Emergenza caldo: le buone pratiche da rispettare

25 Luglio 2026 - 10:20
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lentepubblica.it

Ondate di calore: come proteggersi dai rischi per la salute e affrontare le giornate più calde in sicurezza.


Le estati degli ultimi anni stanno facendo registrare con sempre maggiore frequenza periodi caratterizzati da temperature eccezionalmente elevate, accompagnate da afa persistente, assenza di vento e un forte irraggiamento solare. Si tratta delle cosiddette ondate di calore, fenomeni meteorologici che non rappresentano soltanto un disagio, ma possono trasformarsi in una concreta minaccia per la salute pubblica, soprattutto quando si protraggono per diversi giorni consecutivi.

La prevenzione, in questi casi, diventa fondamentale. Sapere quando il rischio aumenta, conoscere le categorie più vulnerabili e adottare alcuni semplici comportamenti può ridurre sensibilmente le conseguenze del caldo estremo. È proprio per questo che ogni anno vengono attivati sistemi di monitoraggio e campagne informative della Protezione Civile e del Ministero della Salute rivolte ai cittadini.

Che cosa si intende per ondata di calore

Un’ondata di calore non coincide semplicemente con una giornata molto calda. Il fenomeno si verifica quando una determinata area geografica registra temperature elevate per più giorni consecutivi, spesso accompagnate da un alto tasso di umidità, forte esposizione al sole e scarsa ventilazione.

La sua definizione non dipende da un valore assoluto di temperatura valido ovunque. Una soglia che può risultare normale in alcune zone del mondo potrebbe infatti rappresentare un evento eccezionale in altre. Per questo motivo il rischio viene valutato considerando le caratteristiche climatiche tipiche di ciascun territorio e l’impatto che tali condizioni possono avere sulla popolazione residente.

Proprio la durata rappresenta uno degli elementi più critici. Se il caldo intenso persiste per diversi giorni, l’organismo fatica progressivamente ad adattarsi e aumentano le probabilità di sviluppare problemi di salute, anche nelle persone che inizialmente non presentavano particolari fragilità.

Come funziona il sistema di allerta del Ministero della Salute

Per aiutare cittadini e istituzioni a prevenire gli effetti del caldo estremo è operativo il Sistema nazionale di previsione e allarme per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla popolazione, coordinato dal Ministero della Salute con il supporto del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio, individuato come Centro di competenza del Dipartimento della Protezione Civile.

Ogni anno, nel periodo compreso tra maggio e settembre, vengono elaborati bollettini giornalieri riferiti a 27 città italiane. Le previsioni coprono le successive 24, 48 e 72 ore, consentendo di conoscere in anticipo il livello di rischio previsto.

Il sistema utilizza una classificazione articolata su quattro livelli, da 0 a 3, che descrivono la progressiva intensità del pericolo per la salute. I bollettini vengono aggiornati quotidianamente e pubblicati sul portale del Ministero della Salute, offrendo uno strumento utile sia ai cittadini sia ai servizi sanitari per organizzare le misure di prevenzione.

Il sistema di allerta è stato avviato nel 2004 e, fino al 2011, è stato coordinato direttamente dal Dipartimento della Protezione Civile.

Perché il caldo può diventare pericoloso

Quando la temperatura esterna raggiunge livelli molto elevati, il nostro organismo cerca naturalmente di mantenere costante la temperatura corporea attraverso la sudorazione. Tuttavia, in presenza di elevata umidità o di esposizione prolungata al sole, questo meccanismo può non essere più sufficiente.

In queste condizioni il corpo disperde il calore con maggiore difficoltà e aumenta il rischio di disidratazione, colpi di calore, abbassamenti della pressione arteriosa e aggravamento di patologie già esistenti.

La capacità di adattamento varia inoltre da persona a persona. Età, stato di salute, presenza di malattie croniche o l’assunzione di determinati medicinali possono influenzare in modo significativo la risposta dell’organismo alle alte temperature.

Chi corre i rischi maggiori durante le ondate di calore

Sebbene il caldo intenso possa interessare chiunque, esistono categorie particolarmente esposte agli effetti delle temperature elevate.

Tra i soggetti più vulnerabili rientrano gli anziani, i neonati e i bambini piccoli, le donne in gravidanza, le persone affette da patologie croniche, chi soffre di disturbi psichici, coloro che presentano limitazioni motorie o non sono autosufficienti e gli ospiti delle residenze sanitarie assistenziali.

Occorre prestare particolare attenzione anche a chi assume regolarmente alcuni farmaci, alle persone che fanno uso di alcol o sostanze stupefacenti, agli sportivi impegnati in attività fisica intensa e ai lavoratori che operano all’aperto sotto il sole per molte ore. Anche le condizioni economiche e sociali possono incidere sul livello di esposizione al rischio, soprattutto quando rendono difficile mantenere gli ambienti domestici adeguatamente freschi.

Le regole da seguire per ridurre i rischi

Quando i bollettini indicano un livello elevato di rischio è consigliabile modificare temporaneamente alcune abitudini quotidiane. Le ore comprese tra le 11 e le 18 sono generalmente quelle più critiche: durante questa fascia oraria è opportuno limitare il più possibile le uscite, evitando l’esposizione diretta al sole soprattutto per bambini e persone anziane.

Negli ambienti chiusi è importante ridurre il calore schermando finestre e vetrate con tende o persiane. Se si utilizza il climatizzatore, la temperatura dovrebbe essere mantenuta tra i 25 e i 27 gradi, evitando sbalzi termici eccessivi. Anche il ventilatore può offrire sollievo, purché il getto non sia diretto continuamente sul corpo.

L’idratazione rappresenta uno degli aspetti più importanti. Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, anche in assenza della sensazione di sete, aiuta a compensare la perdita di liquidi causata dalla sudorazione. È consigliabile aumentare il consumo di frutta fresca e preferire pasti leggeri, limitando invece bevande alcoliche, zuccherate o ricche di caffeina.

Un’attenzione particolare va riservata anche alla conservazione degli alimenti, poiché il caldo favorisce il deterioramento dei cibi e aumenta il rischio di contaminazioni.

L’abbigliamento può contribuire a migliorare il comfort. Sono preferibili indumenti leggeri, realizzati con fibre naturali, evitando i tessuti sintetici. All’esterno è utile indossare cappelli chiari che proteggano direttamente la testa dai raggi solari.

Anche gli spostamenti in automobile richiedono prudenza. Se possibile è meglio evitare di viaggiare nelle ore centrali della giornata. L’aria condizionata dell’abitacolo dovrebbe mantenere una temperatura di circa cinque gradi inferiore rispetto a quella esterna, senza orientare il flusso direttamente verso i passeggeri. Rimane fondamentale non lasciare mai bambini o animali all’interno dell’auto parcheggiata, nemmeno per pochi minuti.

Lo svolgimento di attività sportive o lavori fisicamente impegnativi dovrebbe essere programmato nelle ore più fresche della giornata, mantenendo sempre un’adeguata idratazione prima, durante e dopo lo sforzo.

La prevenzione passa anche dalla solidarietà

Durante le giornate caratterizzate da caldo estremo la protezione individuale si affianca alla responsabilità collettiva. Verificare le condizioni di salute di un anziano che vive solo, offrire supporto a persone fragili o segnalare ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni di difficoltà può contribuire a prevenire conseguenze anche molto gravi.

Non bisogna infine dimenticare gli animali domestici. Devono avere sempre a disposizione acqua fresca e, durante le passeggiate, è opportuno evitare le ore più calde della giornata per proteggerli dal rischio di disidratazione e dal contatto con superfici surriscaldate come l’asfalto.

Conoscere il livello di rischio segnalato dai bollettini, adottare comportamenti prudenti e prestare attenzione alle persone più vulnerabili rappresentano le strategie più efficaci per affrontare le ondate di calore riducendo al minimo i pericoli per la salute.

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