Decreto scuola sul limite degli stranieri, esplode la protesta: “Stato razzista”. Polizia rimuove striscione alla Daneo

Genova. Striscioni, volantinaggi all’ingresso e cori contro la nuova normativa: la mattinata si è aperta all’insegna delle mobilitazioni davanti a diversi istituti scolastici della città. A far scattare la protesta degli studenti è stata l’approvazione del nuovo decreto legge sulla scuola che impone un tetto per la presenza di stranieri nelle classi. Non senza momenti di tensione.
Diversi gli istituti coinvolti: fin dalle prime ore del mattino, gli studenti si sono organizzati in presidi all’ingresso delle scuole per manifestare contro quello che definiscono un provvedimento “razzista e reazionario”. Nei comunicati diffusi dal movimento studentesco Osa si legge la dura condanna verso le politiche dell’esecutivo: “Il Governo tenta di far credere che i nostri nemici siano i nostri stessi compagni di banco, alimentando una guerra tra poveri negli spazi di formazione“. Secondo i promotori della mobilitazione, le priorità della scuola pubblica sono del tutto diverse e drammaticamente trascurate: “Ci troviamo ogni giorno in aule che crollano, senza materiali e con strutture inadeguate alle temperature esterne. Mentre noi chiediamo dove siano i fondi per la scuola pubblica, le risorse vengono destinate al mercato della guerra. Non c’è spazio per il razzismo nelle aule: vogliamo risposte e risorse sui problemi reali”.
Tensione alla Daneo
La mattinata ha preso una piega di tensione davanti all’ingresso della scuola Daneo, in centro storico, dove era stato appeso un striscione con la scritta “Qui nessuno è straniero”, in diverse lingue, applicato sul cancello dell’ingresso. Secondo quanto riportato da diversi genitori presenti, un paio di poliziotti in borghese avrebbero rimosso lo striscione.
Dalle testimonianze raccolte, le modalità di intervento sarebbe state brusche (i genitori parlano di striscione strappato) e ne è nata una accesa discussione con le forze dell’ordine, davanti ai bambini che entravano a lezione.
Il decreto
Al centro delle contestazioni c’è il pacchetto di norme inserito nell’ultimo provvedimento governativo, che introduce una stringente regolamentazione sulla presenza di alunni stranieri e sul decoro negli istituti: tetto al 30% per le classi prime (dal 2027/2028): Il limite massimo del 30% di studenti stranieri per classe entrerà a regime a partire dall’anno scolastico 2027-28 e coinvolgerà unicamente le prime classi di elementari, medie e superiori (senza toccare quelle già formate). Chi supera la soglia rischierà lo smistamento ad altri istituti.
Il tetto si applicherà da subito per gli studenti stranieri che si iscrivono a corso d’anno. Tuttavia, dal conteggio saranno escluse alcune categorie: non rientreranno nel 30% gli alunni nati in Italia, chi ha frequentato con successo almeno due anni di scuola dell’infanzia o chi ha completato tre anni di scuola dell’obbligo senza bocciature. La ratio dichiarata nel testo del decreto punta a «garantire un’equilibrata composizione delle classi, funzionale alla qualità dell’azione educativa e all’integrazione».
Tra i punti più controversi figurano il divieto assoluto di frequentare la scuola indossando il burqa o il niqab e l’obbligo per i genitori stranieri di seguire corsi di alfabetizzazione in lingua italiana, pena sanzioni e il coinvolgimento dei servizi sociali e dei provveditorati in raccordo con i dirigenti scolastici. Il provvedimento interviene anche sul piano didattico e organizzativo, rimodulando l’insegnamento del latino alla scuola media e trasformando gli istituti tecnici con la nuova denominazione formale di «licei tecnici».
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