Fentanyl, 80 fiale rubate dall’ospedale Israelitico di Roma: il furto anomalo per confezionare 20mila dosi

03 Luglio 2026 - 16:11
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La comunicazione, irrituale, arriva direttamente da Palazzo Chigi. È dal governo infatti viene lanciato l’allarme per un clamoroso furto avvenuto all’ospedale Israelitico di Roma, dove circa 80 fiale di fentanyl, l’oppioide sintetico fino a cento volte più potente della morfina utilizzato legalmente in medicina come anestetico e per il trattamento del dolore intenso anche nei pazienti oncologici, ma che soprattutto negli Stati Uniti è diventato una droga dagli effetti sociali devastanti, sono state rubate. Le fiale sono state sottratto dalla cassaforte del nosocomio al Trullo, periferia romana, ma è qui che è arrivata la sorpresa: a lanciare l’allarme sono stati i dipendenti dell’ospedale e, quando i carabinieri sono arrivati, hanno constatato che sulla cassaforte non c’erano segni di effrazione. La chiave, ha riferito l’ospedale, viene utilizzata da più dipendenti.

Un quantitativo, quello di 80 fiale, che può consentire la produzione di circa 20mila dosi di fentanyl da destinare al mercato illecito. Dal governo filtra preoccupazione e rabbia “per il comportamento irresponsabile di chi è chiamato a garantirne la sicurezza di tali sostanze, nonostante siano previste regole rigorose per l’accesso e la custodia”, spiegano fonti di Palazzo Chigi.

Per la vicenda nel pomeriggio di venerdì Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha presieduto una riunione d’urgenza a Palazzo Chigi alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il capo di Gabinetto del Ministero della Salute, il direttore della direzione centrale per i Servizi antidroga, il direttore generale della direzione Salute della Regione Lazio e i dirigenti del Dipartimento per le politiche contro le dipendenze della Presidenza del Consiglio.

Nel corso della riunione d’urgenza a Palazzo Chigi “è stata ribadita la necessità di assicurare il rispetto delle procedure previste per la gestione dei medicinali ad alto rischio, al fine di tutelare la salute pubblica e di prevenire il ripetersi di episodi analoghi”, riferiscono fonti di Palazzo Chigi, spiegando che “nel frattempo sono stati attivati i Carabinieri del Nas per gli accertamenti del caso, mentre il Ministero della Salute ha disposto un’ispezione per verificare eventuali responsabilità e accertare il rispetto dei protocolli vigenti”

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