Delitto di Garlasco, Lovati: “Procura Pavia attende revisione per Stasi. Lui e Sempio innocenti”

14 Settembre 2026 - 18:15
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Delitto di Garlasco, Lovati: “Procura Pavia attende revisione per Stasi. Lui e Sempio innocenti”

Nuova tappa nelle inchieste legate al delitto di Garlasco. Secondo l’ex avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, la Procura di Pavia “non chiuderà le indagini” della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco il 28 di settembre. “Ci sarà una richiesta di proroga perché devono attendere la revisione di Alberto Stasi“, ha detto il legale questa mattina in tribunale a Milano a margine del suo processo per diffamazione aggravata nei confronti dello studio legale Giarda, gli ex difensori di Stasi dal 2007 al 2018, a cui aveva attribuito una “macchinazione” e “manipolazione organizzata” dietro la prima inchiesta del 2016-17 nei confronti di Sempio. “Più che allo studio legale mi riferivo all’agenzia investigativa nominata dallo studio legale, bisogna distinguere”, ha detto Lovati ai cronisti riferendosi a quando, nell’autunno 2016, senza il consenso di Sempio, gli investigatori della SKP di Luca Tartaglia su mandato dalla difesa Stasi acquisirono il suo profilo genetico da una tazzina di caffè, un cucchiaino di metallo e una bottiglietta di plastica per svolgere le indagini difensive dopo la condanna di Stasi passata in giudicato nel dicembre 2015. “Parlai di macchinazione riferendomi a quella del 2017 e poi dissi ‘speriamo che anche questa volta non si tratti di altrettanto'”, aggiunge. “Non era un termine diffamatorio e adesso cercherò di spiegarlo”, ha concluso l’ex difensore del commesso di Vigevano dichiarandosi “tranquillo” per l’accusa a suo carico. “Sono abituato ai processi”.

Lovati: “Deciderò se far testimoniare Sempio, lui e Stasi innocenti”

Andrea Sempio e Alberto Stasi sono entrambi innocenti. È tornato a sostenere questa tesi l’avvocato Massimo Lovati, ex difensore del 38enne indagato a Pavia per l’omicidio volontario pluriaggravato di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto 2007, prima di entrare alla prima udienza del suo processo per diffamazione nei confronti degli ex difensori del fidanzato condannato in via definitiva per il delitto, gli avvocati Fabio ed Enrico Giarda. “Sì”, ha risposto secco Lovati ai cronisti che gli chiedevano se fosse ancora convinto dell’innocenza del suo ex assistito. “Ma anche di quella di Stasi”, ha aggiunto, ribadendo una posizione già espressa nell’ultimo anno e mezzo. L’avvocato Lovati non ha fugato i dubbi rispetto alla possibile citazione di Sempio nel suo procedimento penale: “Non è ancora citato, lo teniamo da parte e ci riserviamo di citarlo – ha proseguito -. Per adesso non è ancora inserito”. Il difensore si è mostrato sereno per l’accusa di diffamazione e ha annunciato che “nel corso del processo ci saranno molti chiarimenti” che potrebbero anche “incidere” sull’inchiesta principale della Procura di Pavia.

Lovati ha già risarcito i Giarda, disse “manipolare dna è come stupro”

Lovati ha già risarcito una volta gli ex difensori di Alberto Stasi dello studio legale Giarda dopo aver dichiarato che “manipolare il dna di una persona è inaccettabile, è come uno stupro”. È quanto emerso questa mattina nel processo a suo carico per diffamazione aggravata nei confronti di Fabio ed Enrico Giarda, per aver definito l’inchiesta del 2017 su Sempio una “macchinazione” del loro studio legale. Nell’udienza di ammissione prove i figli del professor Angelo Giarda, storico difensore di Stasi fino alla Cassazione, hanno depositato al giudice Gianluca De Rosa della terza sezione penale le prove di una transazione economica (la cifra è coperta da accordo di non divulgazione) in cambio del ritiro della querela dopo che Lovati, assieme al collega Simone Grassi (un altro dei difensori di Sempio nel 2017), erano finiti imputati di diffamazione per alcune frasi pronunciate durante una puntata di Quarto Grado.

Il processo, intanto, è stato rinviato al 9 novembre per le prime testimonianze: verranno sentiti proprio i fratelli Giarda, costituiti parte civile, che lunedì mattina hanno prodotto anche una serie di documenti e consulenze: la relazione della società investigativa SKP di Luca Antonio Tartaglia che, nello svolgere indagini difensive per Stasi nel 2016, aveva sollevato alcuni sospetti su Sempio in relazione al dna, i profili social e le tre telefonate di pochi secondi effettuate verso casa di Chiara Poggi il 7-8 agosto 2007, una settimana prima dell’omicidio. Nel processo entrano anche le consulenze genetiche dell’epoca del professor Linarello e del dottor Fabbri sulla isolabilità e la compatibilità fra l’aplotipo Y di Sempio e le tracce di dna repertate sulle unghie di Chiara Poggi, argomenti che a Pavia sono stati oggetto del lungo incidente probatorio nel corso del 2025 affidato alla perita Denise Albani. Depositato anche il decreto di archiviazione della gip Anna Calabi nei confronti di Angelo Giarda e l’investigatore Tartaglia che, nel 2020-21, furono indagati su querela di Lovati per violazioni del codice della privacy e diffamazione nei confronti di Sempio. L’inchiesta dell’expm Fabio de Pasquale non rilevò alcun reato. Infine è stato prodotto un articolo dell’epoca del settimanale ‘Oggi’ secondo cui le analisi sul profilo genetico di Sempio sarebbero state svolte in Svizzera (contro le norme). Articolo che portò alla querela, depositata a Bergamo, del giornalista Giangavino Sulas (oggi defunto) e del direttore Umberto Brindani. Querela ritirata dalla difesa Stasi dopo una lettera di scuse in cui si affermava di aver pubblicato una notizia non fondata. La testimonianza del direttore di quel laboratorio svizzero, Ezio Denti, chiesta dal difensore di Lovati, l’avvocato Fabrizio Gallo, non è stata accolta. Il giudice si è riservato di decidere, nel corso o al termine del processo, se far testimoniare un’amica di Sempio che sarebbe stata presente quando gli investigatori della SKP hanno prelevato la tazzina di caffè del 38enne per estrarne il dna e quella dello stesso Andrea Sempio. Lovati ha chiesto che il suo ex assistito venga sentito come indagato in procedimento connesso con le garanzie di legge.

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