Don Emanuele, una vocazione in musica
Don Emanuele dirige il coro dei compagni a San Paolo fuori le MuraDallo spartito con le musiche liturgiche al Vangelo. Il passo per don Emanuele Guido, ventiseienne originario della parrocchia Beata Vergine Assunta di Crugnola di Mornago (Va), è stato breve. Ed è proprio nella sua comunità, dove ha svolto il servizio all’altare e poi animato le celebrazioni suonando l’organo, che è nata la sua vocazione.
«La passione per la musica l’ho respirata in famiglia, con le mie sorelle che suonavano il violino – racconta -. Io ho iniziato con il pianoforte, ma lo strumento che mi ha sempre affascinato per la grandezza, la potenza dei suoni e per il fatto che mani e piedi potessero far suonare insieme registri diversi, è l’organo».
Musica e liturgia
Don Emanuele sottolinea come negli anni abbia imparato a mettere la sua passione a servizio della liturgia, perché l’esecuzione deve intrecciarsi con la fede. «Mentre suoni preghi tu e devi far pregare gli altri – spiega -, aiutandoli, scegliendo testi adatti per i momenti principali della liturgia».
Attraverso le note il Signore gli ha parlato, facendo maturare in lui, anche con l’esempio di preti contenti, la vocazione sacerdotale. «Sono entrato in Seminario nel settembre 2019 e qui la musica ha trovato nuovi stimoli attraverso le lezioni di don Claudio Burgio prima e di don Riccardo Miolo poi» racconta, e aggiunge: «In Seminario ho continuato a suonare l’organo accompagnando la liturgia della comunità e per due anni ho diretto il coro polifonico».
Una passione condivisa
Il testo, la musica, l’esecuzione con le pause e i silenzi sono diventati per don Emanuele elementi preziosi per ascoltare la voce di Dio e lasciarsi sorprendere dalla sua presenza. «La cosa bella è che, attraverso la mia passione, ho visto crescere anche negli altri miei compagni l’interesse per la musica – dice -, tanto da portarsi la chitarra al bar del Seminario per intonare qualche canto o uscire per andare ad assistere a qualche concerto tutti insieme».
In quest’ultimo anno di diaconato, condividere la musica con tante persone incontrate nel cammino, lo ha portato a collaborare nella composizione dell’inno dei candidati, il cui titolo riprende il motto Cristo è tutto per noi.
«È stato davvero un bel gruppo di lavoro – spiega -, che ha coinvolto me e altri miei compagni, insieme a don Miolo, don Norberto Valli, nostro insegnante di liturgia, e alle Romite ambrosiane, che ci hanno dato una mano nella stesura del testo: parla della vita di Gesù, concentrandosi in particolare sull’evento pasquale. Il testo poi è stato consegnato al nostro maestro di organo e docente, Fabrizio Vanoncini, che ci ha fatto diverse proposte di melodie. Così è nato un inno corale di cinque strofe, senza ritornello, che si ripetono con la stessa melodia e si concludono con Cristo è tutto per noi, avvantaggiando il canto dell’assemblea».
Ora don Emanuele è curioso di scoprire come il Signore si farà presente nel ministero attraverso la sua passione per le sette note, convinto che «la musica fa comunità».
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