Femninicidio Genini: in aula le lacrime del poliziotto-teste

14 Luglio 2026 - 14:55
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Prima la voce esita, poi arrivano le
lacrime. Non ce l’ha fatta a contenere l’emozione un giovane
poliziotto chiamato ieri a deporre nel processo sul femminicidio di
Pamela Genini.

Invitato dalla pm Alessia Menegazzo a ricostruire
il momento in cui coi suoi colleghi e’ entrato nell’abitazione
di via Iglesias, l’investigatore ha spiegato che hanno
individuato la casa di Pamela grazie a un vicino di casa che li
ha accompagnati alla porta da dove si sentivano provenire delle
grida. Poi, i calci alla porta che era chiusa e finalmente
l’ingresso. “Ho sentito le urla di sofferenza della ragazza…”.
Qui il poliziotto si blocca ripercorrendo gli ultimi momenti di
vita della donna uccisa dall’ex compagno Gianluca
Soncin.

La mente va a quel respiro affannoso
che hanno sentito tutti in aula stamattina quando e’ stato
proiettato su uno schermo il video registrato dai poliziotti col
telefono cellulare. Poi il pianto si fa per qualche secondo
inarrestabile. E’ allora che l’esperta presidente della Corte
d’Assise, Antonella Bertoja, interviene.

“Ha tutta la nostra
comprensione – solidarizza col poliziotto -. Se vuole facciamo
una pausa, puo’ bere un bicchiere d’acqua”. Tutti, anche le pm
dell’accusa, sembrano colpiti. L’agente si riprende anche se in
un altro passaggio della deposizione si risofferma su quel
“rumore”, il rumore della vita che se ne va, “che mi e’ rimasto
impresso”.

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