Ferrero chiama Sinner: “Voglio crescere come allenatore”. Ma con l'arrivo di Juan Carlos a rischiare potrebbe essere Vagnozzi

16 Ottobre 2026 - 21:15
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Ferrero chiama Sinner: “Voglio crescere come allenatore”. Ma con l'arrivo di Juan Carlos a rischiare potrebbe essere Vagnozzi

Nuova intervista per pubblicizzare il proprio nuovo libro Mentalidad ganadora e nuovo messaggio indiretto a Jannik Sinner da parte di Juan Carlo Ferrero, che ad AS ha spiegato come un’esperienza al fianco dell’altoatesino potrebbe aiutarlo a crescere come allenatore. Nonostante si sia sempre pensato che in caso di approdo nel team dell’azzurro Juanki avrebbe raccolto l’eredità di Darren Cahill (la cui esperienza con l’attuale n°1 dovrebbe concludersi tra la fine di questa stagione e la prossima), le parole dell’ex coach di Carlos Alcaraz lasciano supporre che, più che a diventare consulente e super coach come quello dell’australiano, lo spagnolo punti a un ruolo più a 360° e presente, come quello che attualmente ricopre Simone Vagnozzi.

Ferrero chiama Sinner: “Giocatore spettacolare”

Nel corso di una lunga intervista concessa Nacho Albarran per AS, Ferrero ha parlato anche del suo possibile ritorno nel circuito durante la prossima stagione, confermando quanto dopo l’esperienza vissuta con Carlo Alcaraz ora vorrebbe collaborare con un giocatore già affermato e non da crescere e formare da zero. Impossibile dunque non pensare a Sinner, che visto l’addio di Cahill sempre più vicino e un finale di stagione che potrebbe portarlo a prendere in considerazione qualche stravolgimento nel team, potrebbe essere alla ricerca di un nuovo allenatore e, perché no, dunque a valutare Ferrero.

Un’eventualità che verrebbe accolta favorevolmente da Juanki, che ha speso nuovamente belle parole per Jannik e spiegato come – per quanto la decisione potrebbe essere malvista dai suoi connazionali e dai tifosi di Alcaraz – lo aiuterebbe a crescere come allenatore: “Sinner è un giocatore spettacolare. Credo che abbia già dimostrato che, quando è al massimo della forma, è molto difficile da battere. Lo sappiamo bene, anche grazie a Carlos. Se mai dovesse succedere in futuro, ho già detto che capisco che la gente, soprattutto gli spagnoli, potrebbe essere contrariata, nel senso che potrebbero vederlo come se stessi andando contro Carlos e ciò che lui è in grado di realizzare. Ma, in fin dei conti, penso che anch’io stia cercando di crescere come allenatore e, se si presentasse un’opportunità di questa portata, credo che la gente dovrebbe capirlo. Non andrò contro nessuno, men che meno contro Carlos. Ma che l’opportunità si presenti con Sinner o con un altro giocatore, si tratterà comunque di confrontarsi con qualcuno. Spero che la gente possa comprenderlo”.

Ma se dovesse arrivare Ferrero, chi rischierebbe il posto nel team di Sinner?

Fino a questo momento l’eventuale arrivo di Ferrero nel team di Sinner sembrava che sarebbe combaciato con l’addio di Cahill, che dopo anni nel tour l’anno scorso ha espresso la volontà di chiudere la propria carriera, salvo poi ritardare il ritiro per rimanere un’altra stagione con Sinner. A sentire le parole dell’ex allenatore di Alcaraz ad Albarran sembra però che più che a un ruolo di super coach, Ferrero ambisca a ricoprirne uno a 360° e più presente al fianco del giocatore. Insomma, un ruolo più simile a quello di Vagnozzi, o di Vagnozzi e Cahill assieme: “Credo di essere più portato per il ruolo di allenatore in questo momento. Credo che mi diverta di più. Aver giocato ti spinge a rimanere in contatto e a sentirti ancora in campo, notando tutto ciò che nota il tuo giocatore e vedendo i suoi progressi. Come consulente, non ho ancora avuto l’opportunità o l’esperienza necessaria. Magari le avrò e mi piacerà, non lo so. Ma, per ora, credo di trovarmi meglio nel ruolo di allenatore”.

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