DR, Di Risio: cresceremo ancora, sui cinesi serve chiarezza
Imola, 8 giu. (askanews) – DR Automobiles punta a crescere ancora nel 2026, ma il mercato auto europeo resta in una fase di forte turbolenza per l’arrivo massiccio dei costruttori cinesi e per il nodo delle omologazioni delle auto Made in China. Lo ha detto il presidente di DR Automobiles, Massimo Di Risio, a margine della presentazione della nuova Osca MT6 a Imola.
“Pensiamo di crescere ancora un po’ anche quest’anno, anche se è un momento molto complesso e difficile, di transizione”, ha spiegato Di Risio, sottolineando che l’ingresso dei marchi cinesi sta cambiando gli equilibri del mercato. “Sono molto aggressivi, anche commercialmente, forse troppo, anche oltre il necessario. Credo che arriveremo a una fase di equilibrio nel 2027 e anche loro dovranno ridimensionarsi in qualche modo”. Secondo il presidente di DR, i costruttori cinesi “sono arrivati in massa” e oggi “si fanno tra loro una concorrenza estrema”.
Ma il tema più delicato, ha aggiunto, riguarda le omologazioni. “Molte vetture cinesi arrivano in Italia e in Europa senza essere omologate come auto di serie, sfruttando l’omologazione individuale, che non è sicuramente corretta per un’auto di serie”. Di Risio ha parlato di “concorrenza sleale” nei confronti dei gruppi che investono per completare l’intero iter omologativo europeo. “Noi investiamo tanto per superare tutti i test. Invece qualcuno arriva con vetture che probabilmente non coprono neanche il 50% dei test e riesce comunque a immatricolarle”.
Il manager ha citato anche il caso di vetture già immatricolate in Cina e poi portate in Europa come chilometri zero tramite importatori, in particolare tedeschi, che riescono a targarle ricorrendo all’omologazione individuale. “È una cosa scorrettissima, che la Comunità europea non dovrebbe permettere”, ha affermato.
Secondo Di Risio, il quadro dovrebbe comunque chiarirsi nei prossimi mesi. “Credo che nell’arco di quest’anno la situazione si normalizzerà, perché bisogna fare chiarezza dal punto di vista normativo. La Comunità europea si è già impegnata a farlo e l’anno prossimo avremo uno scenario molto differente”. Il presidente di DR ha comunque ribadito che il gruppo non teme la concorrenza cinese, né sui marchi generalisti né sul nuovo progetto Osca: “Noi facciamo un prodotto diverso e ci rivolgiamo a un cliente completamente diverso”.
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