Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026: oltre 600 eventi
Dal 6 al 22 maggio torna il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 promosso da ASviS: oltre 600 eventi in Italia, online e all’estero per parlare di ambiente, economia, società e Agenda 2030.
Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026, torna la grande manifestazione ASviS
Dal 6 al 22 maggio 2026 torna il Festival dello Sviluppo Sostenibile, la manifestazione nazionale promossa dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – ASviS per diffondere la cultura della sostenibilità e rilanciare il dibattito sui 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu.
L’edizione 2026, la decima del Festival, si presenta con numeri importanti: oltre 600 eventi già inseriti in cartellone tra Italia, estero e appuntamenti online, con ulteriori iniziative in aggiornamento fino alla chiusura delle candidature. La manifestazione coinvolgerà città, istituzioni, scuole, università, imprese, associazioni e cittadini in un programma diffuso dedicato alle grandi sfide ambientali, sociali ed economiche del presente.
Oltre 600 eventi per “dare luce alla sostenibilità”
Il tema scelto per la campagna 2026 è “Diamo luce alla sostenibilità”, un invito a mettere in evidenza sia i progressi compiuti sia le aree ancora critiche del percorso verso uno sviluppo più equo, inclusivo e rispettoso dell’ambiente.
Il Festival si svolgerà in presenza, online e su tutto il territorio nazionale, con eventi anche nei cosiddetti “dintorni” del Festival, cioè appuntamenti collocati lungo tutto il mese di maggio. Il calendario comprende convegni, presentazioni di libri, mostre, proiezioni, spettacoli, incontri pubblici, laboratori, talk e iniziative dedicate alle scuole e alle università.
Le città protagoniste del Festival 2026
Il programma degli eventi ASviS toccherà otto città principali: Roma, Bruxelles, Milano, Bologna, Parma, Torino, Bari e Genova. Ogni tappa affronterà la sostenibilità da una prospettiva diversa, mettendo al centro temi come transizione ecologica, innovazione, inclusione sociale, lavoro, territori, governance, industria e finanza sostenibile.
A Milano, ad esempio, il Festival aprirà il confronto sul rapporto tra sostenibilità, strategie industriali e mondo finanziario, sottolineando come la transizione non sia più un tema accessorio, ma una componente centrale delle politiche economiche e produttive.
Un’edizione simbolica: dieci anni di ASviS
Il Festival 2026 coincide anche con i dieci anni di ASviS, un anniversario che dà alla manifestazione un valore particolare. Nata per promuovere l’attuazione dell’Agenda 2030 in Italia, l’Alleanza riunisce oggi oltre 300 organizzazioni aderenti e lavora per portare il tema dello sviluppo sostenibile al centro dell’agenda pubblica, politica, economica e culturale.
La nuova edizione arriva in un momento in cui, secondo ASviS, resta urgente accelerare il percorso verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, soprattutto alla luce dei ritardi registrati nell’attuazione dell’Agenda 2030. Per questo il Festival punta a coinvolgere non solo istituzioni e addetti ai lavori, ma anche cittadini, studenti, imprese e realtà del terzo settore.
Chiusura istituzionale alla Camera dei Deputati
Il percorso del Festival si concluderà il 22 maggio con un evento istituzionale alla Camera dei Deputati, durante il quale saranno restituiti alle istituzioni i risultati emersi dalla manifestazione e le proposte raccolte per rendere l’Italia più sostenibile sul piano sociale, ambientale, economico e della governance.
Perché partecipare al Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026
Il Festival rappresenta una delle principali occasioni in Italia per informarsi, confrontarsi e partecipare attivamente al cambiamento. La sostenibilità, infatti, non riguarda soltanto l’ambiente: include anche diritti, salute, educazione, lavoro, innovazione, parità di genere, città vivibili, riduzione delle disuguaglianze e uso responsabile delle risorse.
Con oltre 600 appuntamenti, il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 si conferma un grande laboratorio nazionale di idee e pratiche concrete, capace di unire territori, istituzioni e società civile attorno a una domanda centrale: quale futuro vogliamo costruire?
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