Ddl caccia, al Senato è subito scontro tra maggioranza e opposizione. Schlein: «Testo incostituzionale, va ritirato»

«Il ddl sulla caccia è incostituzionale e va ritirato», parte alla carica la segretaria del Pd Elly Schlein. «Siamo di fronte a una destra che si comporta da serial killer del patrimonio faunistico italiano», ci va giù duro il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli. «La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato, ma per questa maggioranza è diventata una merce di scambio per saldare debiti elettorali e conservare consenso», dice dal suo scranno a Palazzo Madama la senatrice M5S Gisella Naturale. La riforma della caccia targata governo Meloni e ribattezzata «spara tutto» dalla galassia ambientalista e animalista è approdata oggi nell’aula del Senato per la discussione finale. E subito i toni si sono alzati. Le forze di opposizione hanno presentato centinaia di emendamenti ma la destra è pronta a farne piazza pulita perché vuole chiudere in fretta e portare a casa questa serie di norme che stanno creando preoccupazione anche a livello comunitario.
Schlein chiede il ritiro immediato del provvedimento, definendolo «un tentativo sguaiato e ideologico di frantumare il delicato equilibrio» della legge 157 del 1992 attualmente vigente a tutela della fauna selvatica. Quello che la destra vuole approvare ora invece, «è una resa incondizionata alla frangia venatoria più estremista, in barba alla scienza, al diritto europeo e al dovere costituzionale di tutelare l'ecosistema e la biodiversità». Sottolinea la leader del Pd che il ddl in discussione al Senato trasformerebbe «il parere scientifico di Ispra da vincolante a meramente consultivo, sostituendo la scienza con un Comitato tecnico faunistico-venatorio, cioè con la politica».
Ricorre a toni duri anche il deputato Avs Angelo Bonelli, che insieme ad altri parlamentari e attivisti ha partecipato a un flash-mob organizzato davanti al Senato. «Giorgia Meloni dice che lei sarebbe pragmatica e noi ideologici. Abbiamo visto qual è il suo pragmatismo: sparare e uccidere sempre più animali. È questo il modello della destra, che con la riforma della caccia vuole colpire la biodiversità e il patrimonio naturale del nostro Paese». Sottolinea il co-portavoce di Europa Verde: «Vogliono estendere l’attività venatoria fino a trasformare parchi, aree protette e perfino le spiagge in luoghi dove si può sparare. Arrivano persino a prevedere l’abbattimento di specie come l’oca selvatica e lo stambecco. Una scelta inaccettabile che contrasta con le direttive europee sulla tutela della natura». Per Bonelli e agli altri partecipanti al flash-mob davanti Palazzo Madama ancora più grave è il comportamento del ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin perché continua a ignorare i richiami dell’Unione europea sulle possibili violazioni delle direttive Habitat e le interpellanze parlamentari presentate dalle forze di opposizione. «Non è accettabile che il governo proceda facendo finta di nulla di fronte alle contestazioni europee».
Sulla stessa linea il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, il quale sostiene che «non si tratta di una modifica tecnica, ma della precisa scelta politica di sacrificare l’interesse generale per soddisfare interessi particolari». Dice l’ex premier: «Invece di affrontare le emergenze che preoccupano famiglie e imprese, questa maggioranza decide di intervenire su una normativa che ha contribuito a proteggere il nostro patrimonio naturale. Questo intervento mette a rischio ecosistemi, specie selvatiche e aree protette. Per noi questa scelta è incomprensibile e profondamente sbagliata. Ci siamo opposti in ogni sede utile e continueremo a farlo, dentro e fuori le aule parlamentari. Proveremo in ogni modo a fermare questo scempio».
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