E se l’Intelligenza artificiale fosse usata per aiutare i poveri? Opera San Francesco apre il dibattito

16 Ottobre 2026 - 18:40
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E se l’Intelligenza artificiale fosse usata per aiutare i poveri? Opera San Francesco apre il dibattito

Ottobre in Opera San Francesco per i poveri è un mese speciale, un mese “francescano”. Quest’anno in occasione degli 800 anni del transito del poverello di Assisi accanto ai tradizionali appuntamenti, come “Grandi cuochi all’opera” in programma domenica 18 ottobre, o i laboratori per i bambini e gli eventi culturali per riflettere sul messaggio di San Francesco o la solidarietà, se ne è aggiunto uno sull’Intelligenza artificiale. Osf, infatti, parteciperà il 24 ottobre a Focus Live per un incontro che indagherà il rapporto tra tecnologia e povertà.

Cosa c’entra l’Ai con i poveri?

Verrebbe da chiedersi cosa c’entra l’Ai con l’attività cuore di Osf: l’aiuto alle persone fragili. Nel 2025 sono state accolte oltre 29mila persone da 144 Paesi differenti e nelle due mense sono stati distribuiti ogni giorno circa 2.500 pasti. Per andare più a fondo sulle ragioni di questa scelta abbiamo incontrato il presidente Fra Marcello Longhi.

FraMarcelloLonghi_PH Gabriele Ferraresi
Fra Marcello Longhi, foto di Gabriele Ferraresi

«Partiamo dallo stato dell’arte», esordisce fra Marcello. «Opera San Francesco oggi è un luogo dove potranno mangiare a pranzo circa 1.500, 1.600 persone tra la sede di via Concordia e quella di via Antonello da Messina. Questa sera mangeranno 1.200 persone circa. Oggi qui potranno farsi la doccia un centinaio di persone. Probabilmente oggi ci saranno, penso 20, 30 persone che faranno colloqui di primo ascolto cioè di aggancio che noi speriamo sempre di poter fare con i nostri ospiti che decidono di affidarsi, di aprire il cuore e la testa di dirci cosa è successo e quali sono stati i motivi per cui sono arrivati da noi».

Dalla mensa al poliambulatorio

Questi colloqui, precisa il presidente «sono la cosa più preziosa che noi possiamo offrire, perché quando una persona decide di consegnarsi in senso buono e di dire cosa succede a livello economico, a livello di salute, a livello psicologico, di condividere lo stato della vita e questo ci permette di attivare tutte quelle risorse che Opera San Francesco ha nel suo piccolo per aiutare queste persone a fermare le bocce e a riorganizzarsi, a provare a ripensarsi in un percorso di rinascita».

Nel suo racconto fra Marcello non dimentica il Poliambulatorio dove ogni giorno ci sono tra le 70 e le 80 visite, «ci saranno i colloqui con gli psicologi, con i nostri psichiatri e al Centro di raccolta ci saranno persone che porteranno vestiti in ordine, farmaci ancora buoni, lenzuola piuttosto che scarpe, borse, valigie, cose che noi raccogliamo, verifichiamo e se sono ancora in buono stato li distribuiamo».

L’Italia è sempre più divisa: pochi sempre più ricchi, molti sempre più poveri. Disuguaglianze così larghe non sono solo una questione di equità sociale, sono un problema per lo sviluppo del Paese e il futuro delle nuove generazioni. Come uscirne? Le vie possibili nel numero di VITA magazine di febbraio.
SEMPRE PIÙ RICCHI, E SEMPRE PIÙ POVERI?

Una casa che aiuta

Insomma, conclude «questo è quello che opera San Francesco fa oggi. A me piace pensarla così, come una casa. Una casa grande in cui chiunque abbia bisogno di sentirsi trattato come un essere umano, come un portatore del diritto di essere amato, di essere voluto bene, di essere visto e considerato. Perché credo che il primo diritto che le persone hanno è quello di essere un po’ volute bene, lo diciamo con un linguaggio cristiano, con un linguaggio francescano».

OSF opera san francesco, mensa per i poveri. Milano
L’interno della mensa di via Concordia

Se gli ultimi dati parlano di una stabilità della povertà assoluta in Italia il rischio è che essa si cronicizzi. Anche se per fra Marcello da temere soprattutto è «quando la povertà diventa miseria, la miseria uccide, toglie il rispetto di sé. Anche in quel momento però noi lo accogliamo a pranzo e a cena. Lo sosteniamo, in attesa che scatti quella lucina nel suo cuore e si dica “ma io non merito di vivere così”».

Volontari, il miracolo di fra Cecilio

Per tenere in piedi questa “macchina della solidarietà” i volontari sono i volontari «Osf può contare su un’ottantina di bravissimi dipendenti che sono la struttura portante di Opera, ma la nostra forza d’amore, la nostra forza di vicinanza sono i 1.350 volontari. Senza di loro noi siamo perduti. Queste persone sono per me il miracolo che ogni giorno compie fra Cecilio, il nostro fondatore, un fraticello santo che nel 1959 ha voluto opera San Francesco». L’unica preoccupazione del presidente sul fronte volontari è la lista d’attesa «fra Agostino (il responsabile dei volontari-ndr.) mi ha detto siamo arrivati a 800 persone che chiedono di entrare, ma quelli che ci sono non hanno nessuna voglia di smettere».

Volontario in mensa Osf
Il grembiule rosso dei volontari di Osf

E l’intelligenza artificiale? Perché parlarne per una realtà che opera in modo per così dire analogico, nella realtà concreata?

Un podcast per comprendere le radici delle disuguaglianze italiane e interrogarsi su come ridurre i divari che attraversano le nostre comunità. Tra patrimoni che crescono e redditi che ristagnano, tra chi eredita opportunità e chi eredita svantaggi.

«La ragione?», risponde fra Marcello. «È che l’intelligenza artificiale viene usata per governare il mondo. Per governare l’economia, la politica per me è uno strumento che fa comodo a molti. Quattro anni fa non se ne parlava così qualcuno ha deciso che era venuto il momento. Allora questi signori che governano l’intelligenza artificiale, organizzazioni sovranazionali che hanno un potere economico, un potere strutturale immenso hanno deciso che saranno loro a governare il pianeta. Pensando alla povera gente mi sono chiesto e noi?»

Quanto valgono i poveri negli algoritmi?

Insomma per il presidente di Osf ci deve chiedere «Negli algoritmi i poveri quanto valgono? Chi vale dentro gli algoritmi che governano l’intelligenza artificiale? E quindi ci è nata l’idea di dire proviamo a parlare di poveri e di Ai. Proviamo a chiederci che destino avranno i poveri del mondo nei ragionamenti di convenienza che l’intelligenza artificiale viene programmata a fare?»

Insomma, quanto contano per l’intelligenza artificiale le vite dei poveri del mondo? Sono semplicemente un costo sacrificabile? «Con don Luca Peyron con cui faremo questa cosa e un giornalista di Focus vorremmo dire qualche verità rispetto al tema perché poi la domanda è ma l’intelligenza artificiale potrà aiutare anche i poveri? Potrà essere usata anche per la promozione il riscatto, la risoluzione delle cause che sul pianeta generano la povertà?».

Tante domande, insomma con un’avvertenza conclude fra Marcello ricordando lo spunto dell’enciclica di papa Leone XIV «la Magnifica Humanitas non parla tanto e solo di intelligenza artificiale, ma parla delle relazioni che a livello planetario stanno nascendo, degli equilibri e degli squilibri che anche l’Ai può creare. Ricordiamoci comunque che è uno strumento nelle mani di qualcuno e dipenderà da questi signori il modo con cui verrà usata. Quando un’intelligenza artificiale viene usata per la guerra è molto efficace, ma se venisse usata per altro potrebbe essere ugualmente efficace».

In apertura l’esterno della Mensa di Opera San Francesco a Milano – foto di Giulia Manelli. Tutte le immagini da Ufficio stampa

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