Electrolux, Séjourné: “La tutela dei posti di lavoro non è un criterio per avere i fondi UE”
Bruxelles – La chiusura di uno stabilimento Electrolux in Italia e il conseguente esubero di circa 1.700 lavoratori finiscono all’attenzione della Commissione europea. Gli eurodeputati della Lega Anna Maria Cisint, Paolo Borchia e Silvia Sardone, del gruppo dei Patrioti per l’Europa (PfE), hanno presentato un’interrogazione parlamentare al vicepresidente esecutivo con delega all’Industria, Stéphane Séjourné, in cui collegano la vicenda alle “contraddizioni” della politica industriale dell’Unione europea.
Nell’interrogazione, i tre europarlamentari criticano alcuni degli strumenti introdotti dall’UE per accompagnare la transizione industriale, tra cui il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), il meccanismo che applica un costo alle emissioni di carbonio incorporate in alcuni prodotti importati da Paesi terzi. Secondo Cisint, Borchia e Sardone, misure come il CBAM, che “dovrebbero salvaguardare la competitività delle industrie dell’UE nei confronti dei Paesi terzi“, risultano invece “emblematiche delle contraddizioni europee all’interno dei quadri regolatori“.
Gli esponenti della Lega chiedono quindi alla Commissione se i finanziamenti europei ricevuti da Electrolux fossero subordinati all’impegno dell’azienda a tutelare l’occupazione e a mantenere la capacità produttiva, e se Bruxelles intenda rivedere la normativa ambientale e industriale dell’UE per evitare “un’ulteriore deindustrializzazione del settore manifatturiero europeo“.
Nella risposta all’interrogazione, Séjourné precisa che “Electrolux Italia ha ricevuto finanziamenti UE per la ricerca e l’innovazione nell’ambito del 7º Programma quadro, di Horizon 2020 e di Horizon Europe“. Ma, chiarisce, “la tutela del lavoro o il mantenimento della capacità produttiva non sono criteri di ammissibilità o di aggiudicazione” dei fondi europei.
Quanto al quadro normativo, il vicepresidente esecutivo respinge implicitamente l’idea di un ripensamento della strategia industriale europea, sottolineando invece che la Commissione sta già intervenendo per rafforzare la competitività dell’industria senza rinunciare agli obiettivi della transizione verde. Tra le iniziative citate figurano il Clean Industrial Deal, l’Industrial Accelerator Act e il pacchetto di semplificazione “Omnibus”.
Séjourné ricorda inoltre che la Commissione “ha presentato una proposta sulla legislazione relativa ai prodotti energetici per semplificare ulteriormente alcune norme sull’etichettatura energetica per i produttori di elettrodomestici“, tra cui Electrolux.
Anche sul CBAM, indicato dagli eurodeputati come uno dei fattori che penalizzano la competitività delle imprese europee, la Commissione rivendica il lavoro svolto. L’esecutivo europeo, spiega Séjourné, “ne monitora costantemente l’attuazione” e nel 2025 “ha presentato due proposte di revisione del CBAM” con l’obiettivo di “semplificare il meccanismo ed estenderne la portata”.
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