Dacia Striker, il crossover che prova a cambiare le regole del segmento C

09 Luglio 2026 - 10:59
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Dacia Striker, il crossover che prova a cambiare le regole del segmento C

La nuova Dacia Striker nasce per occupare uno spazio ancora poco presidiato nel segmento C. Non è una Duster più lunga, non è una Bigster più bassa e non è nemmeno una station wagon tradizionale. Vista durante una presentazione statica a Milano, dà piuttosto l’idea di una crossover pensata per unire tre mondi diversi: la posizione di guida rialzata e l’aspetto robusto dei SUV, la praticità delle familiari e una linea più filante, vicina a quella di una berlina.

Dal vivo la Striker appare lunga, solida e ben proporzionata. Misura 4,62 metri, quindi entra pienamente nel segmento C, ma l’altezza resta contenuta a 1,53 metri, dettaglio che cambia parecchio la percezione dell’auto, perché evita l’effetto massiccio di molti SUV tradizionali. L’altezza da terra, invece, resta generosa: 19 cm sulle versioni a trazione anteriore e 20 cm su quella 4×4.  Il design lavora proprio su questo equilibrio, dove la parte alta della carrozzeria è fluida, con parabrezza inclinato, tetto allungato e lunotto spiovente, la parte bassa, invece, è più verticale e protettiva, con passaruota marcati, superfici robuste e protezioni esterne, con la linea di spalla collega idealmente i gruppi ottici anteriori e posteriori e dà ordine a tutto il profilo.

Davanti e dietro debutta la nuova firma luminosa Dacia a LED a forma di T, integrata nella fascia nera che attraversa il frontale e il portellone. Il risultato è moderno, riconoscibile e meno scontato rispetto ad altri modelli del marchio. Le ruote da 17 o 18 pollici, con i 19 pollici disponibili in opzione, completano un’impostazione più elegante che aggressiva.

Interni e bagagliaio

L’abitacolo mantiene la filosofia Dacia, con soluzioni pensate per essere usate ogni giorno. La plancia ha uno sviluppo orizzontale che aumenta la sensazione di spazio e si organizza su più livelli, con i comandi principali che restano fisici, una scelta utile per non dover cercare tutto dentro al display. Lo schermo centrale touch da 10,1 pollici è di serie su tutta la gamma e, secondo gli allestimenti, può essere abbinato al sistema Media Display oppure al Media Nav Live, con navigazione connessa, traffico in tempo reale e mappe aggiornate per 8 anni. Davanti al conducente c’è il quadro strumenti digitale LightVisio da 7 pollici, anch’esso di serie, pensato per mostrare le informazioni principali in modo chiaro e poco invasivo.

Tra le soluzioni più pratiche ci sono il passacavo che aiuta a tenere ordinata la zona anteriore, il raschietto per il ghiaccio integrato nella plancia e il sistema YouClip, con fino a 9 punti di fissaggio per accessori come porta-borraccia, rete multifunzione e supporti vari. La Striker punta molto sull’abitabilità, infatti l’abitacolo è pensato per 5 persone e la seconda fila offre una buona sensazione di spazio, con bocchette dedicate e prese USB per chi viaggia dietro. Sugli allestimenti più ricchi sono previsti anche il bracciolo centrale posteriore e il tetto panoramico in vetro a bassa emissività, utile per aumentare luminosità e comfort termico.

Gli interni della Dacia Striker
Ufficio Stampa Dacia
Lo schermo centrale touch da 10,1 pollici è di serie su tutta la gamma

Dacia ha lavorato anche sull’isolamento acustico, con attenzione ai rumori aerodinamici, materiali fonoassorbenti e vetri più spessi per parabrezza e finestrini anteriori, anche se ovviamente in una presentazione statica non è possibile verificarlo su strada, ma l’obiettivo è chiaro: rendere la Striker più adatta ai lunghi viaggi rispetto a una Dacia tradizionale.

Il bagagliaio arriva fino a 600 litri, un valore molto interessante per il segmento, il vano poi offre un copribagagli rigido diviso in due parti e, sulle versioni Extreme e Journey, un pianale suddiviso in tre elementi, regolabile su due livelli e reversibile: da un lato moquette, dall’altro materiale più resistente e lavabile. Il sistema Easy Fold permette di abbattere gli schienali posteriori dal bagagliaio, e sulle versioni superiori è disponibile anche il portellone motorizzato con apertura automatica.

Motori solo elettrificati, anche GPL mild hybrid

La gamma motori sarà interamente elettrificata e, almeno per ora, senza diesel. La versione d’ingresso è la mild hybrid-G 140, che abbina un 1.2 turbo 3 cilindri benzina/GPL a un sistema mild hybrid a 48 Volt, con la batteria da 0,8 kWh che si ricarica in frenata e il cambio può essere manuale oppure automatico a 6 rapporti. È una soluzione molto Dacia, perché unisce il GPL, storico punto di forza del marchio, con una piccola elettrificazione utile nei consumi quotidiani.

La Striker hybrid 155 usa invece un motore benzina 1.8 a 4 cilindri da 109 CV, due motori elettrici, una batteria da 1,4 kWh e un cambio automatico elettrificato, caratteristiche che secondo Dacia, le permettono di viaggiare fino all’80% del tempo in elettrico in città e parte sempre in modalità a zero emissioni locali. La versione più particolare è la hybrid 150 4×4. Davanti monta un 1.2 mild hybrid da 140 CV e 230 Nm, mentre dietro lavora un motore elettrico da 31 CV e 87 Nm, con la trazione integrale elettrificata che si attiva quando serve, senza albero di trasmissione meccanico. Sono previste cinque modalità di guida: Auto, Eco, Snow, Mud/Sand e Off-Road. La funzione Hill Descent Control aiuta nelle discese a bassa aderenza.

Dacia Striker posteriore
Ufficio Stampa Dacia
Spazio e bagagliaio da 600 litri sono tra i punti forti

La Striker è conforme alla normativa europea GSR2 e offre di serie diversi ADAS: frenata automatica d’emergenza con rilevamento di veicoli, pedoni, ciclisti e moto, mantenimento di corsia, riconoscimento dei segnali, monitoraggio dell’attenzione del conducente, eCall e sensori posteriori. Di serie c’è anche l’Adaptive Cruise Control, mentre in opzione arrivano sensore angolo cieco, frenata automatica in retromarcia, Rear Cross Traffic Alert e Multiview Camera. La gamma sarà composta da quattro allestimenti: Essential, Expression, Extreme e Journey. Essential include già display da 10,1 pollici, quadro digitale da 7 pollici, servizi connessi, Smartphone Replication, climatizzatore manuale, telecamera posteriore e barre da tetto. Expression aggiunge più comfort, Extreme punta sull’anima outdoor con tetto panoramico, sellerie lavabili e Hill Descent Control, mentre Journey privilegia i lunghi viaggi con portellone motorizzato, sedile conducente elettrico, volante e sedili anteriori riscaldati e caricatore wireless.

Alla fine, la Striker convince proprio perché sembra una Dacia più matura, ma non snaturata. In un mercato pieno di SUV spesso simili tra loro, questa crossover prova a proporre una strada diversa: meno scena, più spazio, motori intelligenti e un prezzo d’attacco molto aggressivo. Il prezzo di partenza sarà inferiore a 25.000 euro, ma i listini completi arriveranno più avanti.

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