Energia, ECCO: “La soluzione non è rimandare l’ETS2”. L’UE punta su transizione e investimenti

16 Ottobre 2026 - 17:35
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Bruxelles – La transizione energetica resta la via d’uscita strutturale dalla crisi dei prezzi, mentre le misure temporanee devono accompagnare l’emergenza senza alterare la traiettoria degli investimenti. È la posizione di Matteo Leonardi, direttore esecutivo e cofondatore di ECCO, il think tank italiano per il clima, dopo il Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, che ha confermato il ruolo dell’elettrificazione e delle rinnovabili nel rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione.

“Il Consiglio europeo conferma la transizione come percorso di uscita dalla crisi, attraverso elettrificazione e rinnovabili”, osserva Leonardi, che accoglie positivamente anche la conferma del ruolo del sistema europeo di scambio delle emissioni ETS e la necessità di strumenti transitori per affrontare la crisi, purché non modifichino la traiettoria complessiva.

Sul fronte dell’ETS2, l’estensione del mercato del carbonio a edifici, trasporti e altri settori, Leonardi sottolinea che non è stato deciso alcun rinvio, ma è stata richiesta una nuova valutazione degli impatti. “La sfida è quella di conciliare le esigenze di breve periodo con la necessità di creare condizioni stabili per gli investimenti nella transizione”, afferma. “La soluzione non è rimandare l’ETS2, ma riconoscere le priorità di finanziamento della transizione energetica nei bilanci nazionali“.

Le conclusioni del vertice europeo confermano questa impostazione, pur lasciando aperto il confronto sulle misure per contenere i costi. I leader hanno chiesto alla Commissione di aggiornare la valutazione degli impatti dell’ETS2, in particolare per quanto riguarda la struttura del sistema e le sue salvaguardie. Hanno inoltre sollecitato un’accelerazione della revisione della riserva stabilizzatrice del mercato, per moderare le eccessive oscillazioni dei prezzi delle quote di emissione.

L’obiettivo indicato dai Ventisette è rendere il mercato del carbonio più prevedibile e ridurre l’impatto del prezzo della CO₂ sull’elettricità, preservando al contempo il ruolo dell’ETS nel guidare gli investimenti e l’innovazione. Per affrontare il caro energia, il Consiglio chiede inoltre misure europee coordinate, mirate e temporanee, che tengano conto delle specificità nazionali e tutelino l’integrità del mercato unico.

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