Legge sulla caccia: la petizione del Wwf a quota 410 mila firme, vicino l’obiettivo per il referendum

13 Luglio 2026 - 17:05
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Legge sulla caccia: la petizione del Wwf a quota 410 mila firme, vicino l’obiettivo per il referendum

È ancora possibile bloccare questa irragionevole aggressione alla fauna italiana. Il Wwf lancia l’ennesimo messaggio a uso e consumo della maggioranza parlamentare, ma intanto si attrezza per dare battaglia in caso di approvazione definitiva del testo ribattezzato «spara tutto». E lo fa puntando a un referendum che, sulla carta, non lascia chance alla destra.

 In questi giorni in cui, dopo l’approvazione al Senato, la discussione sulla proposta di legge di riforma della normativa sulla tutela della fauna e sulla regolamentazione del prelievo venatorio è approdata alla Camera dove la scorsa settimana sono già iniziate le consultazioni.

Le critiche su questa proposta sono unanimi. Da ultima si aggiunge l’autorevole voce di Giordano Bruno Guerri che ha affidato al WWF Italia una sua chiara presa di posizione: «Una società civile si misura anche da come tratta gli animali e da quanto è capace di difendere il proprio ambiente. Per questo ritengo che la nuova proposta di legge sia una scelta sbagliata e che debba essere ripensata nell’interesse della natura, della sicurezza dei cittadini e del bene comune». Parole importanti per il Panda, che si aggiungono a quelle di molti altri intellettuali, divulgatori, scienziati e cittadini: a dimostrazione che non siamo di fronte ad un contrasto tra destra e sinistra, ma ad un sentire trasversale che manifesta le preoccupazioni di una larghissima maggioranza di cittadine e cittadini.

Sono già 14 le Società scientifiche italiane* che hanno aderito alla lettera inviata dal WWF Italia al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato e alla Presidente del Consiglio dei ministri per chiedere di fermare questa proposta. 

Ma non solo, ed ecco le altre strategie messe in campo per bloccare la legge «spara tutto». Nel frattempo, infatti, la petizione del WWF Italia ha superato ad oggi le 410.000 firme e viaggia verso le 500.000 che è il numero di firme necessarie in Italia per indire un referendum abrogativo.  Il WWF Italia ha da subito evidenziato le gravissime conseguenze che questa riforma comporterebbe sulla fauna, sull’ambiente, sulla sicurezza e sul bilancio dello Stato: prolungare i periodi di caccia, ridurre le aree naturali protette per aumentare le zone destinate alla caccia, cancellare l’indirizzo di ISPRA sulla gestione faunistica, aumentare le specie cacciabili, consentire e potenziare pratiche vergognose come i richiami vivi, consentire la caccia in aree demaniali costituiscono un attacco senza precedenti all’ambiente e alla biodiversità, contrario alla Costituzione e alle direttive europee fatte proprie dallo Stato italiano.

 «Come WWF Italia intendiamo rivolgere due appelli», dichiara Luciano Di Tizio, presidente dell’associazione. «Il primo è alle donne e agli uomini della cultura e della scienza: se ancora non lo avete fatto, fate sentire la vostra voce. Questo è il momento di dare un segnale chiaro e dire da che parte si sta: dalla parte dell’ambiente e della sua tutela come sanciscono gli articoli 9 e 41 della Costituzione o dalla parte di chi vorrebbe stravolgere l’unica legge di tutela della fauna in Italia per accontentare una piccolissima minoranza (meno dell’1% degli italiani) che ancora provano piacere nel togliere la vita ad essere viventi. Il secondo è alle italiane e agli italiani che sappiamo essere in larghissima parte contrari alla caccia: aiutateci in questa battaglia per difendere la biodiversità del nostro Paese, firmate la nostra petizione, partecipate ai sit-in di protesta che stiamo organizzando in tante città italiane e contattate i parlamentari eletti nella vostra circoscrizione chiedendo loro di votare contro questa riforma. In democrazia la mobilitazione è fondamentale e chi è stato eletto per rappresentarci deve comprendere che non può votare in Parlamento secondo gli interessi delle lobby dei cacciatori e dei produttori di armi, ma seguendo la volontà di chi li ha eletti».

*Queste le associazioni che hanno aderito alla lettera inviata ai vertici istituzionali: Associazione Teriologica Italiana, Centro Italiano Studi Ornitologici, Comitato Scientifico per la Fauna d'Italia, Federazione Italiana di Scienze della Natura e dell’Ambiente, Fondazione per la Flora Italiana, Società Entomologica Italiana, Società Italiana di Antropologia ed Etnologia, Società Italiana di Biogeografia, Società Italiana Biologia Marina, Società Italiana di Etologia, Società Italiana di Nematologia, Società Italiana Scienze della Vegetazione, Societas Herpetologica Italica, Unione Zoologica Italiana

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