“Fanc… i carabinieri!”. Una canzone rap trionfa nel “talent” e diventa l’inno contro le forze dell’ordine

Un brano rap, ‘Labubu’, dal contenuto diretto e inequivocabile (‘mandiamo a fanc. i carabinieri’), la vittoria nel talent ‘Nuova Scena‘ e il video di Flextony e Tigerplug diventato virale soprattutto tra i più giovani. Tutto questo ha sollevato una serie di polemiche che investono anche i temi della sicurezza e del fenomeno delle cosiddette Baby Gang. Luca Abete, storico inviato di Striscia la Notizia, ha pubblicato un video sui suoi profili social, commentando: “Credo che nessuno in Italia pensi che insultare o ridicolizzare i carabinieri sia una cosa intelligente. Eppure accade. E nessuno si scandalizza. Mentre ci auguriamo una riscossa per una società che ci piace sempre meno, applaudiamo chi ne alimenta gli elementi della sconfitta”.
Il video con gli insulti ai carabinieri contenuti nella canzone rap
“Il problema -dice Abete nel video- non è una canzone contro i carabinieri; il problema è un Paese che a volte applaude ciò che il giorno dopo dice di voler combattere. Con questo pezzo il duo vincitore di Nuova Scena ha conquistato il pubblico presente e soprattutto i giudici, che si sono espressi con frasi come: “Una figata, complimenti”, “Questo è ciò che mi piacerebbe vedere nel rap italiano”, “Quando ho letto dei carabinieri, c… stavo dicendo. Bravo”. E aggiunge: “Manco a dirlo, il pezzo è diventato viralissimo ed è utilizzato da molti utenti come un inno contro le forze dell’ordine”. E ancora: “Fermi tutti, so cosa starete pensando. Luca Abete è il classico boomer, questa è libertà di espressione, è riscatto delle periferie. Ok, perfetto. Anch’io difendo la libertà di espressione, lo faccio da sempre, ma vorrei fare una precisazione: io non ce l’ho con i ragazzi, tantomeno con i due che cantano. Ce l’ho con il mondo degli adulti, con gli adulti distratti, chiamiamoli così, quelli che si indignano quando una baby gang pesta un coetaneo e poi però applaudono, premiano e trasformano in business questi messaggi, che il rispetto lo hanno frantumato abbondantemente in un ritornello”. Ma, si chiede Abete, “è possibile che nessuno si sia fermato a dire: “Ragazzi, forse questa no, forse è fuori luogo, forse è un po’ troppo”? Davvero nessuno? Oppure in certi ambienti il coraggio finisce dove iniziano gli ascolti? Perché il problema non è una canzone contro i carabinieri; il problema è un Paese che a volte applaude ciò che il giorno dopo dice di voler combattere. Ipocriti”.
L’inviato di “Striscia” ha lanciato l’allarme
L’inviato di Striscia ha infine precisato che il video “non è un attacco personale ai protagonisti di Nuova Scena, ma un grido d’aiuto che lancio a chi, in questo gran casino, la pensa come me”. Il video ha ricevuto migliaia di commenti e condivisioni, sollevando il dibattito tra gli utenti e coinvolgendo anche i familiari di molti carabinieri e poliziotti che conoscono da vicino il sacrificio quotidiano, spesso pagato con la vita, dei propri cari.
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