Energy Dome apre il nuovo stabilimento di Piacenza. Investimenti per 6,5 milioni di euro in due anni
Energy Dome, società italiana attiva nel settore dello storage energetico di lunga durata, scalata a livello internazionale, ha inaugurato a Piacenza il suo nuovo stabilimento produttivo. Nelle intenzioni dell’azienda, l’apertura rappresenta un passaggio strategico nell’industrializzazione della CO2 Battery, la tecnologia proprietaria pensata per risolvere la discontinuità delle fonti rinnovabili, evitare lo spreco di energia pulita nei momenti di sovrapproduzione e garantire la stabilità delle reti elettriche su scala mondiale.
Da Piacenza al mondo
Il valore del sito di Piacenza risiede nel suo ruolo di hub manifatturiero centrale: è qui che prendono forma i componenti chiave (dome) destinati agli impianti internazionali dell’azienda. Dal nuovo stabilimento è già stato spedito in India il primo dome, realizzato interamente in-house, per il progetto di Kudgi (20 MW/160 MWh) con Ntpc, mentre è in produzione il componente per il Columbia Energy Storage Project in Wisconsin (Usa, 20 MW/200 MWh con Alliant Energy). A seguire, la produzione servirà il sito di Rhode in Irlanda (23 MW/200 MWh).
Oggi Energy Dome è presente in quattro continenti, con oltre 2 GWh di progetti in esercizio o contrattualizzati, oltre 3 GWh di progetti autorizzati e una pipeline di sviluppo superiore a 30 GWh. Tra i clienti e partner ci sono aziende come Google, Engie, Alliant Energy, Ntpc, Sec e Srp.
Il piano di Energy Dome
Lo stabilimento di Piacenza ha visto nell’ultimo anno investimenti per circa due milioni di euro, destinati all’adeguamento del capannone, all’acquisizione di macchinari avanzati e al potenziamento delle infrastrutture elettriche e di rete. L’azienda ha pianificato un percorso di crescita che porterà l’investimento complessivo a circa 6,5 milioni di euro nei prossimi due anni, con l’obiettivo di triplicare la capacità produttiva e far crescere il team locale dagli attuali 30 addetti fino a 80–90 dipendenti entro il 2028.
“La vera notizia che celebriamo oggi non è soltanto l’apertura di un sito industriale, ma la dimostrazione che dall’Italia può nascere e svilupparsi una tecnologia di frontiera capace di scalare i mercati mondiali”, ha dichiarato Claudio Spadacini, fondatore e amministratore delegato di Energy Dome. “I nostri impianti partono da Piacenza per raggiungere l’America, l’Asia e l’Europa, dimostrando come il made in Italy industriale possa essere protagonista assoluto della sovranità tecnologica e della transizione energetica globale”.
Una filiera 100% europea
A differenza delle tecnologie di accumulo tradizionali, che dipendono da catene di fornitura extra-europee, la CO2 Battery di Energy Dome ha componenti e filiere manifatturiere interamente europee, dall’acciaio alle turbomacchine, evitando di sostituire la dipendenza dai combustibili fossili con la dipendenza da hardware estero.
In questo contesto, l’Italia si attesta come laboratorio per lo storage energetico — anche alla luce dei target Pniec, dei fabbisogni indicati da Terna (50 GWh al 2030) e del nuovo meccanismo Macse —, dimostrando come la riduzione dei costi di sistema e il contenimento dei picchi di prezzo siano la vera leva per la competitività industriale del Paese e dell’Europa.
L’articolo Energy Dome apre il nuovo stabilimento di Piacenza. Investimenti per 6,5 milioni di euro in due anni è tratto da Forbes Italia.
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