De Luca stuzzica la sua sinistra. Casini e Gentiloni danno la sveglia: chiarezza sulla politica estera, così non va

Alla Camera è in aula la legge elettorale con fulmini e saette. A pochi passi da Montecitorio alla libreria Mondadori nella Galleria Sordi si tiene la presentazione del libro di Piero De Luca L’idea di Europa e il suo destino. L’opera del senatore dem – il padre Vincenzo è in prima fila – diventa una ghiotta occasione per dare la sveglia al campo progressista (sedicente largo) che si candida alla spallata contro il governo. Così com’è, però, si fa fatica a immaginarlo al timone della nazione. Quindi occorre fare chiarezza sul “tema dei temi”, come lo chiama Pier Ferdinando Casini (presente alla presentazione): la politica estera. Insieme all’ex presidente della Camera anche Paolo Gentiloni e Roberto Gualtieri, moderati da Monica Giandotti.
A sinistra il tormento della politica estera, Piero De Luca insegna
Il posizionamento geopolitico, il futuro dell’Europa e l’Ucraina sono al centro degli interventi. I temi, non a caso, su cui son scoppiate le tensioni a sinistra, dopo le parole di Giuseppe Conte dal palco della manifestazione di Napoli con Elly Schlein e i leader di Avs. “Ieri ho visto tanta euforia alla Camera – dice Casini – e allora vorrei fare una piccola annotazione. La politica estera non è una appendice della politica interna. Oggi è il tema dei temi. Allora è necessario che su queste questioni, come su quelle dell’approccio all’Ucraina (leggo sistematicamente quello che scrive il mio amico Gentiloni su Repubblica e condivido dalla A alla Z). L’Ucraina non si vende si difende. Una coalizione che si vuole proporre di governare il Paese non può avere esitazioni, deve sapere con chiarezza da che parte della storia sta”.
L’immigrazione non è stata gestita correttamente
“L’Europa – sottolinea De Luca – ha garantito pace negli ultimi 80 anni. Certo ci sono state criticità come il fenomeno migratorio. Che non è stato gestito in modo corretto e questo ha alimentato i sovranismi. Eppure la capacità di reagire alle ultime crisi da parte dell’Europa ci dà motivi forti di speranza. Mi riferisco al Next Generation Ue. Da lì dobbiamo partire per parlare del destino Europa in futuro”. Un destino, secondo l’esponente del Pd, che passa da alcuni snodi essenziali. L’eliminazione del diritto di veto, la difesa comune europea, gli investimenti comuni in settori strategici, un seggio Ue all’Onu. “Tutti passaggi che portano verso una ‘Europa autonoma e sovrana che può decidere il suo futuro”. E in tutto questo il ‘ciclone Trump’ può essere ”l’occasione per accelerare questi passaggi. Come lo è stata la pandemia. È il momento di avere il coraggio di osare per arrivare agli Stati Uniti d’Europa”.
L’autocritica di Gentiloni: l’Europa deciderà chi vince e chi perde
Gentiloni la prende alla lontana. “Abbiamo fatto delle cose meravigliose con il funzionalismo, ma nel mondo di Trump, di Putin, di Xi Jinping dobbiamo fare un salto in più”, dice l’ex-commissario Ue. La sfida è quella di trovare un meccanismo in cui sovranità nazionali e quella europea convivono”. Ma non li facciamo più questi passi in avanti. Una delle cose terribili, caro Roberto”, dice rivolgendosi a Gualtieri. Quali? “I mega prestito che decidemmo nel 2020 di 800 miliardi per il Covid non viene neanche rinnovato a scadenza . Qualunque stato-azienda lo farebbe a occhi chiusi, in Europa non si fa perché c’è un fronte di paesi che si oppone”. Quindi, conclude l’ex commissario Ue, “il tema europeo è uno dei temi dirimenti della prossima campagna elettorale in Italia e in altri paesi europei. Chi vince chi perde sarà fondamentale per il futuro dell’Europa”.
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