L’aspettativa e l’augurio di Orsini: “La competitività sia al centro del bilancio UE”

15 Ottobre 2026 - 17:30
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Bruxelles – La competitività sia al centro del bilancio pluriennale dell’Unione europea. Il richiamo arriva dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che ha rilasciato una conferenza stampa oggi (15 ottobre) a Bruxelles, dopo il suo incontro con il commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, e il vice presidente della Commissione europea per Coesione e riforme, Raffaele Fitto.

Sul bilancio europeo, “serve mettere al centro la competitività”, ha dichiarato precisando che l’obiettivo del Quadro finanziario pluriennale (QFP) deve essere quello di pensare “a salvare le industrie europee, perché siamo in un momento veramente tanto complicato, in mezzo a un panorama in cui gli Stati Uniti e la Cina stanno giocando la partita e l’Europa purtroppo sta facendo solo l’arbitro”. L’augurio e l’aspettativa del vertice di Confindustria è dunque quello che Commissione e Consiglio “abbiano molto a cuore il fatto che la competitività deve essere al centro”, ha proseguito sottolineando che l’import in crescita dei prodotti cinesi sta “generando la deindustrializzazione dell’Italia e dell’Europa”. In questo contesto, “nessun Paese può pensare di farcela da solo”. Mentre “abbiamo bisogno che l’Europa sia tutta unita e che pensi alle nuove industrie del futuro”, ha sottolineato Orsini.

La concorrenza cinese è al centro delle preoccupazioni del settore industriale europeo. “In questo momento siamo sempre più preoccupati della concorrenza cinese”, in particolare per la pratica di dumping sull’importazione dei prodotti che arrivano in Europa effettuata da Pechino. “Sappiamo che il saldo negativo dell’Europa nel 2025 è stato oltre 376 miliardi, di cui 46 miliardi per l’Italia. Quindi, è una preoccupazione che ha un impatto sulla tenuta delle industrie italiane”, ha precisato Orsini. Perciò “quello che noi stiamo chiedendo è di mantenere quelle condizioni abilitanti – di cui molte derivano dalle scelte che vengono prese proprio in Europa – per fare impresa nel nostro Paese”. Il tema è stato sviscerato nell’incontro del presidente di Confindustria con il commissario al Commercio: “Col commissario Šefčovič abbiamo anche parlato ovviamente di come affrontare questi temi, cioé come poterci proteggere, di reciprocità” perché “è ovvio che questo genera una dipendenza” e “noi siamo preoccupati”, ha concluso.

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