Decreto FER X definitivo: parte la corsa alle energie rinnovabili

18 Agosto 2026 - 14:45
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lentepubblica.it

Il nuovo sistema italiano di sostegno alle fonti rinnovabili entra nella sua fase strutturale. Con la pubblicazione del decreto FER X definitivo, il quadro degli incentivi destinati alla produzione di energia elettrica da fonti pulite supera la precedente disciplina transitoria e introduce un meccanismo destinato ad accompagnare gli investimenti fino al 2030.


Il provvedimento, firmato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ed entrato in vigore il 7 agosto 2026, interessa fotovoltaico, eolico, idroelettrico e impianti alimentati dai gas residuati dei processi di depurazione. Ma il dato quantitativo, da solo, racconta soltanto una parte della novità. La vera svolta riguarda il modo in cui lo Stato intende selezionare, remunerare e soprattutto spingere verso la concreta realizzazione i nuovi progetti.

Il decreto arriva dopo il controllo della Corte dei Conti e dopo la decisione della Commissione europea dell’8 giugno 2026, che non ha sollevato obiezioni sulla compatibilità della misura di aiuto con il mercato interno.

FER X definitivo: fino a 37,15 GW nel nuovo sistema di sostegno

Uno degli elementi destinati ad attirare maggiormente l’attenzione è la dimensione complessiva del programma. Il decreto individua infatti una potenzialità che può arrivare complessivamente a 37,15 GW, ma è importante capire come si forma questa cifra.

Per le procedure competitive il testo stima contingenti complessivi pari a 27,15 GW. La parte più consistente è riservata all’eolico, con 16,5 GW, seguito dal fotovoltaico con 10 GW. Per l’idroelettrico vengono indicati 0,63 GW, mentre 0,02 GW riguardano gli impianti che utilizzano gas residuati dai processi di depurazione.

A questa capacità si affianca il canale di accesso diretto previsto per gli impianti fino a 1 MW. Per questa categoria il decreto stabilisce che il meccanismo cesserà una volta raggiunto un contingente di 10 GW, qualora tale soglia venga raggiunta prima del 31 dicembre 2030. È dalla lettura congiunta delle due componenti che emerge quindi il potenziale massimo di 37,15 GW associato alla nuova disciplina.

Non si tratta, però, di 37,15 GW assegnati automaticamente. Per le aste, i quantitativi effettivamente messi a disposizione saranno modulati attraverso successive procedure e sulla base dell’andamento della domanda, degli obiettivi di decarbonizzazione, dello sviluppo della rete e della capacità di realizzazione dei progetti.

Impianti fino a 1 MW e grandi progetti: due percorsi differenti

Uno dei punti centrali del FER X è la distinzione tra gli impianti di minore dimensione e quelli con potenza superiore a 1 MW.

Gli impianti fino alla soglia di 1 MW possono accedere direttamente al meccanismo di supporto, purché rispettino i requisiti tecnici, prestazionali e ambientali stabiliti dalla disciplina. Devono inoltre essere stati avviati dopo l’entrata in vigore del decreto.

Per gli impianti sopra 1 MW, invece, la strada passa normalmente dalle procedure pubbliche competitive organizzate dal GSE. In questo caso è necessario possedere il titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio, il preventivo di connessione alla rete accettato in via definitiva e la registrazione dell’impianto sul sistema GAUDÌ di Terna.

Il decreto introduce anche requisiti diretti a verificare la solidità finanziaria dell’operatore. Il legislatore cerca quindi di ridurre uno dei problemi che hanno accompagnato in passato alcuni meccanismi di incentivazione: capacità prenotata da iniziative che, dopo avere ottenuto una posizione utile, rimangono sulla carta o accumulano forti ritardi.

La logica cambia: non basta presentare un progetto competitivo sotto il profilo economico, occorre dimostrare di avere anche le condizioni per portarlo effettivamente a termine.

Come funzioneranno le aste FER X

Le procedure competitive saranno gestite telematicamente dal GSE e metteranno periodicamente a disposizione contingenti distinti in base alla tecnologia. Prima della partecipazione è prevista una fase di qualificazione e una manifestazione di interesse.

Gli operatori dovranno formulare un’offerta di riduzione rispetto al cosiddetto prezzo di esercizio superiore. L’assegnazione seguirà quindi un criterio competitivo, insieme agli ulteriori parametri e alle priorità indicate dal decreto.

Il meccanismo prevede inoltre garanzie economiche. Nella fase della manifestazione di interesse è richiesta una cauzione provvisoria pari al 5% del costo dell’investimento calcolato secondo i valori convenzionali fissati dal provvedimento. Per chi ottiene una posizione utile in graduatoria, la cauzione definitiva sale al 10%.

Un elemento significativo riguarda i tempi. Per ciascuna procedura il periodo previsto per presentare la domanda non potrà superare dieci giorni, mentre le graduatorie dovranno essere pubblicate entro i dieci giorni lavorativi successivi. Una scansione piuttosto serrata, che punta a trasformare le aste in strumenti più rapidi rispetto a meccanismi caratterizzati da lunghe fasi amministrative.

Quanto valgono gli incentivi per fotovoltaico, eolico e idroelettrico

L’Allegato 1 del decreto stabilisce i valori economici di riferimento per gli impianti di potenza superiore a 1 MW. Per il fotovoltaico il prezzo di esercizio è fissato a 80 euro/MWh, con prezzo superiore di 95 euro/MWh e inferiore di 65 euro/MWh.

Per l’eolico i valori sono rispettivamente 85, 95 e 70 euro/MWh. L’idroelettrico presenta un prezzo di esercizio di 90 euro/MWh, un valore superiore di 105 e uno inferiore di 80 euro/MWh. Per gli impianti alimentati dai gas residuati della depurazione si passa invece da un riferimento di 85 euro/MWh a una soglia superiore di 100 e inferiore di 75 euro/MWh.

Particolare attenzione viene riservata al recupero delle superfici contenenti amianto. Per gli impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di eternit o amianto è prevista una correzione positiva del prezzo di aggiudicazione pari a 27 euro/MWh. Per gli impianti costruiti su specchi d’acqua l’incremento previsto è invece di 10 euro/MWh.

La misura conferma una scelta precisa: utilizzare l’incentivo energetico anche per generare benefici ambientali ulteriori rispetto alla sola produzione di elettricità rinnovabile.

Contratti ventennali e differenze in base alla taglia dell’impianto

Il funzionamento della remunerazione cambia a seconda della potenza installata. Per gli impianti sotto i 200 kW, il GSE può ritirare e vendere direttamente l’elettricità, riconoscendo sulla produzione netta immessa in rete il prezzo di aggiudicazione attraverso una tariffa omnicomprensiva.

Per gli impianti da 200 kW in su, invece, l’energia rimane nella disponibilità del produttore e viene valorizzata sul mercato. Il GSE regola successivamente la differenza tra il prezzo di aggiudicazione e quello del Mercato del Giorno Prima.

Il sistema assume quindi la forma di un contratto per differenza a due vie: quando il riferimento di mercato è inferiore al prezzo riconosciuto, il produttore riceve la differenza; quando accade il contrario, è quest’ultimo a restituire la componente eccedente.

Salvo le specifiche eccezioni previste dalla normativa, il rapporto economico con il GSE dura 20 anni. L’obiettivo è ridurre l’esposizione degli investitori alle oscillazioni dei prezzi dell’elettricità senza trasformare l’incentivo in una garanzia illimitata sui ricavi.

Tempi di costruzione: chi vince non potrà tenere fermo il progetto

Il FER X definitivo affronta direttamente anche il nodo dei tempi di realizzazione. Gli impianti eolici e fotovoltaici selezionati tramite procedura competitiva devono entrare in esercizio entro 36 mesi dalla pubblicazione della graduatoria.

Per le nuove costruzioni idroelettriche il termine sale a 54 mesi. Gli impianti di nuova costruzione o i potenziamenti alimentati dai gas residuati della depurazione dispongono invece di 48 mesi. Sono previste scadenze specifiche anche per i rifacimenti.

Il mancato rispetto delle tempistiche non rimane privo di conseguenze. Il prezzo di aggiudicazione viene progressivamente ridotto in caso di ritardo e, oltre un’ulteriore soglia, il GSE può dichiarare la decadenza dalla graduatoria ed escutere la cauzione definitiva.

È uno dei passaggi che meglio mostra la filosofia del nuovo decreto: le risorse pubbliche devono premiare capacità produttiva effettiva, non semplicemente progetti che ottengono un posto in graduatoria.

Più peso a localizzazione, sostenibilità e filiera industriale

Le aste non guarderanno esclusivamente al prezzo. Tra le priorità previste dal provvedimento figurano gli impianti collocati nelle aree idonee e nelle zone di accelerazione. Per il solo fotovoltaico assumono inoltre rilevanza gli interventi su impianti esistenti realizzati in aree agricole, a parità di superficie di suolo originariamente occupata.

Il decreto recepisce anche le nuove regole europee collegate al Net-Zero Industry Act. Per una quota delle procedure dedicate a fotovoltaico ed eolico entreranno quindi in gioco criteri che riguardano la condotta responsabile dell’impresa, la cybersicurezza, la capacità di realizzare il progetto nei tempi stabiliti, la resilienza della filiera e la sostenibilità.

Non è un dettaglio secondario. La politica sulle rinnovabili si sposta così progressivamente dalla semplice domanda “quanta energia pulita viene prodotta?” a un interrogativo più ampio: come viene costruito l’impianto, con quali componenti e con quale grado di sicurezza della catena di approvvigionamento?

FER X, ora mancano le regole operative del GSE

L’entrata in vigore del decreto non significa che tutte le procedure possano partire immediatamente. Uno dei prossimi passaggi decisivi sarà rappresentato dalle regole operative.

Il provvedimento stabilisce che, entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore, il Ministero approvi, su proposta del GSE, le disposizioni applicative. Dovranno chiarire modelli per le domande, qualificazione preliminare, manifestazioni di interesse, cauzioni, modalità di partecipazione, schemi delle procedure, contratti, controlli, criteri tecnici e numerosi altri aspetti necessari a rendere concretamente utilizzabile il sistema.

Successivamente, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto che approverà queste regole, il GSE dovrà emanare l’avviso pubblico per la presentazione delle richieste di qualifica preliminare, tenendo conto del calendario delle aste.

È quindi su questo secondo livello attuativo che si giocherà una parte importante dell’efficacia del nuovo FER X. Il decreto disegna l’architettura, ma saranno tempistiche amministrative, procedure GSE e capacità di trasformare rapidamente le graduatorie in cantieri a determinare il risultato finale.

La posta in gioco va oltre gli incentivi. Con il FER X l’Italia prova infatti a collegare decarbonizzazione, sicurezza della rete, concorrenza, affidabilità degli investitori e sviluppo della filiera industriale. Per imprese e operatori del settore si apre un mercato potenzialmente molto ampio, ma accompagnato da requisiti più rigorosi e da una maggiore responsabilizzazione di chi chiede accesso al sostegno pubblico.

Il testo del decreto FER X definitivo dedicato alle energie rinnovabili

Qui il documento completo.

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