Delmastro, la richiesta sulle chat torna alla Giunta della Camera. Contraria FI: “Procedura anomala”
Rinviato l’esame della richiesta di autorizzazione dell’utilizzo delle chat dell’ex sottosegretario alla Giustizia di FdI Andrea Delmastro Delle Vedove con Mauro Caroccia, previsto per giovedì nell’aula della Camera. Dopo la lettera arrivata dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi, la questione torna all’attenzione della Giunta per le autorizzazioni della Camera, dove è stato convocato un Ufficio di presidenza. È quanto ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
La vicenda
Mauro Caroccia è indagato insieme alla figlia Miriam per riciclaggio e intestazione fittizia di beni nell’ambito dell’inchiesta sulla società ‘Le 5 Forchette’, nella quale aveva una partecipazione anche l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, che non è indagato. Secondo la Direzione distrettuale antimafia di RomaCaroccia e la figlia Miriam avrebbero trasferito e successivamente investito, anche nella fase iniziale di avviamento, nella società ‘Le 5 Forchette’, che gestisce il ristorante ‘Bisteccheria di Italia’ a Roma, e di cui è stato azionista Delmastro, i proventi derivanti dalle attività illecite riconducibili al clan Senese. L’obiettivo, secondo quanto emerge, sarebbe stato quello di consentire allo stesso sodalizio criminale di accrescere e consolidare ulteriormente la propria presenza e influenza sul territorio. Le contestazioni evidenziano inoltre come tali operazioni avrebbero avuto anche lo scopo di sottrarre beni e attività illecitamente accumulati dall’associazione criminale a possibili misure di sequestro, in vigore a partire dal 17 dicembre 2024. Un comportamento che, sempre secondo l’impianto accusatorio, risulterebbe aggravato dall’aver agevolato in maniera concreta un’organizzazione di stampo mafioso, rafforzandone le capacità operative ed economiche. Delmastro non è indagato nella vicenda, ma dopo lo scoppio della bufera, e il contestuale risultato referendario, ha rimesso la carica da sottosegretario.
Forza Italia contro rinvio in giunta, procedura anomala
“Devo dire che è una procedura non solo inedita ma anche anomala”, ha detto il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa, dopo il rinvio. “Io – sottolinea – sono in Giunta autorizzazioni da tanti anni e non avevo mai visto che un’ora prima della votazione arrivassero dei documenti nuovi da parte di una procura e si bloccasse l’iter già con il parere della Giunta autorizzazioni predisposto sul quale l’aula doveva esprimersi. Poniamo un caso diverso in futuro. Poniamo che ci sia una richiesta di arresto nei confronti di un deputato, che la Giunta autorizzazioni si esprima, che si arrivi in Aula e che magari il legale di quel parlamentare depositi una memoria in procura. Cosa fa la procura? La trasmette all’Aula e si blocca l’Aula e si blocca e si paralizza il percorso? Attenzione, perché questo potrebbe creare un precedente a degli escamotage dilatori”. “Noi dobbiamo a un certo punto definire, abbiamo anche dei termini per decidere queste questioni. Ovviamente, ci devono essere tutti gli approfondimenti istruttori che ci sono stati”. Tra l’altro, “da quello che ho capito, la procura pare che abbia detto: io vi trasmetto la memoria che ho ricevuto dalla difesa di un indagato, che però io non ho aperto e che probabilmente ha il contenuto delle chat, apritelo voi se volete”, conclude Costa.
Cirielli (FdI): “Rinvio Giunta su sollecitazione pericoloso precedente”
“La vicenda relativa all’utilizzo delle chat digitali dell’onorevole Delmastro non riguarda una questione di interesse personale o di tutela del parlamentare in sé – che, peraltro, ha già ampiamente dichiarato di non essere contrario all’acquisizione, non avendo nulla da temere – ma attiene alla difesa delle prerogative parlamentari, poste a tutela della democrazia e non certo dei singoli individui”, ha dichiarato Edmondo Cirielli, deputato e coordinatore della Direzione nazionale di Fratelli d’Italia. “Il fatto che una procura si permetta di scrivere a poche ore da un voto compromettendo il funzionamento di una norma voluta dai nostri padri costituenti, creando un pericoloso precedente, conferma il tema dell’ingerenza del potere giudiziario nei confronti del potere legislativo. La Costituzione non può essere difesa a giorni alterni”, ha concluso.
Il presidente della Giunta Dori: “OK ad accesso chat a membri della Giunta”
“La maggioranza non vuole consentire l’accesso alla documentazione e alle chat inviate dalla Procura di Roma. Io invece ho il dovere, come Presidente, di tutelare il diritto di tutti i membri Giunta di poter prendere visione della documentazione per avere un quadro completo. Non c’è motivo perché la Giunta inibisca a sé stessa tale accesso, pur entro gli usuali limiti di divulgabilità. Pertanto darò agli uffici il via libera alla visione della documentazione a partire da domani mattina per consentire di organizzare la visione con criteri di non divulgabilità. Mai la Giunta ha limitato l’accesso a sé stessa. Ci sono precedenti in tal senso e non intendo compromettere i diritti dei commissari e violare le prerogative parlamentari”, ha affermato il presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera, Devis Dori, al termine dell’Ufficio di presidenza della stessa Giunta.
I componenti della Giunta potranno solo visionare, a partire dalle 10 di domani, il cd con la documentazione inviata dalla Procura di Roma, che verosimilmente dovrebbe contenere il materiale depositato dalla difesa del ristoratore Mauro Caroccia, le cui chat con Delmastro potrebbero risultare essenziali – come viene asserito – ai fini investigativi, anche a garanzia dell’indagato. Lo stesso Dori ha spiegato che la nuova richiesta di Lo Voi è stata inviata perché c’è “bisogno di verificare la corrispondenza tra quanto depositato dalla Difesa e il dispositivo sequestrato” a Caroccia.
“Con ogni probabilità lunedì, o al massimo martedì, si terrà una seduta di giunta con votazioni. Si esamineranno la proposta del relatore Pittalis e le due annunciate relazioni di minoranza. In quella sede si voterà non l’autorizzazione ma se procedere con un’integrazione istruttoria a seguito della richiesta del procuratore Lo Voi o andare direttamente in aula”, ha concluso Dori.
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