Economia, clima e qualità dell’aria: i conti della transizione nelle regioni italiane

30 Settembre 2026 - 21:50
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Economia, clima e qualità dell’aria: i conti della transizione nelle regioni italiane

Tra il 1995 e il 2019 il valore aggiunto dell’economia italiana è aumentato del 14% e l’occupazione del 7%, mentre le emissioni di gas serra sono diminuite del 23% e quelle di particolato del 40%. La crescita economica e occupazionale si è quindi accompagnata a una riduzione di queste pressioni ambientali. È un segnale di disaccoppiamento tra attività economica ed emissioni, che apre una domanda: come si è distribuito questo cambiamento tra territori e settori produttivi?

Su queste pagine avevamo già presentato RAMEA[1], la matrice che integra informazioni economiche e ambientali riferendole alle attività produttive e ai consumi delle famiglie. Il recente sviluppo estende questa impostazione a tutte le regioni italiane. L’Università di Ferrara e il centro di ricerca SEEDS hanno raccordato i conti economici territoriali Istat con la disaggregazione provinciale dell’inventario delle emissioni Ispra, costruendo una base omogenea per confrontare le traiettorie regionali.

Il lavoro nasce nell’ambito del progetto Grins – Growing Resilient, Inclusive and Sustainable[2], finanziato dal Pnrr, ed è presentato in un working paper SEEDS[3]. Il dataset copre tutte le venti regioni italiane e collega valore aggiunto e occupazione di 29 attività economiche alle emissioni di 15 inquinanti. Le informazioni sono disponibili per sei anni di riferimento: 1995, 2000, 2005, 2010, 2015 e 2019. La novità è la costruzione di un panel: una base di dati che segue le stesse regioni e attività economiche in momenti diversi, rendendo confrontabili le osservazioni nello spazio e nel tempo. Alla fotografia delle pressioni ambientali si aggiunge la possibilità di ricostruirne l’evoluzione, riconoscere tendenze persistenti e verificare se le differenze territoriali si ampliano oppure si riducono. Il dettaglio settoriale permette di interpretare questi cambiamenti alla luce delle specializzazioni produttive regionali.

Il modulo ambientale comprende inquinanti di rilievo globale e locale. Le applicazioni del working paper si concentrano sui gas serra e sul PM10, collegando la questione climatica alla qualità dell’aria. Sono dimensioni connesse, ma differenti per sostanze, processi che le generano e scala degli effetti. Il contributo complessivo dei gas serra è espresso in CO₂ equivalente, un’unità che riporta su una base comune gli effetti climatici delle diverse sostanze emesse. Il PM10 identifica una frazione del particolato atmosferico ed è legato alla qualità dell’aria su scala locale e regionale. Le sue emissioni aiutano a ricostruire il contributo delle attività economiche a questa pressione ambientale. Non coincidono con le concentrazioni misurate dalle centraline, che dipendono anche dalle condizioni meteorologiche, dal trasporto degli inquinanti e dalla formazione di particolato in atmosfera. Conti delle emissioni e monitoraggio dell’aria offrono quindi informazioni complementari.

Considerare insieme gas serra e particolato aiuta a valutare benefici congiunti o criticità delle scelte produttive ed energetiche. Seguirli nel tempo permette di verificare se i miglioramenti procedono insieme o se la riduzione di una pressione ambientale si accompagna alla persistenza di altre.

Accanto alle quantità emesse, RAMEA permette di costruire indicatori di intensità emissiva, rapportando le emissioni al valore aggiunto. La loro evoluzione descrive come cambiano le emissioni per unità di valore aggiunto. Questi indicatori vanno letti insieme alle emissioni assolute: una maggiore efficienza non garantisce, da sola, una riduzione delle emissioni complessive. Anche i confronti territoriali richiedono attenzione, perché il diverso peso di industria, agricoltura e servizi influenza i risultati aggregati.

RAMEA offre quindi alle regioni uno strumento per orientare le politiche ambientali ed economiche. Individuare dove si concentrano le pressioni e seguirne l’evoluzione aiuta a calibrare incentivi, standard, strumenti fiscali e accordi volontari sulle caratteristiche dei territori. Per le imprese, i conti forniscono riferimenti settoriali con cui confrontare le proprie prestazioni; per le amministrazioni, aiutano a collegare obiettivi climatici, qualità dell’aria e sviluppo economico. Aggiornare questa base permette di progettare interventi più mirati e monitorare i cambiamenti su cui le politiche intendono incidere.

[1] https://www.greenreport.it/news/green-economy/47115-ramea-un-sistema-contabile-per-informazioni-economico-ambientali-granulari

[2] Il dataset Ramea è reso disponibile nell'ambito del progetto Grins (Growing Resilient, Inclusive and Sustainable) sulla piattaforma Amelia, l'infrastruttura digitale che raccoglie e integra i dati economici, sociali, ambientali e territoriali prodotti dalla rete di ricerca Grins: https://grins.it/progetto/piattaforma-amelia.

[3] Montanaro, A., Mazzanti, M., Gilli, M., Chioatto, E., & Cicoli, F. (2025). Regional environmental-economic performance in Italy: RAMEA panel and applications (No. 0925). SEEDS, Sustainability Environmental Economics and Dynamics Studies.

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