Euro digitale, primo via libera al Parlamento europeo: più autonomia nei pagamenti

24 Giugno 2026 - 09:43
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L'euro digitale ha fatto un altro passo, non ancora decisivo ma importante, nel suo percorso europeo. Con 43 voti a favore, 14 contrari e un'astensione, la commissione per gli Affari economici e monetari del Parlamento europeo, ECON, ha approvato la propria posizione sul pacchetto moneta unica, dentro cui rientra anche il regolamento dedicato alla nuova forma digitale di moneta pubblica emessa dalla banca centrale. Non è il via libera finale: il dossier deve ancora passare dal confronto con il Consiglio dell'Unione europea e con la Commissione europea. Il voto in commissione, però, fissa la base da cui il Parlamento intende partire al tavolo dei negoziati.

Il progetto, in lavorazione da sei anni, punta a portare la moneta pubblica nei pagamenti digitali: un euro elettronico emesso dalla BCE, da usare accanto al contante e ai servizi bancari già disponibili. La spinta politica arriva anche dalla struttura attuale del mercato dei pagamenti dove Visa e Mastercard rappresentano il 61% dei pagamenti con carta nell'area euro e quasi tutte le transazioni transfrontaliere con carta, un equilibrio che Bruxelles considera sempre più delicato in una fase segnata dalle tensioni geopolitiche e dalla dipendenza da infrastrutture estere.

IL PERCORSO UE

Il via libera della commissione riguarda anche il mandato da affidare ai relatori per le trattative, che dovrebbero iniziare il 13 luglio sotto la presidenza irlandese del Consiglio Ue. Il passaggio successivo dipenderà da eventuali obiezioni interne al Parlamento: se almeno 72 eurodeputati, pari a un decimo dei membri, non si opporranno, il testo votato da ECON potrà diventare direttamente la base del negoziato, senza una nuova conferma nella sessione plenaria prevista a Strasburgo dal 6 al 9 luglio. In caso contrario, servirà un ulteriore voto prima dell'avvio formale delle trattative. L'obiettivo dei negoziatori è arrivare a un accordo finale entro la fine dell'anno.

La posizione della commissione prevede l'obbligo di accettare i pagamenti in euro digitale, con deroghe per micro e piccole imprese. La proposta esenta le imprese fino a 50 dipendenti e 10 milioni di euro di fatturato, oltre agli enti no-profit, ma solo se queste realtà non accettano già altri strumenti elettronici, come carte di debito, pagamenti istantanei o soluzioni tecnologiche per i pagamenti in prossimità di un terminale.

USO E LIMITI

I cittadini potrebbero detenere euro digitali in un wallet dedicato, entro un limite massimo non ancora definito. Secondo la proposta, il tetto dovrebbe essere stabilito dalla Commissione europea sulla base di una raccomandazione della BCE e rivisto almeno ogni due anni. L'euro digitale non maturerebbe interessi e non avrebbe costi per gli utenti. Per le imprese, invece, è previsto un vincolo specifico: non potrebbero detenere euro digitali per più di 24 ore, così da mantenere lo strumento legato ai pagamenti e non alla gestione della liquidità aziendale.

La nuova moneta digitale dovrebbe funzionare sia online sia offline, con un livello elevato di tutela della privacy: la BCE non dovrebbe poter identificare direttamente gli utenti partendo dai dati delle singole operazioni. La banca centrale fornirebbe l'infrastruttura di base, mentre banche commerciali e prestatori di servizi di pagamento offrirebbero ai clienti i servizi collegati all'euro digitale.

Gli istituti finanziari dovrebbero essere compensati per la partecipazione al sistema
. Per i commercianti, invece, sono previste commissioni inferiori rispetto a quelle oggi associate alle carte, anche se la struttura dei compensi sarà uno dei temi centrali nel confronto con gli Stati membri. Secondo le stime BCE citate nel negoziato, i costi di avvio del progetto sarebbero compresi tra 4 e 6 miliardi di euro distribuiti su quattro anni.

La commissione chiede anche un'introduzione progressiva nei 24 mesi precedenti l'emissione ufficiale, per consentire a intermediari, commercianti e utenti di prepararsi all'uso della nuova moneta. La BCE dovrebbe annunciare pubblicamente la data prevista per il debutto e prevede una sperimentazione di 12 mesi nella seconda metà del 2027, prima di un possibile lancio completo nel 2029.

La Banca centrale europea ha accolto con favore il voto di ECON,
sottolineando che la posizione sul pacchetto moneta unica "tutelerà il contante in euro come mezzo di pagamento legale e, al contempo, darà forma all'euro digitale". Il lavoro tecnico dell'Eurosistema prosegue con la Banca d'Italia coinvolta insieme alle altre banche centrali dell'area euro nelle attività preparatorie del progetto.


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