Deschamps addio amaro, altro che Brasile del 1970: la Francia ha fatto la fine del Brasile del 1982
I Bleus dell'attacco stellare, grandi favoriti dei Mondiali, perdono in semifinale contro la Spagna: finisce l'era Deschamps
Durante la prima fase di questi Mondiali, la Francia era stata paragonata, in modo tanto suggestivo quanto irriverente, al Brasile del 1970, che quasi unanimemente è considerata la nazionale più forte di tutti i tempi. Il poker delle meraviglie dei Galletti, Mbappé-Olise-Dembelé-Barcola (o Doué), come Jairzinho, Pelé, Rivelino, Tostão? Di fronte alla storia, la cronaca ha detto di no: la netta sconfitta dei Bleus in semifinale contro la Spagna ridimensiona la Francia. E il paragone che regge di più, oggi, è con altre due edizioni del Brasile, quelle del 1982 e del 2006, partite entrambe da favorite per la vittoria finale e poi uscite con le ossa rotte contro l'Italia di Paolo Rossi e la Francia di Zinedine Zidane.
IL BILANCIO DI DESCHAMPS
Già, Zidane. Con tutta probabilità sarà lui a prendere il posto di Didier Deschamps sulla panchina della Francia, che lascerà la guida dei transalpini dopo 14 anni, e un bilancio di un Mondiale e una Nations League vinti (2018 contro la Croazia e 2021 contro la Spagna), una finale Mondiale e una finale Europea perse (2022 ai rigori contro l'Argentina e 2016 in casa contro il Portogallo). E' un bilancio lusinghiero o ci sono i termini per recriminare? Certo, vincere un Mondiale è cosa che resta per sempre, e Deschamps lo ha fatto due volte, prima da calciatore (e capitano) e poi da commissario tecnico. Ma la Francia ha anche perso tanto in questi anni, e nel bilancio pesano soprattutto la sconfitta a Parigi, in finale degli Europei, contro un Portogallo anche privo di Cristiano Ronaldo nella parte conclusiva della partita, e il fresco ko di ieri, a Dallas, contro la Spagna di De la Fuente.
LA BESTIA NERA
E' la Spagna la bestia nera della Francia di Deschamps: tre semifinali contro la Roja, tre sconfitte. Nel 2024 a Monaco di Baviera il 2-1 nel penultimo atto dell’Europeo, lo scorso anno a Stoccarda il 5-4 in quello della Nations League, con la Spagna che si era portata addirittura sul 5-1. E infine ieri: un 2-0 anche troppo stretto per la differenza che si è vista in campo fra le due squadre. E una lezione di De la Fuente a Deschamps: contro il centrocampo a due (Rabiot e Tchouaméni) più le quattro stelle, è stato gioco facile per la Spagna di Rodri, Fabian Ruiz e Dani Olmo controllare la mediana e, di conseguenza, la partita.
L'AMMISSIONE
A fine gara, Mbappé ha manifestato il suo rammarico così: "All'inizio ci siamo sempre ritrovati in tre contro due a centrocampo. Contro la Spagna è complicato: Rodri e Fabian avevano troppo tempo per giocare. È lì che abbiamo fallito, nella comunicazione del pressing. Credo che avremmo dovuto giocare uomo contro uomo e costringerli a correre con noi".
Mentre Deschamps, al di là della considerazione sull'arbitro ("Adatto per una semifinale Mondiale?"), ha ammesso: "La prima ragione della sconfitta è stata tecnica: sono stati superiori. Noi abbiamo fatto degli errori e a questo livello è così, si pagano, anche se fa male dirlo. La delusione è notevole. Oggi la Spagna ha mostrato qualcosa in più".
Una dichiarazione amara dopo una sconfitta amarissima: nel giorno di festa nazionale, 14 luglio, la Francia delle stelle dice addio al suo sogno. E Deschamps si congeda, avendo vinto due trofei, sì, ma avendo anche perso tanto, forse troppo.
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