È venerabile Jean Thierry, il carmelitano scalzo che trovò “casa” a Legnano

25 Maggio 2026 - 07:20
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È venerabile Jean Thierry, il carmelitano scalzo che trovò “casa” a Legnano
Fra Jean Thierry Ebogo

Le terre ambrosiane possono essere ancora luoghi accoglienti per sostenere i fratelli che vengono da altre Chiese, spesso a causa di gravi problemi di salute. Lo dimostra la vicenda di fra Jean Thierry di Gesù Bambino e della Passione, al secolo Jean Thierry Ebogo, Carmelitano Scalzo, nato il 4 febbraio 1982 a Mfou-Awaé in Camerun e morto a Legnano il 5 gennaio 2006, a ventitré anni.

Il 22 maggio papa Leone XIV ha autorizzato il Dicastero delle Cause dei Santi a promulgare, insieme ad altri, anche il Decreto che sancisce come quel giovane religioso, la cui causa si è svolta inizialmente nella nostra diocesi dal 15 febbraio 2013 al 9 settembre 2014, abbia compiuto in grado eroico quello che si chiede a ogni cristiano.

L’approdo a Legnano

Jean Thierry, da bambino, conobbe un Missionario Oblato di Maria Immacolata, padre Eddy Mabyla, e avvertì in sé un desiderio insopprimibile: “diventare Gesù”, come ripeteva spesso. Nel 2002 iniziò il prenoviziato tra i Missionari Oblati di Maria Immacolata, ma i suoi superiori non gli concessero di continuare il discernimento.

Grazie a una cugina, incontrò i Carmelitani Scalzi e ne rimase folgorato, tanto più che aveva già conosciuto la storia di santa Teresa di Gesù Bambino. Tuttavia, poche settimane dopo l’ammissione in noviziato, gli fu diagnosticato un osteosarcoma, a causa del quale gli fu amputata la gamba destra.

Dato che la missione in Camerun dei Carmelitani Scalzi era ed è legata strettamente alla Provincia Lombarda dell’Ordine, gli fu prospettato un trasferimento in Italia, nella comunità di Concesa, ma le sue condizioni apparvero subito molto gravi. Di conseguenza, dopo due mesi all’ospedale di Candiolo (Torino), fu riportato all’ospedale di Legnano per le cure palliative.

“Mamma” Anna e suo marito Luigi

Proprio nella stanza di fronte alla sua era ricoverata la madre di Luigi Vigna, un piccolo artigiano: in breve tempo lui e sua moglie, Anna Corona, fecero amicizia con il giovane aspirante religioso. Un giorno, Jean Thierry rivolse una richiesta alla signora: poterla chiamare “mamma”.

Attorno a lui, grazie ai Carmelitani Scalzi di Legnano e ai coniugi Vigna, si riunì una piccola comunità di preghiera. Padre Gabriele Mattavelli, al tempo Provinciale dei Carmelitani Scalzi lombardi, ottenne il consenso dal Padre Generale e la dispensa dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica perché potesse professare i voti in articulo mortis: l’8 dicembre 2005, quindi, alla presenza degli amici legnanesi e di sua madre Marie-Thérèse Assengue Edoa, il giovane divenne fra Jean Thierry di Gesù Bambino e della Passione.

«Dopo vent’anni ci è rimasto addosso quel calore e quel sorriso che solo lui sapeva dare»: così ha commentato la notizia del Decreto Luigi Vigna, il quale, insieme alla moglie, anima un gruppo di preghiera che si riunisce nella chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù a Legnano, ogni 5 del mese, per chiedere a Dio, come fra Jean Thierry voleva, un «diluvio di vocazioni» per il Carmelo e per tutta la Chiesa.

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