Superlega al via: Trento e Verona pronte a insidiare la "nuova" Perugia, Civitanova e Piacenza giovani ma intriganti

16 Ottobre 2026 - 21:15
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Superlega al via: Trento e Verona pronte a insidiare la "nuova" Perugia, Civitanova e Piacenza giovani ma intriganti

È l’anno delle rivincite un po’ per tutti. Perché quell’Europeo sfilato dalle mani addirittura nei quarti, prima ancora di andare a giocarsi le medaglie a Milano (quindi a casa propria), è una ferita che impiegherà un po’ prima di rimarginarsi. Ma nel fantastico mondo della Superlega italiana tutto questo rappresenta benzina pura: gli italiani andranno a caccia di un pronto riscatto, consapevoli che per arrivare al meglio ai prossimi impegni in nazionale (nel 2027 ci sono i mondiali in Polonia) una bella corsa nel campionato tricolore è quanto mai consigliata. E di protagonisti ce ne saranno fin troppi per soddisfare anche i palati più fini.

Perugia, come cambiare per restare vincente

La Superlega resta il top dei campionati europei, come ha ricordato la tripletta di squadre italiane nelle tre competizioni continentali della stagione scorsa. I valori però quest’anno potrebbe subire un rimescolamento, perché Perugia rimane la candidata numero uno al titolo, ma al netto di un ricambio (anche) generazionale che necessiterà di un po’ di tempo prima di andare a regime.

La Sir ha salutato Ben Tara, Russo e Colaci (quest’ultimo ha appeso le ginocchiere al chiodo a 41 anni) e l’ha sostituiti con Reggers, Sanguinetti e Loreti. Insomma, gente futuribile, ma che è già un fattore nel presente. E accanto ai soliti noti (Giannelli, Plotnytskyi, Loser, Solé e l’unico campione europeo presente nei roster di Superlega, il polacco Semeniuk) ha aggiunto anche l’intrigante schiacciatore francese Henno, un altro destinato a trovare spazio (gliel’ha lasciato Ishikawa, trasferitosi in Turchia dopo una stagione vissuta da comprimario).

Senza dimenticare che il vero valore aggiunto Perugia ce l’ha in panchina, perché Angelo Lorenzetti in tre anni ha alzato 10 trofei (su 13 a disposizione) e non sembra volersi fermare.

Trento vuole svuotare l’infermeria, Verona è da corsa

L’anti Perugia ha il volto di Trento, a patto che quest’anno non ci siano staffette che le impediscano di vedere contemporaneamente in campo Michieletto e Lavia. Se i due schiacciatori azzurri troveranno continuità d’impiego, logico pensare all’Itas come una nobilissima candidata al titolo. Anche perché la base era comunque solida, con Faure opposto e il neo acquisto Nedeljkovic pronto ad aumentare l’arsenale a muro (e occhio al brasiliano Adriano, schiacciatore con un luminoso avvenire davanti).

Nel segno della continuità anche Verona, che ha salutato il discontinuo Darlan con l’arrivo di Paul Buchegger da Modena, oltre al norvegese Anders Mol, trapiantato dal mondo del beach volley (scommessa intrigante, oltre che mediaticamente accattivante). Per il resto Fabio Soli ha visto confermato tutto il blocco della stagione passata, da Mozic a Christenson, da Cortesia a Vitelli, da Staforini al funambolo Keita. E poi è arrivato anche Simone Anzani, giusto per metterci un pizzico in più d’esperienza (fosse solo un pizzico…).

Civitanova nelle mani dei fratelli Nikolov

La griglia di Superlega mette appena dietro le tre citate squadre giovani, ma di sicuro talento. Vedi Civitanova, che ha accettato la “scommessa” di affidare molte delle sue fortune nelle mani dei fratelli Nikolov, con Aleksandar già padrone dell’attacco nelle ultime annate (top scorer di Superlega dell’ultima annata), ora messo in ritmo dal giovane fratello Simeon. Intrigante anche la scelta di puntare di Davide Gardini, uno dei prospetti più interessanti di posto 4, dove sono rimasti Bottolo e Loeppky.

Anche Piacenza viaggia nel solco della continuità: salutato il totem Simon, sono arrivati gli americani McHenry e Robinson ed è tornato alla base il figlio d’arte Manuel Zlatanov, in un impianto che vanta gente come Bovolenta, Galassi, Pace, Paolino Porro e molti altri prospetti di valore e affidamento.

Giovane, nonché rivoluzionata, è anche la nuova versione di Modena, affidata a Lorenzo Tubertini: Mujanovic è l’uomo più atteso, Russo una garanzia che (schiena permettendo) può aiutare la squadra a salire di livello, mentre Pardo Mati si avvia a diventare il nuovo idolo del PalaPanini.

Cuneo e Cisterna vogliono alzare l’asticella

Una piccola rivoluzione l’ha fatta anche Milano, dove Guillermo Falasca eredita da Piazza (che allenerà in Polonia) un gruppo che ha cambiato volto, con Simon che porta esperienza accanto agli schiacciatori Otsuka e Rotty (aspettando il rientro di Recine dall’infortunio), mentre Ichino e Tatarov rappresentano scommesse con buone probabilità di risultare vincenti.

Monza ha cambiato 10 pedine, tenendo Thomas Beretta (il centrale con più muri a referto nel passato campionato) e puntando su Diego Frascio in posto 2. Rivoluzione anche a Padova, come da consuetudine: Truocchio, Orioli e Bergamasco gli unici reduci dell’ottima stagione passata, con l’inedita diagonale iraniana composta da Behnezhad e Golzadeh dalla quale passeranno molte fortune. Cisterna riparte dalle sue certezze, vedi la diagonale Fanizza-Barotto, con Mazzone e Lanza come veterani e il francese Duflous-Rossi (argento europeo) e il gigante cinese Peng (210 cm) rinforzi nel reparto centrali.

Cuneo ha salutato Zaytsev ma ha riportato a casa Coscione, oltre al promettente palleggiatore Argilagos, allo schiacciatore iraniano Poriya (ex Lube) e al centrale Mosca. Infine la matricola Tinet Prata di Pordenone, che s’è assicurata tre elementi di caratura come il belga D’Heer, lo schiacciatore Bergmann (nazionale brasiliano, che ha deluso a Piacenza ma che ha un grande potenziale) e il finlandese Nooa Marttila, che di questi tempi come i suoi connazionali va molto di moda. Sabato 17 ottobre si parte con Verona-Civitanova: se volevate subito i fuochi d’artificio, beh, probabile che sarete accontentati.

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