Delfini a portata di citizen scientist
Il Mar Ionio settentrionale non è il primo posto che viene in mente pensando ai delfini. Eppure il Golfo di Taranto è una delle aree più interessanti del Mediterraneo per chi studia i cetacei: qui nuotano stenelle striate, capodogli e zifi, e i banchi possono contare oltre cento esemplari.
A monitorarli dal 2009 c'è la Jonian Dolphin Conservation, ente riconosciuto dal Ministero dell'Università e della Ricerca e parte della rete intergovernativa ACCOBAMS, che riunisce 24 Paesi per la tutela dei mammiferi marini.
Qui entra in gioco chiunque, non solo i biologi. Una parte della ricerca, infatti, si fa con l'aiuto di volontari comuni: è la citizen science, la scienza partecipata in cui i cittadini raccolgono dati utili agli scienziati. Con il programma "Ricercatori per un giorno" si sale a bordo delle imbarcazioni dell'associazione e si contribuisce davvero: avvistamenti, osservazione dei comportamenti, foto per riconoscere i singoli individui. Non è una gita, è un tassello di una serie storica che va avanti da oltre quindici anni in collaborazione con l'Università di Bari e il CNR-STIIMA.
Come si studiano animali che passano gran parte della vita sott'acqua? Con strumenti diversi. I tag satellitari ricostruiscono gli spostamenti e l'uso dell'habitat. Gli idrofoni del laboratorio di acustica registrano le vocalizzazioni, perché ascoltare i delfini significa capirne struttura sociale ed ecologia. A questo si aggiunge il monitoraggio dell'avifauna marina svernante, dalla berta minore alla pulcinella di mare.
Per chi vuole andare oltre la singola giornata, l'associazione organizza anche spedizioni di più giorni in mare aperto. Tutte le informazioni e il calendario sono sul sito ufficiale, insieme alle modalità per sostenere la ricerca o fare un tirocinio..
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