milano”, con circa cento opere provenienti dalle collezioni del Museo del Novecento di Milano, dal Mart di Rovereto e da collezioni private. Nato a Milano nel 1934, Raciti è considerato un maestro del post-informale.

Frida Kahlo e Marilyn Monroe a Fermo

Palazzo dei Priori a Fermo ospita la mostra “Frida Kahlo e Marilyn Monroe. Vite parallele”, due delle icone femminili più potenti e contraddittorie del Novecento. Oltre 120 fotografie raccontano le straordinarie vicende biografiche di Frida e Marilyn, apparentemente lontane, ma che condividono sorprendenti affinità, a cui sono dedicate anche alcune opere d’arte di Andy Warhol, Mimmo Rotella, Marco Lodola e Zang Hongmei. Un racconto biografico intenso e coinvolgente che intreccia arte, cinema, politica e cultura visiva. Fino al 1° novembre 2026.

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Ufficio stampa
Una scena del film “Gli uomini preferiscono le bionde” del 1953 con Marilyn Monroe

La Roma più glamour ai Musei Capitolini

La Centrale Montemartini dei Musei Capitolini a Roma ospita, dal 26 giugno al 15 novembre 2026, una bella mostra fotografica, multimediale e di capolavori sartoriali intitolata “Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale”, un viaggio dentro il mito di quando Roma divenne capitale mondiale della moda. Presentata da Archivio Luce Cinecittà, sono esposti capolavori di grandi stilisti, i marchi immortali, i divi dello schermo e dell’haute couture. Il percorso espositivo immerge i visitatori dentro 150 fotografie d’epoca, cinque postazioni video con filmati rari e fino a oggi non disponibili al pubblico, oggetti, documenti, tessuti e 27 abiti originali e, nella maggior parte, inediti, creati da nomi leggendari come Valentino Garavani, Karl Lagerfeld per Fendi, le Sorelle Fontana, Roberto Capucci, Renato Balestra, Pino Lancetti, Laura Biagiotti.

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@Archivio Storico Luce, Fondo Vedo
Audrey Hepburn, Roma, 1958

Mito di Capri alla Certosa di San Giacomo

La mostra che apre al pubblico dal 3 luglio al 18 ottobre 2026, “Il mito di Capri. A duecento anni dalla scoperta della Grotta Azzurra (1826–2026)” presso i Musei e parchi Archeologici di Capri ripercorre il processo che, tra Settecento e Ottocento, trasformò l’isola da luogo appartato e difficilmente accessibile del Golfo di Napoli in una delle mete più celebrate dell’immaginario europeo. Dalle prime esplorazioni antiquarie e dalla riscoperta delle vestigia imperiali alla stagione dei viaggiatori, degli artisti e degli scrittori che ne celebrarono la bellezza, il percorso racconta la progressiva costruzione del mito moderno dell’isola. Punto di svolta di questa vicenda fu la riscoperta della Grotta Azzurra nel 1826 da parte di August Kopisch ed Ernst Fries, un evento destinato a segnare l’inizio della fortuna internazionale di Capri. Attraverso dipinti, disegni, libri, reperti archeologici e testimonianze d’epoca, la mostra ricostruisce la stagione in cui l’isola si affermò come luogo d’elezione per artisti e viaggiatori, trasformandosi in uno dei miti culturali più duraturi del Mediterraneo. La visita alla mostra è compresa nel biglietto di ingresso alla Certosa di San Giacomo.

Paesaggi giapponesi da sogno a Torino

Dal 24 luglio al 29 novembre 2026, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la mostra “Paesaggi da sogno/Dreamscapes” dedicata alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento. Il percorso espositivo riunisce una selezione di 36 stampe con l’intento di restituire al pubblico la dimensione immersiva e “cinematografica” di quel mondo fluttuante, ampliando lo sguardo anche ad alcuni oggetti e alle forme della cultura materiale che hanno accompagnato e reso possibile l’esperienza del viaggio nel Giappone tra XVIII e XIX secolo.

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Roma in moneta a Roma

Tre grandi musei collaborano per la prima volta alla realizzazione della mostra comune “Roma in moneta: arte e potere nella storia della città eterna”, che si tiene al Museo Nazionale Romano, al Parco archeologico del Colosseo e al VIVE (Vittoriano e Palazzo Venezia) di Roma. Questa grande mostra diffusa racconta oltre duemila anni di storia della Capitale attraverso la moneta. Le tre sezioni della mostra possono essere visitate sia in maniera autonoma sia secondo un percorso unico con un biglietto integrato, valido sette giorni. Curata dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, utilizza le monete come chiavi di lettura per ricostruire alcuni momenti cruciali della storia e della cultura di Roma, mettendole in dialogo con opere d’arte antica, dipinti, sculture, codici miniati, oreficerie, installazioni contemporanee e testimonianze della cultura materiale. Dal 1° luglio al 27 settembre.

L’era glaciale ad Auronzo di Cadore (BL)

Dal 27 giugno al 30 settembre, il Comune di Auronzo di Cadore promuove una mostra curata dal paleontologo Simone Maganuco che si sviluppa lungo il Lago di Santa Caterina e presso il Museo di Palazzo Corte Metto dedicata all’era glaciale intitolata “Auronzo Tre Cime. Dai dinosauri ai mammut, la storia continua”, un tuffo nel passato tra Cretaceo e Pleistocene, per approfondire l’estinzione dei dinosauri e la supremazia di nuove specie, i mammiferi, fino ad arrivare alle grandi faune dei periodi glaciali come le tigri dai denti a sciabola, i bradipi giganti, gli orsi delle caverne, i mammut lanosi e molti altri esemplari, alcuni dei quali popolarono anche le Prealpi Venete.

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Ufficio stampa
Un mammut in mostra tutta l’estate ad Auronzo di Cadore

Dalla Belle Époque al nuovo turismo a Riva del Garda (TN)

Il MAG Museo Alto Garda ospita, dal 4 luglio al 18 ottobre, una mostra che racconta cento anni di viaggi, visioni, mode e trasformazioni sociali sul Lago di Garda. Per la prima volta sono in mostra i manifesti, le cartoline, le guide illustrate e le fotografie che hanno raccontato il Garda (e l’Italia) nel mondo. La mostra intitolata “Visitate il Garda. Grafica e promozione dalla Belle Époque al turismo moderno” nasce in occasione del centenario della nascita dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Riva del Garda, un patrimonio costruito nel tempo attraverso acquisizioni, donazioni, depositi e collaborazioni.

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@Photoglob Zurigo, Museo Alto Garda
Cartolina raffigurante l’arrivo di un piroscafo nel porto di Riva del Garda spedita nel 1902, una delle opere in mostra

Dario Fo pittore a Spoleto (PG)

Il 28 giugno è stata inaugurata al Museo Nazionale del Ducato di Spoleto la mostra “Dario Fo pittore: le macchine teatrali”. L’esposizione si inserisce nel calendario delle celebrazioni per il Centenario di Dario Fo e nel programma del Festival dei Due Mondi: proprio a Spoleto, infatti, nel 1999, Fo debuttò con Lu Santo Jullare Francesco, il cui fondale torna a essere esposto dopo 27 anni nelle grandi sale del Museo Nazionale del Ducato di Spoleto. La pittura di Dario Fo non ha mai vissuto separata dalla scena. Fondali dipinti, sagome carrellate, arazzi scenografici, bozzetti e opere pittoriche. Questa mostra racconta proprio la “macchina teatrale” di Fo, il sistema di immagini, materiali e invenzioni visive che trasforma un’idea in spettacolo, filo conduttore dell’intero percorso. Le opere esposte appartengono a quattro grandi produzioni teatrali: Isabella, tre caravelle e un cacciaballe (1963), Mamma! I Sanculotti! (1993), Lu Santo Jullare Francesco (1999) e La figlia del Papa (2014), lavori che coprono oltre cinquant’anni di attività e che mostrano l’evoluzione nell’uso delle macchine teatrali.

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@L.V. Toffolon
La mostra dedicata a Dario Fo pittore

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