EPGenAI Hub: accesso sicuro del Parlamento UE ai modelli AI

20 Luglio 2026 - 20:05
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EPGenAI Hub: accesso sicuro del Parlamento UE ai modelli AI

Il Parlamento europeo ha avviato i test per la piattaforma EPGenAI Hub che permetterà l’accesso sicuro ai principali modelli AI sul mercato. Dovrebbe essere attivata all’inizio di settembre e consentirà agli eurodeputati e ai loro assistenti di sfruttare l’intelligenza artificiale durante varie attività. Sembra tuttavia una scelta opposta alla volontà di ottenere la sovranità tecnologica.

Acceso locale e cloud a vari modelli AI

I parlamentari europei e i loro assistenti utilizzano spesso i tool AI per scrivere discorsi, interrogazioni parlamentari e persino emendamenti (sono circa 2.100 persone, pari al 20% del totale). C’è tuttavia il rischio di diffondere pubblicamente documenti confidenziali, come potrebbe accadere con un attacco di prompt injection, quindi il Parlamento europeo vuole regolamentare l’uso dell’intelligenza artificiale attraverso una propria piattaforma ufficialmente approvata.

Oltre al problema della sicurezza c’è anche quello della qualità. Fare eccessivo affidamento ai tool AI incrementa il rischio di errori (ad esempio riferimenti a norme inesistenti) dovuti alle cosiddette allucinazioni. Dovrebbero essere quindi introdotte linee guida sull’uso corretto dell’AI. Al momento non c’è nessun obbligo di indicare l’uso dell’AI.

EPGenAI Hub dovrebbe risolvere almeno il problema della sicurezza. La piattaforma sfrutta l’infrastruttura del Parlamento europeo per ospitare alcuni modelli AI, tra cui Llama (Meta), GPT-OSS (OpenAI) e Mistral Small (Mistral AI). È possibile eventualmente usare chatbot ospitati su server esterni, tra cui ChatGPT (OpenAI) e Claude (Anthropic).

La decisione di usare modelli AI di aziende statunitensi sembra opposta alla necessità di raggiungere la sovranità digitale (l’unica eccezione è rappresentata dal modello della francese Mistral AI). Proprio il Parlamento europeo ha recentemente sostituito Google con Qwant come motore di ricerca predefinito sui dispositivi istituzionali.

L’ufficio stampa ha tuttavia dichiarato che l’offerta di modelli potrebbe cambiare nei prossimi mesi, considerata la disponibilità di modelli open source europei ospitati da provider cloud europei recentemente scelti dalla Commissione europea.

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