«Don Gnocchi ci insegna a ritrovare speranza aiutando gli altri»

07 Ottobre 2026 - 07:25
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«Don Gnocchi ci insegna a ritrovare speranza aiutando gli altri»

Quindici chilometri da Cernusco sul Naviglio a Milano, per pregare per la pace e per le vocazioni sulle orme del beato Carlo Gnocchi. Sabato 10 ottobre, in occasione della Madonna del Rosario, i diciottenni e i giovani sono invitati a camminare insieme ai seminaristi di Venegono e del Pime, dall’oratorio Sacer all’Istituto Gonzaga, per la maggior parte lungo il Naviglio.

Ad accoglierli saranno anche i giovani di Cernusco, pronti a raccontare ai coetanei che cosa dice oggi la testimonianza del Beato. Proprio a Cernusco, nel 1925, don Gnocchi iniziò il ministero come coadiutore, dedicandosi all’oratorio. Il 25 ottobre 2025 il Sacer è stato intitolato a lui, nel centenario di quella presenza. Per i ragazzi che lo frequentano, conoscerne la storia è diventato un modo per interrogarsi sul servizio, sull’accoglienza e sulla pace.

Come anticipa Tommaso Garzone, che riconosce nella sua vita una risposta alla fatica di sperare della propria generazione. L’impegno per i bambini mutilati dalla guerra mostra quanto il servizio possa restituire futuro a chi soffre e dare una direzione a chi si mette a disposizione: «Può essere un buonissimo esempio di come si può portare e ritrovare speranza nelle altre persone, aiutandole prima di tutto».

Anche Noemi Del Carro è stata colpita dalla tenacia del Beato: pur senza avere sempre i mezzi necessari, metteva in gioco tutto se stesso per chi era emarginato e aveva meno sostegno. Ester Galimberti sottolinea la capacità di trasformare il dolore in responsabilità. Una speranza che chiede di mettersi in gioco, come osserva anche Luca Baroni: «Non avere mai timore e paura di mettersi a servizio e dare una mano in qualsiasi possibile forma».

La disponibilità di don Gnocchi a intraprendere nuove strade di assistenza invita a superare l’esitazione davanti a un servizio sconosciuto e la barriera del pregiudizio. A Cernusco questa riflessione è diventata concreta: nel percorso avviato nel 2025, la comunità ha lavorato per accogliere e includere meglio bambini, ragazzi e famiglie con bisogni educativi specifici, traducendo la memoria del Beato nell’impegno a non lasciare indietro nessuno.

Che cosa significhi trovare una Chiesa e una comunità pronta ad accompagnare lo racconta Martina Villa. Arrivata in oratorio a metà della prima superiore, conosceva poco quel mondo e non era stata battezzata da piccola. Gli adolescenti e gli educatori sono stati decisivi nella scoperta della fede. Battezzata lo scorso aprile, ha scelto come padrino e madrina due educatori, per lei punti di riferimento. «È molto importante avere una comunità attorno sempre pronta ad accoglierti, aiutarti e anche guidarti».

In un tempo segnato da guerre e incertezze, la preghiera per la pace sarà al centro del pellegrinaggio. Per Tommaso, affidare questa intenzione significa «riuscire a sperare nonostante tutto il male che ci circonda, credere che il bene possa sovrastarlo». La forza viene dal Signore e dalla comunità, dall’oratorio e dai momenti di preghiera. Camminare insieme permetterà di sperimentare questa vicinanza anche nel passo: adattarsi agli altri, condividere la fatica, lasciarsi aiutare. «È importante camminare insieme con il cuore», dice Noemi, anche quando si è distanti.

Prima della partenza, i partecipanti potranno incontrare un segno del percorso dei ragazzi del Sacer: la reliquia di don Gnocchi, custodita in un reliquiario pensato dai giovani dell’oratorio. Don Andrea Citterio spiega che richiama il gesto delle perline, dei grani del Rosario, proposto dal Beato ai più sofferenti per rinnovare la speranza nella difficoltà: «Speriamo che per chi verrà vedere questo segno sia un modo di intraprendere un cammino di speranza». La presenza dei seminaristi unirà la domanda su quale forma dare alla propria vita, a partire dall’amore ricevuto e dall’amicizia con Gesù.

Il ritrovo è alle 14.30 all’oratorio Sacer, raggiungibile con la M2, fermata Cernusco sul Naviglio. Per chi arriva in auto sono consigliati i parcheggi di via Marcelline o quelli vicini alla metropolitana. L’arrivo è previsto verso le 19.30 all’Istituto Gonzaga di Milano, dove si terrà l’adorazione eucaristica, seguita dalla cena libera. Il rientro sarà possibile in metropolitana. Alla partenza sarà raccolto un contributo di 5 euro a persona per la Casa della Carità di Milano: un gesto di solidarietà per accompagnare, fin dal primo passo, la preghiera e il cammino.

 

 

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