Estate senza pace per il nucleare francese: causa caldo, 3 reattori spenti e 8 a potenza ridotta

13 Luglio 2026 - 17:05
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Estate senza pace per il nucleare francese: causa caldo, 3 reattori spenti e 8 a potenza ridotta

È una brutta estate per il nucleare francese. Dopo i numerosi stop delle scorse settimane che hanno fortemente ridotto la capacità atomica nazionale, da Oltralpe arriva di nuovo la notizia che tre reattori situati sulle rive dei fiumi sono stati spenti e altri otto sono in funzione a potenza ridotta a causa dell'ondata di calore che ha colpito la Francia domenica. Lo ha comunicato all'Afp l'operatore Edf (Électricité de France). «A causa delle condizioni meteorologiche e per ottemperare alle normative sulle emissioni, e quindi sulla protezione ambientale», i reattori n. 2 di Golfech (Tarn-et-Garonne), sulle rive della Garonna, n. 3 di Bugey (Ain), sulle rive del Rodano, e n. 2 di Chooz (Ardenne), sulle rive della Mosa, sono stati spenti. Inoltre «modifiche di potenza» stanno interessando i reattori n. 1 e 2 di Saint-Alban (Ise're), n. 1 e 3 della centrale nucleare di Blayais (Gironde), n. 4 e 5 di Bugey, n. 1 di Chooz e n. 3 di Tricastin (Drome), ha spiegato la società statale.

La Francia possiede 57 reattori nucleari, che forniscono circa il 70% della sua produzione di energia elettrica, e tutti sono situati in prossimità di un fiume o del mare per consentire il raffreddamento. Per limitare i danni agli ecosistemi acquatici causati dal calore dell'acqua di scarico delle centrali, l'Autorità per la Sicurezza Nucleare (Asnr) stabilisce limiti di temperatura dell'acqua per ciascun sito, che obbligano Edf a ridurre il livello di attività delle sue centrali nucleari in determinate circostanze.

Qualsiasi ondata di calore, come quella iniziata a cavallo tra giugno e luglio in Francia, comporta quindi una riduzione della produzione di energia elettrica. Sabato, il ministero dell'Economia ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale una deroga a tali limiti per la centrale nucleare di Bugey, «al fine di garantire la sicurezza della rete elettrica», fino al 20 luglio. Tale deroga era stata richiesta da Edf, citando le esigenze di produzione del gestore della rete di trasmissione elettrica, Rte. Il gestore della centrale ha proposto «un limite temporaneo di 1° C all'aumento della temperatura del fiume Rodano tra la parte a monte e quella a valle della centrale nucleare durante questa situazione eccezionale, accompagnato da un programma di monitoraggio ambientale rafforzato relativo a tali scarichi», secondo quanto riportato nella lettera citata dal governo. Ma è troppo poco per risolvere un problema di ben più ampia portata.

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