Dialogo di Antalya: la Turchia guida l’iniziativa globale per un’azione integrata su clima, territorio e biodiversità

Il governo turco, nell’ambito dell'Iniziativa Globale del G20 per la terra presso la Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione (UNCCD), ha riunito i membri del G20, le presidenze attuali e future della COP, le agenzie partners, le iniziative pertinenti e gli enti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per il Dialogo di Antalya. L’incontro pre-COP31 dell’UNFCCC si è concentrato sulla raccolta di prospettive per rafforzare le sinergie tra le tre Convenzioni di Rio sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), la Biodiversità (CBD) e la Desertificazione, la Desertificazione (UNCCD), nell’ambito delle priorità della Turchia per la Action Agenda COP31. Il Dialogo di Antalya ha evidenziato una forte convergenza sulla necessità di passare dal riconoscimento politico all’attuazione, sottolineando il ripristino del territorio come punto di convergenza operativo tra le agende climatiche, sulla biodiversità e sulla gestione del territorio, con benefici diretti per le persone, i mezzi di sussistenza e la resilienza.
Il Dialogo di Antalya può essere considerato come un’opportunità per superare la frammentazione e puntare a un’attuazione integrata delle tre Convenzioni di Rio. Non a caso il dibattito sulle sinergie di Rio si è spostato in modo decisivo dal “perché” al “come”. Le discussioni durante l’incontro hanno sottolineato che, sebbene obiettivi, impegni e iniziative globali esistessero già, la frammentazione dei sistemi di pianificazione, delle strutture di finanziamento, dei processi di rendicontazione e dei meccanismi di coordinamento nazionali continua a ostacolare un’attuazione integrata e coordinata. La problematica non consiste più nel riconoscere la natura interconnessa dei cambiamenti climatici, della perdita di biodiversità e del degrado del suolo, ma nel realizzare un’attuazione che funzioni concretamente sul campo a beneficio delle persone e degli ecosistemi. È importante garantire che le sinergie di Rio si traducano in risultati concreti. Dunque, si auspica una maggiore attenzione alle cause profonde della frammentazione e delle lacune nell’attuazione.
Il restauro ecologico è stato individuato come un percorso di attuazione pratico e immediato, condiviso tra le tre Convenzioni di Rio. I partecipanti al Dialogo di Antalya hanno sottolineato che le stesse aree territoriali sono contemporaneamente rilevanti per gli obiettivi climatici, gli impegni in materia di biodiversità e gli obiettivi di neutralità del degrado del suolo dei vari Paesi, eppure questi impegni continuano spesso a essere pianificati, finanziati e monitorati separatamente. Il restauro ecologico di terreni agricoli rappresenta una delle opportunità più efficaci per accelerare i progressi in materia di azione per il clima, protezione della biodiversità e resilienza alla siccità, rafforzando al contempo l’attuazione di tutte e tre le convenzioni.
Occorre mettere in evidenza che i sistemi alimentari e la sicurezza alimentare sono emersi come aree importanti per promuovere le sinergie della Convenzione di Rio nell’ambito della Action Agenda COP31. I partecipanti al Dialogo di Antalya hanno sottolineato che la gestione sostenibile del territorio all’interno dei sistemi alimentari potrebbe supportare la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, la conservazione della biodiversità e la resilienza alla siccità, contribuendo al contempo a sistemi di produzione alimentare più sicuri e resilienti.
In questo senso è possibile affermare che la sicurezza alimentare ha il potenziale per unire i paesi sviluppati e in via di sviluppo attorno a un’agenda di attuazione condivisa. E dunque, necessario rafforzare il coordinamento tra i diversi sistemi istituzionali. I processi di pianificazione e rendicontazione sono importanti tanto quanto i meccanismi di coordinamento nazionale e transnazionale. Questa è la sfida più significativa nell’attuare la sinergia che evolve le tre convenzioni di Rio; gli altri ostacoli sono invece rappresentati da insufficienza di finanziamenti e incompatibilità di talune politiche di sviluppo.
Il Protocollo sulle sinergie di Rio 2025 della Turchia, che ha stabilito il coordinamento tra i tre punti focali nazionali attraverso un gruppo di lavoro congiunto e un piano d’azione annuale, è stato citato come modello pratico di coerenza istituzionale e attuazione integrata. Tra gli altri esempi condivisi durante il Dialogo figurano il Segretariato Generale per la Pianificazione Ecologica francese, che coordina la pianificazione ecologica tra i ministeri governativi, il sistema tecnico unificato della Namibia a supporto della rendicontazione per tutte e tre le convenzioni e il Nature Pledge di Panama, che riunisce gli impegni in materia di clima, biodiversità e suolo in un unico quadro nazionale unificato.
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