Delitto di Garlasco, attesa per la nuova chiusura delle indagini su Sempio. Faro su Dna, impronte e personalità
Per la seconda volta in pochi mesi scatta l’ora ‘X’ per Andrea Sempio e la nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Salvo sorprese dell’ultima ora lunedì 28 settembre la Procura di Pavia si appresta a notificare al 38enne il nuovo avviso di chiusura delle indagini preliminari, dopo quello del 7 maggio, per omicidio volontario di Chiara Poggi pluriaggravato dalla crudeltà per il “numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima”, di cui “almeno 12” sul cranio e sul volto, e i motivi abietti per aver mostrato “odio” verso la 26enne uccisa il 13 agosto 2007 a “seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”.
La data di fine indagine l’ha indicata lo stesso Procuratore pavese, Fabio Napoleone, a fine maggio. Comunicando di aver incaricato il medico psichiatra, professor Roberto Catanesi, di realizzare una consulenza personologica su Sempio per accertare l’esistenza di eventuali “condizioni patologiche” presenti 19 anni fa, all’epoca del delitto, in grado di incidere sulla “capacità di intendere e di volere” o sulla presenza di “eventuali disturbi” che lo rendano non imputabile, oltre a un giudizio sulla “pericolosità sociale” dell’indagato.

Catanesi ha chiesto nelle scorse settimane di incontrare Sempio per dei colloqui, incontrando il rifiuto dell’indagato che ha deciso di non sottoporsi. L’elaborato si fonderà quindi su un giudizio basato sugli ormai celebri audio di Sempio – intercettati dalle cimici in auto mentre parla da solo, sia all’epoca della prima indagine a suo carico nel 2017, sia nel 2025 -, interviste rilasciate in tv, bigliettini, scritti, diari, post sui social network e forum che sono stati acquisiti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano nel corso dell’inchiesta.
Quella personologica è l’ultima consulenza tecnica che manca all’appello delle pm Valentina De Stefano, Giuliana Rizza con l’aggiunto Stefano Civardi e che dalla prossima settimana sarà depositata ed entrerà nella disposizione dei legali di Sempio, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, e di quelli dei genitori e del fratello di Chiara Poggi, gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna.
Alla Procura sono già stati prodotti i supplementi di consulenze affidati all’anatomopatologa più famosa d’Italia, Cristina Cattaneo, e che si è già occupata dell’orario della morte e della dinamica dell’omicidio, sulle misurazioni antropometriche di Sempio dopo che la difesa dell’indagato ha contestato alcuni risultati sostenendo che le loro misurazioni escluderebbero completamente il 38enne dalla possibilità di essere collocato sulla scena del crimine e quella sulla impronta a ‘pallini’ della suola insanguinata di una scarpa Frau numero 42 – che le sentenze passate in giudicato attribuiscono al killer ricostruendo il suo percorso dentro la villetta di via Pascoli – che è stata affidata al tenente colonnello del Ris, Gianpaolo Iuliano, e al dottor Nicola Caprioli.
Quarta e ultima consulenza è il nuovo approfondimento genetico chiesto al professor Carlo Previderè per riesaminare il Dna sulle unghie della 26enne uccisa, l’elemento da cui è partita la Procura di Pavia tra fine 2022 e 2023 per chiedere di poter riaprire le indagini già archiviate due volte sul commesso di Voghera, nel 2017 e nel 2020. Nel 2024 Previderè, assieme alla collega Pierangela Grignani, aveva condiviso le conclusioni depositate dai consulenti dell’ex fidanzato di Chiara Poggi condannato in via definitiva a 16 anni, Alberto Stasi, il dottor Ugo Ricci e il professore tedesco, Lutz Rower, sull’utilizzabilità di quei frammenti di dna, la possibilità di comprarli e attribuirli alla linea paterna del nuovo indagato.

Secondo i genetisti dai “numerosi reperti” consegnati dai carabinieri di Milano “sono emersi cinque differenti aplotipi Y, riconducibili a cinque differenti linee maschili”. Quattro di questi sono stati esclusi dalla comparazione con i dna ricavati dai frammenti di unghie della vittima.
Uno invece è “compatibile” con quello ricavato dal quinto dito della mano destra e il primo della mano sinistra (l’indicazione di quali siano dita in realtà è puramente convenzionale) di Chiara Poggi e sarebbe “perfettamente sovrapponibile” con il cosiddetto “campione CT28112016”: cioè con il profilo genetico Y ottenuto nel dicembre 2016 dai consulenti di Stasi (Linarello-Fabbri) su un cucchiaio, una tazzina da caffè e su una bottiglia d’acqua da 50 cl prelevati all’insaputa di Andrea Sempio da alcuni investigatori privati della società SKP nel corso delle indagini difensive seguite alla condanna in Cassazione di Stasi.
Il materiale biologico sulle unghie di Chiara Poggi dal 2014 – con la perizia De Stefano realizzata nel corso del processo d’appello bis – non esiste più ed è andato consumato.
Esistono invece i tracciati elettroforetici per le comparazioni da effettuare grazie alle interpretazioni dei grafici da parte degli scienziati e che sono stati al centro della perizia disposta in incidente probatorio dalla gip di Pavia, Daniela Garlaschelli, e affidata all’esperta della polizia scientifica, Denise Albani. Dopo sei mesi di analisi e contraddittorio, nel corso del 2025, Albani ha concluso che su due unghie di Chiara Poggi c’è una traccia mista (doppio profilo maschile), parziale (incompleta) e aplotipica (Y) che è compatibile con la linea paterna del 38enne ma è insufficiente a identificare “un singolo soggetto” e non lo avrebbe consentito nemmeno se i profili fossero stati “completi, consolidati e attribuibili a una singola fonte”.
Ciò che non si sa e, allo stato attuale delle “conoscenze” della “comunità scientifica internazionale”, non si saprà mai, è se si trovino “sotto o sopra” le unghie, da “quale dito” provengano, come si siano depositate, perché ciò sia avvenuto, se con una “contaminazione” o per “trasferimento”, “diretto o mediato”, e “quando” ciò sarebbe avvenuto. Dal momento in cui i legali di Andrea Sempio entreranno in possesso del nuovo avviso 415 bis e delle nuove consulenze scatteranno nuovamente i 20 giorni di tempo per chiedere di essere interrogato (improbabile dopo che già a maggio si è avvalso della facoltà di non rispondere) e depositare a loro volta dei contro-elaborati per minare le ipotesi dell’accusa.
A quel punto la Procura pavese dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio e che venga celebrato un processo a carico del 38enne o l’archiviazione del fascicolo.
Sul fronte della revisione per Stasi, nei mesi scorsi la Procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, unica magistrata titolata a chiedere alla Corte d’appello di Brescia di rivedere la condanna dell’ex fidanzato, ha detto che in astratto Pavia può chiedere il processo a Sempio senza attendere la revisione del condannato in via definitiva.
La più alta magistrata inquirente del distretto di Milano, assieme alla sua vice, l’avvocata generale Lucilla Tontodonati, ha letto le carte giunte al suo ufficio da maggio a oggi da Pavia, ma non ha presentato una propria istanza di revisione né ha effettuato valutazioni definitive sul caso. Non ha vincoli temporali o termini e potrebbe anche non effettuarle mai, se non convinta della bontà della revisione. Per Stasi resta la possibilità di presentare autonomamente la propria istanza di revisione a Brescia (come ha già fatto nel 2020-21 vedendola respinta) attraverso i propri difensori, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis.

Questo articolo Delitto di Garlasco, attesa per la nuova chiusura delle indagini su Sempio. Faro su Dna, impronte e personalità proviene da LaPresse
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)