Foxconn conferma, alcune fabbriche in Nord America colpite da ransomware
Foxconn, una delle principali assemblatrici di dispositivi al mondo (storica partner anche di Apple, tra le altre), è finita nel mirino di un gruppo di hacker: lo ha riportato nelle scorse ore Wired. La testata dice che il gruppo criminale noto come Nitrogen è riuscito a infettare con ransomware alcune fabbriche in Nord America, rubando circa 8 terabyte di dati interni e riservati. Tra i file trafugati ci sarebbero schemi tecnici, documentazioni, design e materiali per prodotti di clienti di primissimo piano come Apple, Google, Dell e NVIDIA.
Secondo le ricostruzioni, i primi problemi sono emersi nello stabilimento Foxconn di Mount Pleasant, in Wisconsin. Secondo alcune testimonianze, il collasso della rete interna avrebbe causato il blocco completo del Wi-Fi e di diversi sistemi centrali della fabbrica. Ai dipendenti sarebbe stato chiesto di spegnere immediatamente i computer e di non fare nuovi accessi. Anche i terminali per la registrazione delle presenze avrebbero smesso di funzionare, costringendo il personale a ricorrere a carta e penna per segnare gli orari di lavoro.
Oltre alla sede del Wisconsin, anche un impianto di Houston, in Texas, risulterebbe coinvolto nell’incidente, ma per ora le informazioni sono ancora piuttosto incerte. Al momento non è chiaro quanto siano estesi i danni, quante sedi siano state colpite né quali dati siano stati realmente compromessi. Nitrogen ha pubblicato alcuni file campione a dimostrazione che l’attacco è effettivamente avvenuto; vale la pena osservare che la fabbrica di Mount Pleasant si occupa soprattutto di televisori e server.
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