Femminicidio Lorena Isceri, l’appello del papà: “La politica sia unita affinché non accadano più tragedie”

05 Settembre 2026 - 19:10
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Femminicidio Lorena Isceri, l’appello del papà: “La politica sia unita affinché non accadano più tragedie”

Appello di Franco Isceri, padre di Lorena, la donna di 45 anni uccisa dall’ex compagno Federico Vella. “Mia figlia è una brava ragazza, straordinaria, studiosa e dedita allo studio. Aveva tanti sogni e progetti e ora non li ha più. Con lei in fondo a quel cavalcavia è sepolta anche la voglia di vivere di una famiglia distrutta”, ha detto l’uomo in un video. “Chiedo a tutta la politica di essere unita. Prendete provvedimenti all’unanimità, senza destra o sinistra, affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più. Lavorate nelle scuole, potenziate i centri anti violenza e gli strumenti normativi per prendere provvedimenti affinché non succeda più. Ve lo chiedo con tutto il cuore. Un abbraccio a tutte le donne italiane”.

Meloni: “Reagire uniti, ogni vittima è una sconfitta per tutti”

Subito dopo è arrivata la riposta di Giorgia Meloni. “Ho ascoltato l’appello di Franco Isceri, il papà di Lorena, la donna di 45 anni uccisa dall’ex compagno dopo essere stata rapita e portata sull’A1, dove è stata gettata da un viadotto. Parole segnate da un dolore che è difficile anche solo immaginare”, ha detto su Facebook la premier.

“Un padre che chiede alle Istituzioni di non dividersi, di lavorare insieme e di fare tutto ciò che è possibile perché tragedie come quella che ha colpito sua figlia non accadano più. In questa legislatura – anche grazie al contributo e al lavoro di tutte le forze politiche presenti in Parlamento – abbiamo raddoppiato le risorse per i centri anti-violenza e le case rifugio, scongiurando anche la possibilità che tante di queste strutture potessero chiudere. Abbiamo reso strutturale e potenziato il reddito di libertà, rafforzato uno strumento fondamentale come il ‘Codice rosso’, introdotto tra i primi in Europa il femminicidio come reato autonomo”, ha aggiunto la presidente del Consiglio.

“Ma davanti a tragedie come quella di Lorena nessuno può pensare che quanto fatto sia sufficiente. Perché ogni donna che viene uccisa da chi aveva promesso di amarla, difenderla, proteggerla è una sconfitta per tutti. E tutti noi, insieme, dobbiamo saper reagire. Dobbiamo continuare a cercare soluzioni, a migliorare ciò che già esiste, a fare tutto ciò che è possibile per intervenire prima che sia troppo tardi. Continueremo a fare la nostra parte, fino in fondo. Nel nome di Lorena e di tutte le vittime. Nel nome delle loro famiglie. Nel nome di una società che protegge le donne e la loro libertà”.

Schlein: “Faremo la nostra parte contro la violenza sulle donne”

Nel pomeriggio è arrivato anche il messaggio di Elly Schlein. “Siamo vicini al dolore e alla disperazione del papà di Lorena, una donna vittima di femminicidio che ha lottato fino alla fine per salvarsi dalla violenza del suo ex. La sua è una storia che strazia il cuore. Non possiamo perciò che condividere fino in fondo e accogliere le parole del padre, ringraziandolo perché in un momento di grandissimo dolore ha avuto la lucidità e la forza di fare richieste concrete e puntuali che sentiamo di fare nostre”, ha fatto sapere in una nota la segreteria del Partito democratico.

“Siamo consapevoli che l’unità delle forze politiche, che abbiamo in questi anni sempre ricercato e praticato su questi temi, è indispensabile per un impegno che, contro la violenza sulle donne, non é purtroppo mai sufficiente. Abbiamo votato all’unanimità misure che hanno rafforzato la repressione, ma sappiamo che non bastano se non si aumenta la prevenzione, con maggiori sostegni ai centri antiviolenza che ci aiutino anche nella formazione specifica degli operatori delle forze dell’ordine e delle pubbliche amministrazioni, e con l’educazione al rispetto e all’affettività che dovrebbe essere obbligatoria in tutti i cicli scolastici”, ha aggiunto

“Continueremo a insistere anche per adottare una legge di civiltà che chiarisca che senza il consenso, è sempre violenza. Sappiamo che è indispensabile che proseguiamo tutte e tutti insieme questa difficile lotta per sradicare la violenza di genere che è una piaga strutturale. Noi ci siamo, e faremo la nostra parte”.

Femminicidio Lorena Isceri, la ricostruzione

Secondo la ricostruzione, Vella avrebbe raggiunto Lorena e l’avrebbe costretta a salire in auto, dirigendosi poi verso il tratto autostradale. Durante gli spostamenti la donna è riuscita a chiedere aiuto: l’allarme ha fatto scattare l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno individuato l’auto e raggiunto il viadotto. Non è servito: Vella ha scaraventato giù la donna, poi è rimasto per circa mezz’ora con gli agenti di polizia intervenuti sul posto.

Un lasso di tempo nel quale le forze dell’ordine avrebbero cercato di gestire la situazione e impedire che l’uomo compisse il gesto estremo. Alla fine, però, il 36enne si è gettato dal cavalcavia. Un altro elemento emerso nella ricostruzione riguarda il messaggio inviato dall’uomo alla madre della vittima. Le avrebbe scritto comunicandole che la figlia era morta, poco prima del tragico epilogo.

Ipotesi premeditazione

L’ipotesi della Procura di Firenze, che sta indagando sul caso, è che Federico Vella abbia premeditato di uccidere la ex compagna Lorena Isceri, gettandola giovedì sera da un viadotto dell’A1 Milano-Napoli, nel tratto che ricade nel comune di Barberino del Mugello (Firenze), prima di lanciarsi a sua volta nel vuoto. E’ stato quindi aperto un fascicolo a carico di ignoti con l’ipotesi di omicidio volontario, per fare chiarezza sulla tragedia e svolgere le attività tecniche necessarie. 

Lunedi 7 settembre sarà disposta l’autopsia per chiarire se la donna sia morta per la caduta dal viadotto o prima, già in auto. Saranno effettuati accertamenti medico-legali anche sulla salma di Vella. Al vaglio degli investigatori ci sono le ultime ore del 36enne fiorentino e delle 45enne. Lei aveva paura dell’ex compagno, ma non voleva denunciarlo.

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