Ergastolo per il vigilante “killer delle escort” a processo: uccise e occultò i corpi di Ana Maria e Denisa
Ergastolo, con isolamento diurno per 18 mesi. Questa la sentenza di condanna inflitta dalla Corte d’assise di Firenze nei confronti di Vasile Frumuzache, l’ex vigilante romeno di 33 anni alla sbarra per duplice omicidio aggravato con esclusione della premeditazione. Le sue vittime erano due sue connazionali, Ana Maria Andrei, 27 anni, e Maria Denisa Paun, 30 anni, con la prima uccisa a Montecatini Terme (Pistoia) nell’agosto del 2024 e la seconda a Prato a maggio 2025. Vengono così accolte dalla Corte presieduta da Silvia Cipriani, giudice a latere Dolores Limongi, le richieste del procuratore di Prato Luca Tescaroli e del sostituto procuratore di Pistoia Leonardo De Gaudio, che avevano chiesto l’ergastolo per l’imputato.
Una storia che aveva ottenuto la ribalta della cronaca. Le indagini nacquero a seguito della scomparsa il 15 maggio scorso di Maria Denisa Paun, escort di nazionalità romena che era a Prato, in trasferta da Roma, per prostituirsi. Le indagini riuscirono ad arrivare a Frumuzache, che confessò il delitto della donna avvenuto all’interno del residence Ferrucci di Prato, struttura dove la donna riceveva i clienti: il corpo decapitato fu rinvenuto in un terreno tra i boschi delle Panteraie di Montecatini, nei pressi di un casolare abbandonato. La scoperta del secondo delitto e delle responsabilità di Frumuzache è stata permessa dal ritrovamento dell’auto appartenuta ad Ana Maria Andrei nel box della casa dell’imputato, a Monsummano: di fronte agli inquirenti l’ex vigilantes ha ammesso anche il delitto della seconda donna, scomparsa il primo agosto 2024, il cui corpo è stato poi rinvenuto non lontano da quello di Denisa.
Nell’udienza tenuta il 19 marzo scorso Frumuzache aveva raccontato di aver ucciso Ana Maria Andrei perché la donna, avendo saputo che non era italiano, si era rifiutata di avere un rapporto sessuale con lui. Quanto a Maria Denisa Paun, l’avrebbe uccisa e poi decapitata il giorno successivo, dopo aver accompagnato i figli a scuola, perché lo avrebbe ricattato dicendo che avrebbe raccontato tutto alla moglie se non le avesse consegnato 10mila euro. La paura di perdere la famiglia sarebbe stata l’elemento scatenate della furia omicida.
Come riferisce l’Ansa, Frumache è rimasto impassibile durante la lettura della sentenza. L’uomo, come ha spiegato la moglie, anche lei in aula, indossava una maglietta donata dai figli con stampata la scritta “Sei il nostro super papà” e stampate le impronte delle mani dei figli. È invece scoppiata a piangere Maria Cristina Paun, madre di Maria Denisa, che ha ringraziato i giornalisti presenti e poi si è allontanata.
Sullo sfondo della vicenda processuale c’è poi il tentativo di evasione dal carcere fiorentino di Sollicciano avvenuto lo scorso febbraio. Frumuzache cercò di fuggire durante l’ora d’aria utilizzando una corda rudimentale ricavata da lenzuola, ma venne bloccato da un agente della polizia penitenziaria durante un giro di ronda lungo il perimetro dell’istituto.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)