Emanuela Orlandi, a 43 anni dalla morte a che punto sono le indagini della Commissione: c’è una nuova indagata

Il 22 giugno del 193 una ragazzina apparentemente anonima, Emanuela Orlandi, figlia di un dipendente del Vaticano, sparì improvvisamente. Non sarebbe mai stata più ritrovata, né viva, né morta, accendendo curiosità e misteri che ancora oggi resistono. Mentre c’è una nuova indagata.
La scomparsa
Mercoledì 22 giugno 1983, Emanuela uscì di casa tra le 16:00 e le 16:30 per recarsi alla scuola di musica in piazza Sant’Apollinare. Prima di uscire di casa, la ragazza aveva chiesto al fratello Pietro di accompagnarla; questi, tuttavia, a causa di un altro impegno, non poté accontentarla, motivo per cui Emanuela contrariata uscì sbattendo la porta. Fu l’ultima volta che Pietro la vide. E Pietro non ha mai smesso di cercare la verità.
L’ipotesi De Pedis
Le diverse inchieste che si susseguirono negli anni 80 e 90 si mossero su diversi binari. Tra questi, il ricatto proprio al Vaticano, la questione del prelato e banchiere Marcinkus e i rapporti con la mafia e il ruolo di Renatino De Pedis, il capo della banda della Magliana, che sarebbe stato, secondo la versione della compagna, l’autore materiale dell’omicidio ordinato proprio da alcuni settori dello stesso Vaticano, Un’ipotesi che, però, non ha mai trovato conferma, nonostante De Pedis fosse stato addirittura sepolto come “benefattore della Chiesa” a Sant’Apollinaire,, una delle più belle chiese romane.
La pista londinese
Un’altra delle piste seguite fu quella londinese. Una serie di lettere risultate non veritiere, almeno ufficialmente, che comproverebbero un rapporto epistolare tra il cardinale Poletti, figura di spicco della Curia, e l’Arcivescovo di Canterbury e che dimostrerebbero il trasferimento temporaneo di Emanuela a Londra.
La sola ed unica certezza resta la battaglia portata avanti dal fratello Pietro Orlandi, che sarà ieri è stato presente in Piazza Risorgimento, a Roma, con un sit-in commemorativo per mantenere alta l’attenzione su sua sorella e per chiedere, ancora una volta, che la verità venga finalmente alla luce.
Laura Casagrande
Laura Casagrande, 56 anni, compagna della scuola di musica di Emanuela, è finita nel registro degli indagati per false dichiarazioni al pubblico ministero. Secondo gli inquirenti, la Casagrande avrebbe fornito notizie fuorvianti sulla sparizione della Orlandi. e resta da capire il perché lo abbia fatto.
Roscani: “La commissione prosegue i suoi lavori”
Fabio Roscani, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta ed esponente di FdI, ha inviato una missiva ai familiari di Emanuela.“In questa giornata di memoria e ricordo, ma anche di speranza e di attenzione, ci ritroviamo qui attorno a un’assenza. Un’assenza che dura da quarantatré anni e che continua a pesare come il primo giorno nella vita della famiglia Orlandi e nella coscienza di tutti noi – sottolinea Roscani nella missiva – Quando una ragazza di quindici anni scompare e non torna più a casa, il tempo non cancella il dolore. Lo trasforma, lo accompagna, ma non lo cancella. E nessuna famiglia dovrebbe essere costretta a vivere per decenni nell’attesa di una verità che continua a sfuggire”. “Per questo oggi il mio primo pensiero va a Pietro, ai suoi familiari e a tutte le persone che non hanno mai smesso di cercare Emanuela”.
“Un faro acceso che ha attraversato le generazioni,-conclude Roscani- ed è forse anche per questo, che sento ogni giorno, ancor di più, il peso della responsabilità che il Parlamento ci ha affidato. Ma sento anche il dovere umano di non considerare questa vicenda soltanto un fascicolo, un’indagine o una successione di documenti”.
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